(AGENPARL) - Roma, 18 Dicembre 2025 - (AGENPARL) – Thu 18 December 2025 di stabilità
finanziaria
e vigilanza
I tassi di recupero delle sofferenze
nel 2024
A.L. Fischetto – I. Guida – A. Rendina – G. Santini*
1. Introduzione e principali conclusioni
Questa nota:
N. 48
Dicembre 2025
aggiorna al 2024 le stime sui tassi di recupero delle
sofferenze1, già pubblicate a partire dal 2017 in precedenti
Note di stabilità finanziaria e di vigilanza;
illustra i risultati dell’indagine annuale sulle cessioni di
crediti deteriorati condotta a partire dal 2016 dalla Banca
d’Italia.
Sommario
1. Introduzione
e principali conclusioni…………… 1
Dall’analisi emergono i seguenti principali risultati.
2. I tassi di recupero dei crediti
in sofferenza………………………….. 3
Le operazioni di chiusura delle sofferenze e delle
inadempienze probabili
3. Le sofferenze chiuse:
ammontare e tempi
di smaltimento………………………. 8
• Nel 2024 sono state chiuse (eliminate dai bilanci)
posizioni a sofferenza per circa 6 miliardi. Il dato,
pari a circa 1,4 volte il valore dei nuovi ingressi, è inferiore
al 2023 in termini sia assoluti (9 miliardi), sia di incidenza
percentuale sulle sofferenze in essere alla fine dell’anno
precedente (37% contro il 44%).
Riquadro
I prezzi delle cessioni dei crediti
deteriorati nel 2024……………….. 5
• La riduzione rispetto al 2023 è stata determinata
principalmente dalle minori cessioni (passate da 5 a 3
miliardi) ed è riconducibile al progressivo ridimensionamento
delle consistenze, che ha ridotto le esigenze di cessioni
massive.
I contributi pubblicati nella serie
I“Note
contributi
pubblicati
nella serie
di stabilità
finanziaria
“Note
di stabilità
finanziaria
e vigilanza”
riflettono
le opinioni
edegli
vigilanza”
riflettono
le opinioni
autori e non impegnano
degli
autori e nondella
impegnano
la responsabilità
responsabilità
della
Banca d’Italia
Banca d’Italia
Grafica a cura
della Divisione Editoria e stampa della Banca d’Italia
ISSN 2284-4198 (online)
I dati, insieme ad alcune disaggregazioni di dettaglio commentate, ma non riportate nel
testo, vengono resi disponibili in formato elettronico.
Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria.
• Le strategie di gestione dei crediti deteriorati sono ora basate su un contributo
più equilibrato delle diverse leve gestionali: l’ammontare delle posizioni chiuse
internamente è risultato equivalente a quello delle cessioni sul mercato (3 miliardi).
• I dati aggiornati sui tempi di smaltimento delle sofferenze confermano i
progressi conseguiti negli ultimi anni, attribuibili sia alla riduzione delle consistenze
che ai miglioramenti degli intermediari nella gestione di questi crediti: la quota delle
posizioni chiuse entro tre anni dalla classificazione a sofferenza è pari all’87% (88% nel
2023).
• Le cessioni di inadempienze probabili si sono mantenute stabili, pari a circa 4
miliardi.
I tassi di recupero delle sofferenze chiuse
• Rispetto al 2023 il tasso di recupero medio è aumentato di cinque punti
percentuali, al 41%, di cui tre riconducibili alle chiusure di posizioni assistite da
garanzie pubbliche2 e caratterizzate da tassi di recupero particolarmente elevati. Alla
crescita hanno contribuito sia i recuperi sulle posizioni chiuse in via ordinaria (dal 45%
al 47%), sia quelli sulle posizioni cedute (dal 30% al 36%), la cui incidenza sul totale delle
posizioni chiuse è scesa dal 60% al 50%.
• Il tasso medio di recupero delle sofferenze assistite da garanzie reali è
aumentato di tre punti percentuali, al 44%, sostenuto dall’incremento osservato
sulle posizioni cedute a terzi (da 35% a 41%).
• Per le posizioni non assistite da garanzie reali, il tasso di recupero è aumentato
di circa nove punti percentuali (da 28% al 37%), di cui sei attribuibili alle chiusure di
posizioni assistite da garanzia pubblica3.
