(AGENPARL) - Roma, 17 Dicembre 2025(AGENPARL) – Wed 17 December 2025 LA DOMANDA DI LAVORO NELLA TOSCANA NORD OVEST A DICEMBRE 2025
LA DOMANDA DI LAVORO IN PROVINCIA DI LUCCA A DICEMBRE 2025
Nel dicembre 2025 le imprese lucchesi prevedono di assumere 2.220 lavoratori, segnando una crescita del 10% rispetto alle 2.020 entrate programmate dodici mesi prima. L’incremento interessa in particolare i servizi e l’industria, cui si aggiunge un fabbisogno nel comparto agricolo. Estendendo l’analisi al trimestre dicembre 2025-febbraio 2026 le entrate previste ammontano a 8.420 unità (+8% rispetto al pari periodo di un anno fa). L’andamento rilevato è in netta controtendenza rispetto a quello nazionale, dove le attivazioni previste registrano una contrazione del 5,9% nel mese e del 6,2% nel trimestre.
Il mismatch tra domanda e offerta appare in attenuazione rispetto allo scorso anno: la quota di profili ritenuti difficili da reperire scende al 43%, sette punti percentuali in meno rispetto al 2024, posizionandosi al di sotto anche della media nazionale (46%). Rimane invariata al 29% la quota di imprese che segnala una carenza di candidati, mentre la difficoltà legata a una preparazione non adeguata si riduce all’11% rispetto a un anno fa (-7 punti).
Per quanto riguarda le tipologie contrattuali, il 26% delle assunzioni previste a dicembre nella provincia di Lucca riguarda posizioni stabili, suddivise tra contratti a tempo indeterminato (19%) e apprendistato (7%). La maggior parte delle entrate, pari al 74%, si concentra invece su forme di lavoro a termine: il 55% tramite contratti a tempo determinato, l’8% attraverso la somministrazione e l’11% con altre tipologie contrattuali a durata definita.
La componente giovanile continua a rivestire un peso significativo: a dicembre 2025, come nello stesso mese dell’anno precedente, il 29% delle opportunità di lavoro è infatti destinato a persone con meno di 30 anni.
Lavoratori previsti in entrata per settore di attività – Mese di Dicembre 2025 – provincia di Lucca
Dic-2025 Dic-2024 Var. ass. Var. %
SETTORE PRIMARIO* 50 – – –
Industria manifatturiera e Public utilities 550 560 -10 -2%
Commercio 300 350 -50 -14%
Servizi alle imprese 290 340 -50 -15%
*Agricoltura, silvicoltura e pesca. Non rilevato a Dicembre 2024
Fonte: Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior, 2025 e 2024
Lavoratori in entrata per settore
Nel complesso, il mercato del lavoro provinciale presenta un quadro in crescita sostenuto dal turismo, dalle costruzioni e dai servizi alla persona, mentre manifattura, commercio e servizi alle imprese evidenziano segnali di rallentamento.
Del fabbisogno occupazionale delle imprese lucchesi a dicembre, l’industria domanda 750 lavoratori, pari a circa un terzo del totale, mentre i servizi rimangono il comparto prevalente con 1.420 ingressi, pari al 64% delle assunzioni previste. Il settore primario contribuisce con ulteriori 50 entrate.
All’interno dell’area industriale emergono andamenti differenziati con l’industria manifatturiera e le public utilities che registrano un lieve arretramento, programmando 550 assunzioni (-2%), mentre il comparto delle costruzioni mostra un incremento con 200 ingressi previsti (+33%), segnale di una domanda ancora vivace dopo la fase di rallentamento osservata negli anni recenti.
Nel terziario il quadro è complessivamente positivo (+8%), sebbene con dinamiche eterogenee. Il turismo traina la crescita con 540 assunzioni, in aumento di 150 unità rispetto al dicembre 2024 (+38%), confermando un fine anno favorevole. Incrementi significativi riguardano anche i servizi alle persone, che raggiungono 280 entrate (+17%).
Al contrario, il commercio riduce la richiesta di personale fermandosi a 300 assunzioni (–14%) risentendo probabilmente della cautela nei consumi. Anche i servizi alle imprese mostrano una flessione, scendendo a 290 ingressi (-15%), in linea con il raffreddamento di alcuni segmenti produttivi e professionali.
Esperienza richiesta per titolo di studio
In un contesto generale di difficoltà di reperimento delle figure ricercate da parte delle imprese, l’esame delle assunzioni programmate per dicembre 2025 indica come la richiesta di esperienza lavorativa rappresenti uno degli elementi più rilevanti nelle strategie di reclutamento delle imprese lucchesi. Nel complesso, a due terzi dei lavoratori in entrata (67%) viene richiesto di aver svolto un percorso professionale precedente: per il 49% delle entrate per le quali le imprese lucchesi richiedono una precedente attività nel settore, mentre per il 17% degli ingressi è ritenuto essenziale aver già svolto la stessa professione.