I prezzi di cessione dei crediti deteriorati
• Il prezzo delle sofferenze cedute nel 2024 è stato pari in media al 24%
dell’esposizione lorda di bilancio al momento della cessione, in aumento di
due punti percentuali rispetto al 2023. Il prezzo è rimasto stabile per le posizioni
assistite da garanzie reali (34%), mentre è cresciuto sensibilmente per le altre (da 13%
a 18%), che hanno beneficiato del maggior prezzo riconosciuto sulle posizioni con
garanzia pubblica.
• Il prezzo di cessione dei crediti deteriorati diversi dalle sofferenze è stato in
media pari al 51%, superiore di circa 5 punti percentuali a quello del 2023; l’incremento
ha interessato sia la componente assistita da garanzia reale, sia quella non assistita da
garanzia reale.
La Centrale dei rischi non fornisce informazioni sulla presenza di garanzia pubblica. Ai fini di questa analisi, sono state
considerate tali le esposizioni verso imprese, prive di garanzia reale e con un tasso di recupero superiore al 70 per cento.
La Nota differenzia le posizioni a seconda della presenza o meno di garanzie reali, per cui le posizioni assistite da garanzia
pubblica (finanziaria) rientrano nella seconda categoria.
Banca d’Italia
Note di stabilità finanziaria e vigilanza N. 48 – Dicembre 2025
2. I tassi di recupero dei crediti in sofferenza4
Nel 2024
l’ammontare
delle sofferenze
chiuse è diminuito
sensibilmente
per effetto delle
minori cessioni
Nel 2024 l’ammontare totale delle posizioni in sofferenza chiuse è diminuito rispetto
all’anno precedente (da 9 a 6 miliardi), principalmente per effetto di un minor ricorso
alle cessioni (da 5 a 3 miliardi; fig. 1, tav. 1 e tav. A1 nell’appendice elettronica); le
esposizioni chiuse in via ordinaria hanno registrato una riduzione meno significativa
(di 400 milioni, a 3 miliardi). Per la prima volta dal 2016 il peso delle cessioni sul totale
delle posizioni chiuse è stato analogo a quello delle posizioni chiuse in via ordinaria
attestandosi al 50% (77% nella media del periodo 2017-2023).
Fig. 1 – Tasso di recupero e controvalore delle posizioni in sofferenza per anno
e tipologia di chiusura della posizione
(valori percentuali e importi in milioni)
90.000
80.000
70.000
60.000
50.000
40.000
30.000
20.000
10.000
Esp non cedute (asse dx)
Esp cedute (asse dx)
Tassi rec. non cedute (asse sx)
Tassi rec. totali (asse sx)
Tassi rec. cedute (asse sx)
Fonte: Elaborazioni su dati Centrale dei rischi.
La riduzione dell’ammontare delle sofferenze chiuse tramite cessione ha riguardato
prevalentemente le posizioni verso imprese (da 4 a 2 miliardi; tav. A6) rispetto a quelle
verso famiglie (da 1,2 a 0,9 miliardi; tav. A5). Le posizioni chiuse in via ordinaria sono
risultate stabili per le famiglie (0,6 miliardi; tav. A7) e in leggera contrazione per le
imprese (da 2,9 a 2,5 miliardi; tav. A8). La quota delle posizioni chiuse assistite da
garanzia reale è diminuita al 57% (62% nel 2023; tav. A3).
I dati utilizzati sono relativi ai soggetti segnalati in sofferenza dalle banche e dagli enti appartenenti a gruppi bancari
partecipanti alla Centrale dei rischi. Sono state escluse le filiazioni di banche estere, le finanziarie e/o banche specializzate
nel leasing o nell’attività di recupero, nonché le banche poste in risoluzione o in situazioni equiparabili. Gli importi
delle sofferenze riportati nella tavole di questa nota potrebbero quindi non corrispondere ai valori riportati in altre
pubblicazioni della Banca d‘Italia. Il tasso di recupero è calcolato a livello di singolo debitore e i valori aggregati illustrati
sono calcolati come medie ponderate. Per facilitare il confronto con i tassi di recupero osservati negli anni passati, le
somme recuperate sono attualizzate utilizzando un tasso di interesse costante negli anni. Per maggiori dettagli sulla
metodologia utilizzata si rimanda all’Appendice metodologica della nota “I tassi di recupero delle sofferenze”, Banca
d’Italia, Note di stabilità finanziaria e vigilanza, N. 7, gennaio 2017.
Banca d’Italia
Note di stabilità finanziaria e vigilanza N. 48 – Dicembre 2025
Nel 2024 il tasso di recupero delle posizioni cedute sul mercato è aumentato di circa sei
punti percentuali rispetto all’anno precedente (al 36%). L’aumento ha riguardato sia la
componente garantita (dal 35% al 41%; tav. A2), sia quella non garantita (dal 22% al
30%). All’aumento del comparto non assistito da garanzie reali hanno contributo per
circa 250 milioni le cessioni da parte di alcuni intermediari di posizioni assistite da
garanzia pubblica del Mediocredito Centrale (MCC).
Si è osservata un’ulteriore contrazione del valore medio delle esposizioni cedute rispetto
agli anni precedenti (55 mila euro nel 2024, 82 mila nel 2023, a fronte di un valore
medio di 140 mila euro registrato fra il 2017 e il 2022).
Tav. 1 – Tassi di recupero per tipologia di chiusura:
recuperi in via ordinaria e attraverso cessione sul mercato
(numero di posizioni, milioni di euro e valori percentuali)
di cui: posizioni
non oggetto di cessione
TOTALE
Tasso di
recupero
Posizioni chiuse
Tasso di
recupero
Posizioni chiuse
di cui: posizioni
cedute a terzi sul mercato
Tasso di
recupero
Posizioni chiuse
Anno di
uscita
Importo
(€/mln)
Numero
Importo
(€/mln)
Numero
Importo
(€/mln)
Numero
9.039
198.588
8.803
183.345
15.243
8.742
161.209
7.443
135.983
1.299
25.226
6.580
123.615
6.225
110.509
13.106
6.109
133.976
5.893
117.707
16.269
6.667
128.168
6.454
108.591
19.577
8.718
145.538
8.442
127.922
17.616
7.472
128.653
6.207
102.510
1.266
26.143
7.683
112.331
7.229
96.714
15.617
13.613
287.685
9.463
241.056
4.150
46.629
13.258
257.965
8.157
180.898
5.101
77.067
16.712
278.584
9.155
99.925
7.557
178.659
43.360
370.741
10.349
110.205
33.011
260.536
78.017
441.621
10.794
92.919
67.223
348.702
34.123
281.630
6.849
62.203
27.275
219.427
25.022
212.617
5.408
67.176
19.614
145.441
17.484
206.963
3.919
59.139
13.565
147.824
22.417
141.049
4.158
34.476
18.259
106.573
8.851
108.937
3.531
44.178
5.320
64.759
6.264
99.076
3.121
41.992
3.143
57.084
340.131
131.601
208.531
17.902
200.997
6.926
106.181
10.975
94.816
Totale
Media
Fonte: Elaborazioni su dati Centrale dei rischi.
Banca d’Italia
Note di stabilità finanziaria e vigilanza N. 48 – Dicembre 2025
Sulla base dei dati della rilevazione annuale condotta da Banca d’Italia (cfr. il riquadro I
prezzi delle cessioni dei crediti deteriorati nel 2024), il prezzo di cessione delle sofferenze nel
2024 è stato pari al 24%, in aumento di oltre due punti percentuali rispetto al 20235.
Il tasso di recupero sulle posizioni chiuse mediante procedure ordinarie è aumentato al
47% (dal 45% del 2023) per effetto della dinamica osservata sulle posizioni non assistite
da garanzie reali (dal 37% al 46%; tav. A2), che nel 2024 ha beneficiato in misura maggiore
rispetto all’anno precedente della chiusura di un ammontare di posizioni assistite da
garanzia pubblica (circa 200 milioni).
Il differenziale tra il tasso di recupero registrato per le posizioni chiuse in via ordinaria e
quelle cedute è di 11 punti percentuali, in diminuzione rispetto al passato.
I PREZZI DELLE CESSIONI DEI CREDITI DETERIORATI NEL 2024
Al fine di avere indicazioni sui prezzi di cessione delle sofferenze, dal 2016 la Banca
d’Italia ha avviato una rilevazione presso un campione rappresentativo di banche.
All’ultima rilevazione hanno partecipato banche cui faceva capo l’87% dei crediti
deteriorati lordi del sistema bancario italiano a fine 2023. Nel 2024 il prezzo
medio delle sofferenze cedute è stato pari al 24% dell’esposizione lorda di bilancio
al momento della cessione, in aumento rispetto a quello registrato nel 2023 (22%);
il prezzo è rimasto stabile per quelle assistite da garanzia reale (al 34%), mentre è
cresciuto per le altre (di 5 punti percentuali al 18%; tav. A), che hanno beneficiato del
maggior prezzo riconosciuto sulle posizioni assistite da garanzia pubblica di MCC.