L’analisi delle assunzioni previste per dicembre 2025, articolate per livello di istruzione e gruppi professionali, mette in evidenza come la domanda di lavoro delle imprese lucchesi rifletta le difficoltà che interessano alcuni comparti dei servizi e dell’industria. Le dinamiche meno favorevoli che caratterizzano commercio e parte delle attività produttive continuano infatti a incidere soprattutto sulle figure con titoli di studio medio-bassi, più presenti nei ruoli operativi.
Nel settore dei servizi la contrazione della domanda da parte del commercio pesa in maniera particolare sulle professioni meno qualificate o su quelle che richiedono percorsi formativi non specialistici. Viceversa, laddove il comparto mostra segnali di tenuta, come nei servizi alla persona o nel turismo, cresce l’attenzione per profili con una preparazione più strutturata. Anche nell’industria emerge un quadro eterogeneo: mentre alcune attività tecniche mantengono livelli di richiesta contenuti, la domanda diminuisce soprattutto per i profili più specializzati, come tecnici ingegneristici o figure con competenze avanzate nei processi produttivi.
A livello complessivo, il fabbisogno di lavoratori con qualifica o diploma professionale rimane elevato, con 800 entrate previste, con una richiesta di esperienza del 69%, prevalentemente nel settore (55%). La più elevata domanda di candidati si registra per gli indirizzi legati al turismo, in particolare la ristorazione (210 entrate) ed i servizi di promozione e accoglienza (80) per i quali la richiesta di esperienza raggiunte l’83%, ma anche per l’indirizzo meccanico (130) dove si ferma invece al 68%.
Sono invece 670 le assunzioni rivolte a candidati in possesso di un diploma di scuola secondaria, con un livello di richiesta di esperienza complessiva ancora consistente (66%). Le imprese attribuiscono rilievo sia all’esperienza di settore (47%) sia a quella direttamente maturata nella professione (19%). I percorsi formativi più richiesti sono quelli legati al turismo e all’enogastronomia (160 entrate, esperienza richiesta nel 76% dei casi), all’indirizzo amministrazione, finanza e marketing (120 entrate, esperienza richiesta al 68%, alla meccanica-meccatronica-energia (90 entrate richieste, 50%).
Per i laureati, che rappresentano 180 delle entrate previste, la selettività delle imprese risulta particolarmente elevata: per circa nove assunzioni su dieci viene richiesta un’esperienza pregressa, specie nella professione (49%) mentre per il 41% si tratta di esperienza maturata nel settore. Tra i titoli più ricercati spiccano quelli economici, nonché le lauree legate a insegnamento e formazione (97%) e all’ingegneria industriale (88%), in cui l’esperienza è quasi sempre necessaria (84%).
Un’attenzione specifica è riservata ai diplomati ITS, per i quali le imprese programmano 30 ingressi. La richiesta di esperienza è molto alta (81%), in particolare quella maturata nel settore di riferimento (42%), segnale della specializzazione richiesta per questi ruoli tecnici.
Lavoratori previsti in entrata per titolo di studio e gruppo professionale, secondo l’esperienza richiesta
Provincia di Lucca – Mese di dicembre 2025 Entrate previste(val. ass.) con esperienza richiesta (%):
nella professione nel settore
TOTALE 2.220 17% 49%
Titolo di studio
Livello universitario 180 49% 41%
Istruzione tecnica superiore (ITS) 30 39% 42%
Livello secondario 670 19% 47%
Qualifica di formazione o diploma professionale 800 14% 55%
Scuola dell’obbligo 530 8% 48%
Gruppo professionale
Dirigenti, professioni con elevata specializz. e tecnici 280 46% 40%
Impiegati, professioni commerciali e nei servizi 930 13% 60%
Operai specializzati e conduttori di impianti e macchine 690 18% 48%
Professioni non qualificate 330 4% 29%
Fonte: Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior, 2025 e 2024
Infine, per quanto riguarda le figure con la sola scuola dell’obbligo, il mese di dicembre registra 530 assunzioni previste, in crescita rispetto allo scorso anno. Anche in questo caso il requisito dell’esperienza non è marginale, con il 56% delle imprese che lo considera necessario soprattutto per l’inserimento in attività in cui la pratica lavorativa rappresenta un elemento fondamentale.
Esperienza richiesta per professione
All’interno dei gruppi professionali, emergono differenze molto marcate che delineano una domanda di competenze fortemente diversificata.