Tav. A – Prezzi delle sofferenze cedute per tipologia di garanzia
(valori percentuali)
TOTALE
Esposizioni assistite
da garanzie reali
Esposizioni non assistite
da garanzie reali
16,5 ( )
26,2 ( )
9,9 (*)
(*) Al netto dell’operazione FINO, i prezzi medi delle posizioni assistite o meno da garanzia reale sono stati rispettivamente pari al 33%.
L’incremento meno marcato rispetto a quanto osservato per i corrispondenti tassi di recupero è riconducibile alla diversa
metodologia di calcolo. I tassi di recupero delle posizioni cedute differiscono dai prezzi di cessione risultando più elevati
in quanto tengono conto anche dei flussi (recuperi “parziali”) incassati dalle banche nel periodo precedente la cessione
della posizione; le informazioni disponibili nella Centrale dei rischi non permettono di distinguere i recuperi conseguiti
durante la vita del credito dal prezzo di cessione realizzato. Inoltre, il prezzo di cessione è calcolato in percentuale del
valore lordo di bilancio al momento della transazione (diminuito di eventuali stralci), mentre il tasso di recupero è
calcolato in percentuale all’esposizione originale all’ingresso a sofferenza (comprensiva di eventuali successivi stralci).
Banca d’Italia
Note di stabilità finanziaria e vigilanza N. 48 – Dicembre 2025
Come negli anni precedenti, i prezzi medi di cessione diminuiscono all’aumentare
dell’anzianità media di classificazione a sofferenza (tav. B). L’anzianità media delle
sofferenze cedute1 è risultata pari a 3,7 anni, in diminuzione rispetto a quella
osservata nel 2023 (4,3 anni).
L’ammontare di cessioni di sofferenze concluse per il tramite di cartolarizzazioni
è stato pari a 0,3 miliardi (l’8% dei 4 miliardi complessivi di sofferenze chiuse con
ricorso al mercato). Il venir meno delle GACS, scadute il 14 giugno del 2022, ha
fortemente ridotto il ricorso ad operazioni di cartolarizzazioni a partire dal secondo
semestre del 2022.
Tav. B – Prezzi di cessione per posizioni con e prive di garanzie reali
suddivisi per classi di anzianità
(valori percentuali)
Totale esposizioni
Anzianità (anni)
0-2 anni 3-5 anni
Esposizioni assistite
da garanzie reali
>5 anni
0-2 anni 3-5 anni
>5 anni
Esposizioni non assistite
da garanzie reali
0-2 anni 3-5 anni
>5 anni
61,1(*)
(*) Il prezzo elevato registrato nel cluster di anzianità 0-2 anni nel 2017 è determinato da alcune cessioni di immobili di prestigio.
Nel 2024 l’ammontare dei crediti deteriorati diversi dalle sofferenze ceduti
sul mercato è stato pari a 4 miliardi, stabile rispetto al 2023. Il prezzo medio di
cessione di tale tipologia di crediti deteriorati è stato pari al 51%, superiore di circa
5 punti percentuali a quello realizzato nel 2023; l’incremento ha interessato sia
la componente assistita da garanzia reale (dal 52 al 54%), sia quella non assistita
da garanzia reale (dal 37 al 48%). L’anzianità media di queste posizioni (calcolata
dal passaggio a deteriorato) è stata di circa 2,5 anni, significativamente inferiore
rispetto al 2023 (4,6 anni).
Tale anzianità è calcolata sulla base dell’anzianità media di ciascun portafoglio ceduto ponderato per l’esposizione.
Banca d’Italia
Note di stabilità finanziaria e vigilanza N. 48 – Dicembre 2025
I tassi di recupero
delle sofferenze
assistite da
garanzie reali
rimangono
significativamente
superiori a
quelli delle altre
posizioni
I tassi di
recupero delle
sofferenze chiuse
in via ordinaria
diminuiscono
al crescere
dell’anzianità
2.1 Posizioni assistite da garanzie reali vs altre posizioni․ – Il tasso medio di recupero delle
sofferenze assistite da garanzie reali è aumentato al 44% (dal 41% nel 2023; tav. A3);
l’aumento del tasso di recupero delle posizioni cedute a terzi (da 35 a 41%) è in parte
compensato da una riduzione di quello delle posizioni chiuse in via ordinaria (da 50
a 48%; tav. A2). Per le posizioni non assistite da garanzie reali il tasso di recupero è
aumentato di circa nove punti percentuali (dal 28 al 37%), di cui sei attribuibili alle
chiusure di posizioni assistite da garanzia pubblica, che registrano in media tassi di
recupero prossimi al 90%.
2.2 Crediti a imprese e famiglie. – Nel 2024 il tasso di recupero dei crediti in sofferenza
verso imprese è cresciuto al 40% (34% nel 2023; tav. A4); l’aumento ha riguardato sia
le posizioni cedute (dal 29 al 36%; tav. A10), sia quelle chiuse in via ordinaria (dal 42 al
43%; tav. A8). Il tasso di recupero delle posizioni verso famiglie è salito dal 45% al 46%
(tavv. A4, A7 e A9).
2.3 Tassi di recupero per anzianità delle sofferenze. – In linea con quanto già evidenziato
per i prezzi di cessione, anche per le posizioni chiuse in via ordinaria il tasso di recupero
tende a ridursi con l’aumentare dell’anzianità media di classificazione a sofferenza (tav.
2)6. Il tasso di recupero medio delle posizioni chiuse in via ordinaria assistite da garanzie
reali con anzianità fino a 2 anni è stato di 24 punti percentuali superiore a quello delle
Tav. 2 – Tasso di recupero delle posizioni non oggetto di cessione per anzianità
di classificazione a sofferenza e presenza di garanzie reali
(milioni di euro e valori percentuali)
di uscita
Presenza di garanzie reali
Assenza di garanzie reali
Anzianità1
Importo
(€/mln)
Importo
(€/mln)
Tasso di recupero
0-2 anni
3-5 anni
>5 anni
1.139
Totale
1.893
1.228
0-2 anni
3-5 anni
>5 anni
1.353
Totale
2.206
1.326
0-2 anni
3-5 anni
>5 anni
1.497
Totale
2.609
1.549
Tasso di recupero
Fonte: Elaborazioni su dati Centrale dei rischi. (1) La distribuzione delle posizioni chiuse per classe di anzianità è basata sulla conversione
all’intero più vicino (in anni) del tempo di recupero per la chiusura della posizione (ad esempio la classe ‘3-5 anni’ include tutte le posizioni
chiuse con anzianità compresa tra 2,5 e 5,5 anni).
Il fenomeno considera anche l’impatto dell’attualizzazione delle somme recuperate. In proposito, si osserva che le tavole
non rappresentano delle reali curve di recupero in funzione dell’anzianità della posizione. Dalla Centrale dei rischi,
infatti, si può desumere quanto viene mediamente recuperato su posizioni chiuse dopo un certo numero di anni, ma non
la distribuzione temporale dei recuperi. Si rammenta che i tassi di recupero delle varie classi di anzianità sono comunque
confrontabili, in quanto sono attualizzati.
Banca d’Italia
Note di stabilità finanziaria e vigilanza N. 48 – Dicembre 2025
posizioni con anzianità superiore a 5 anni (il differenziale era di 23 punti nel 2023). Per le
sofferenze non assistite da garanzie reali il differenziale è stato pari a 35 punti percentuali,
in aumento di 9 punti rispetto all’anno precedente, ma scenderebbe a 16 punti percentuali
escludendo le posizioni con garanzia statale (che hanno prevalentemente anzianità fino
a 2 anni). La quota di sofferenze chiuse in via ordinaria con un’anzianità superiore a 5
anni (assistite o meno da garanzie reali) si mantiene elevata e pari a circa il 53% (56% nel
2023).