Per i profili ad alta specializzazione, dirigenti, tecnici e figure altamente qualificate (280 entrate) l’esperienza è requisito imprescindibile. Addirittura l’85,5% dei candidati deve aver lavorato in ruoli affini. In molti casi le imprese richiedono un bagaglio duplice: competenze acquisite sia nel settore sia nella professione. Ciò accade soprattutto per i tecnici dell’ingegneria, i tecnici della salute, quelli commerciali e gestionali e per i profili operanti nell’analisi dei mercati, dove la combinazione di competenze teoriche e operative appare decisiva per l’inserimento immediato.
Nel gruppo degli impiegati e delle professioni commerciali e nei servizi (930 ingressi), l’esperienza è richiesta in oltre il 73% delle assunzioni. A caratterizzare questo comparto è la forte incidenza dell’esperienza nel settore, indicata in oltre sei casi su dieci, un dato che evidenzia l’importanza di conoscere processi organizzativi, ritmi operativi e modalità di relazione tipiche del contesto di riferimento.
Tra le professioni che prevedono una forte selezione di lavoratori esperti si distinguono gli
operatori della cura estetica (esperienza richiesta nell’85% dei casi), gli esercenti e addetti alla ristorazione (78%, con una forte prevalenza dell’esperienza maturata nel settore), le professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali (70%, con una quota significativa di esperienza sia nella professione sia nel settore) e gli addetti alle vendite.
Il fabbisogno di operai specializzati e conduttori di impianti e macchine (690 entrate) mette in risalto una richiesta significativa di lavoratori già formati che riguarda oltre il 66% delle imprese. In ambiti quali edilizia, meccanica, impiantistica e carpenteria, il requisito arriva a valori molto elevati, combinando spesso esperienza di settore e competenze tecniche maturate in mansioni analoghe: operai delle costruzioni e manutenzione edile (esperienza richiesta nel 93% dei casi, con una netta predominanza di quella maturata nel settore), installatori e manutentori elettrici/elettronici (76%, con livelli alti sia nel settore che nella professione), fonditori, saldatori e montatori di carpenteria metallica (73%, con una forte esperienza in entrambi gli ambiti), meccanici e manutentori (oltre 66%).
Per le professioni non qualificate (330 entrate), l’esperienza è richiesta in circa un terzo dei casi (33%), soprattutto come esperienza nel settore piuttosto che nella professione. Anche in questo gruppo, tuttavia, non mancano profili dove la pratica lavorativa assume rilevanza, come per il personale addetto alla pulizia (42% con esperienza) e per gli operai agricoli non qualificati (56%).
Nel complesso, la struttura della domanda di lavoro nel territorio lucchese si conferma fortemente legata alla capacità dei candidati di portare con sé un’esperienza operativa già consolidata. L’elemento distintivo non è solo la richiesta di aver già lavorato, ma la crescente necessità di possedere competenze specifiche sviluppate nel settore e, sempre più spesso, nella professione da svolgere. Questo orientamento segnala un mercato del lavoro competitivo, che privilegia l’immediatezza operativa e la riduzione dei tempi di inserimento, soprattutto nei comparti tecnici, nei servizi ad alta specializzazione e nelle attività artigiane e meccaniche.
LA DOMANDA DI LAVORO IN PROVINCIA DI LUCCA A DICEMBRE 2025Per il mese di dicembre le imprese apuane stimano circa 810 entrate, un valore leggermente inferiore a quello registrato un anno fa (840), corrispondente a una diminuzione di 30 unità pari al -4%. Questa lieve flessione si inserisce in un contesto nazionale nel quale, sempre a dicembre, il fabbisogno delle imprese mostra un calo più accentuato con la previsione di circa 350.000 nuovi contratti, in diminuzione del 5,9% rispetto al dicembre 2024.
Estendendo la previsione al trimestre dicembre 2025-febbraio 2026, la stima di assunzioni è di 3.160 unità, in flessione di 230 unità (-7%) rispetto al pari trimestre dicembre 2024-febbraio 2025, segnando una dinamica peggiore di quella nazionale (-6,2%). Tale contrazione è generata in particolare dal comparto industriale apuano.
La difficoltà nel reperire i profili desiderati rimane uno dei principali ostacoli per il sistema produttivo locale, con 58 imprese su 100 che nel mese di dicembre segnalano problemi nel trovare le figure cercate. Si tratta di una quota in lieve crescita dal 55% dello scorso anno e nettamente superiore alla media nazionale (46%) registrata nel mese. Tra le cause della difficoltà di reperimento prevalgono la mancanza di candidati (38%) e la preparazione non adeguata degli stessi (18%).
Con riferimento agli inquadramenti contrattuali previsti, il 30% delle assunzioni sarà con contratto stabile (24% a tempo indeterminato e 6% di apprendistato), mentre il restante 70% sarà composto da contratti a tempo determinato (48%), di somministrazione (8%) e da altre tipologie contrattuali sempre a durata definita.