3. Le sofferenze chiuse: ammontare e tempi di smaltimento
Nel 2024 è
proseguita la
riduzione dei
nuovi ingressi in
sofferenza
La diminuzione del controvalore delle sofferenze chiuse nel 2024 riflette soprattutto il
minor ricorso alle cessioni sul mercato da parte degli intermediari (-41%); le posizioni
Tav. 3 – Numerosità e importo delle sofferenza chiuse e in essere
(dati annuali; numeri, importi in milioni di euro e valori percentuali)
Posizioni Chiuse
(per anno di chiusura)
Posizioni Entrate
(per anno di ingresso)
Numero
Importo
Numero
Importo
Numero
Importo
Numero
Importo
198.588
9.039
196.212
10.482
580.568
46.922
34,2%
19,3%
161.209
8.742
202.515
8.649
578.192
48.365
27,9%
18,1%
123.615
6.580
185.319
12.593
619.498
48.273
20,0%
13,6%
133.976
6.109
240.441
21.668
681.202
54.285
19,7%
11,3%
128.168
6.667
257.067
22.096
787.667
69.844
16,3%
145.538
8.718
228.639
24.531
916.566
85.273
15,9%
10,2%
128.653
7.472
246.428
25.029
999.667
101.086
12,9%
112.331
7.683
229.739
31.831
118.642
10,1%
287.685
13.613
283.987
34.322
142.789
23,3%
257.965
13.258
307.554
31.146
163.499
21,0%
278.584
16.712
273.338
27.019
181.387
21,8%
370.741
43.360
254.228
23.495
191.694
29,1%
22,6%
441.621
78.017
238.709
19.004
874.1401
157.7211
50,5%
49,5%
281.630
34.123
177.628
12.459
630.490
98.052
44,7%
34,8%
212.617
25.022
112.585
7.915
495.330
65.420
42,9%
38,2%
206.963
17.484
120.078
7.248
367.774
41.986
56,3%
41,6%
141.049
22.417
88.086
5.588
254.855
35.121
55,3%
63,8%
108.937
8.851
122.275
5.528
193.121
20.248
56,4%
43,7%
99.076
6.264
117.276
4.429
199.778
17.161
49,6%
36,5%
Totale
340.131
335.033
Media
200.997
17.902
204.321
17.633
753.607
88.830
31,7%
23,2%
Posizioni in essere a
inizio anno
Posizioni chiuse /
posizioni in essere a
inizio anno
Fonte: Elaborazioni su dati Centrale dei rischi.
(1) Il dato del 2018 risente del trasferimento di posizioni in sofferenza a società a partecipazione pubblica.
Banca d’Italia
Note di stabilità finanziaria e vigilanza N. 48 – Dicembre 2025
chiuse in via ordinaria sono diminuite del 12% (corrispondente a circa 400 milioni ). Il
numero delle posizioni chiuse7 si è ridotto in misura meno accentuata (da 109 mila a 99
mila; tav. 3), come conseguenza della riduzione dell’ammontare medio delle posizioni
chiuse, specie per quelle cedute sul mercato (tav. 1).
Il saldo fra le sofferenze chiuse nell’anno e le nuove classificazioni si conferma positivo.
In particolare, l’ammontare di nuove posizioni classificate a sofferenza è sceso da 6 a 4
miliardi, a fronte di posizioni chiuse per 6 miliardi.
La quota delle posizioni a sofferenza che vengono chiuse nell’anno, calcolata come
rapporto tra l’ammontare delle posizioni chiuse e l’importo complessivo in essere all’inizio
del periodo si è attestato al 37%, in riduzione rispetto al 44% del 2023.
Nonostante la forte contrazione delle cessioni sul mercato registrata negli ultimi anni non si
registrano peggioramenti nei tempi di smaltimento delle sofferenze. Per le posizioni aperte
nel 2018, il numero di posizioni chiuse entro sei anni dall’ingresso a sofferenza è stato pari
al 96% (tav. 4). Con riferimento al numero delle posizioni chiuse entro tre anni dall’ingresso
a sofferenza (posizioni entrate in sofferenza nel 2021), l’incidenza è pari all’87%.
Tav. 4 – Quota delle posizioni chiuse entro 1, 2 … 6 anni dall’ingresso a sofferenza
(valori percentuali; per numero di posizioni)
Anno di
ingresso
Entro 1 anno1
Entro 2 anni
Entro 3 anni
Entro 4 anni
Entro 5 anni
Entro 6 anni
Fonte: Elaborazioni su dati Centrale dei rischi.
(1) La distribuzione delle posizioni chiuse entro 1, 2 … 6 anni è basata sulla conversione all’intero più vicino del tempo di recupero per
la chiusura della posizione (ad esempio la classe ‘entro 1 anno’ considera tutte le posizioni che sono chiuse entro 1,5 anni dall’ingresso a
sofferenza; la classe ‘entro 2 anni’ tutte le posizioni che sono chiuse entro 2,5 anni).
Il conteggio del numero di posizioni si basa sulla rilevazione del numero di censiti a livello di gruppo bancario, i quali non
vengono più segnalati in Centrale dei rischi a seguito della chiusura della posizione. Il valore non rappresenta, quindi, il
numero di linee di credito aperte o chiuse nel periodo.
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