La componente giovanile, pur con una percentuale ancora rilevante del 27% delle assunzioni previste, risulta in calo di 7 punti percentuali rispetto al mese di dicembre 2024.
Lavoratori previsti in entrata per settore di attività – Mese di Dicembre 2025 – provincia di Massa-Carrara
Dic-2025 Dic-2024 Var. ass. Var. %
TOTALE 810 840 -30 -4%
SETTORE PRIMARIO* – – – –
INDUSTRIA 300 350 -50 -14%
Industria manifatturiera e Public utilities 200 250 -50 -20%
Commercio 100 120 -20 -17%
Servizi alle imprese 120 130 -10 -8%
Servizi alle persone 110 120 -10 -8%
*Agricoltura, silvicoltura e pesca. Non rilevato a Dicembre 2024
Fonte: Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior, 2025 e 2024
Lavoratori in entrata per settore
La contrazione nella previsione di assunzioni a Dicembre 2025 è il risultato di andamenti divergenti tra industria e servizi.
Il comparto industriale mostra una riduzione più marcata, con la previsione di ingressi programmati che scende a 300, segnando un calo di 50 unità (-14%). La flessione riguarda quasi interamente l’industria manifatturiera e le public utilities, che si fermano a 200 entrate (-20%, -50 unità). Il rallentamento potrebbe riflettere una fase di maggiore cautela produttiva, legata a un quadro congiunturale complesso che porta al ridimensionamento degli ordinativi in alcuni comparti del made in Italy ed anche al permanere di costi energetici relativamente elevati che comprimono i margini.
Diverso il quadro delle costruzioni, che confermano una previsione di 100 assunzioni, in linea con l’anno precedente. Il settore continua a mostrare una domanda stabile, probabilmente sostenuta dai cantieri già avviati e da interventi di riqualificazione ancora in corso, pur in un contesto in cui gli incentivi fiscali hanno ormai perso parte della loro spinta iniziale.
Nel complesso, quindi, l’industria si conferma ancora un punto di riferimento significativo per l’occupazione locale, anche se con dinamiche in lieve ridimensionamento rispetto alla chiusura del 2024.
I servizi, invece, presentano un quadro più eterogeneo ma complessivamente stabile. I 500 ingressi previsti a dicembre 2025 confermano una domanda occupazionale in linea con lo stesso periodo del 2024, anche se a livello settoriale emergono dinamiche contrastanti.
Il commercio registra una lieve contrazione con 100 assunzioni programmate (-17%; -20 unità), un calo che potrebbe essere legato alla prudenza dei consumatori ma anche alla crescente concorrenza del digitale che riduce il fabbisogno di personale nei punti vendita tradizionali. Al contrario, il turismo mostra una dinamica positiva con 170 ingressi previsti, segnando un incremento del 31% (+40 unità). I servizi alle imprese e i servizi alla persona mostrano entrambi arretramenti moderati (-10 unità ciascuno), pur restando su livelli elevati rispettivamente con 120 e 110 assunzioni programmate.
In sintesi, il mercato del lavoro apuano chiude il 2025 con un numero di entrate leggermente inferiore rispetto al dicembre 2024, ma con segnali settoriali molto diversi: industria in rallentamento, servizi complessivamente stabili ma sostenuti dal solo turismo, costruzioni che mantengono un profilo invariato. Una situazione che riflette un’economia locale in fase di adattamento, condizionata sia dalle dinamiche dei mercati internazionali sia dalle scelte di consumo delle famiglie.
Esperienza richiesta per titolo di studio
L’analisi delle assunzioni per gruppo professionale previste nel mese di dicembre 2025 in provincia di Massa-Carrara conferma quanto l’esperienza pregressa continui ad essere un elemento decisivo nel reclutamento, soprattutto nei profili tecnici e nelle attività manifatturiere. Nel complesso, per circa il 69% degli 810 ingressi programmati viene richiesta una qualche forma di esperienza, con livelli sensibilmente differenti a seconda dei comparti professionali.
La domanda di lavoratori con titolo universitario si attesta a 70 ingressi e rimane associata a requisiti di esperienza molto elevati con l’89% dei laureati ricercati che deve aver già svolto attività nella professione o nel settore di riferimento. La percentuale di esperienza richiesta nella mansione (63%) risulta particolarmente alta, riflettendo l’esigenza delle imprese di inserire figure già autonome, soprattutto in ambiti tecnico-specialistici e amministrativo–gestionali.
L’istruzione tecnica superiore (ITS) mostra una richiesta contenuta (30 ingressi) e registra requisiti di esperienza nettamente più bassi: solo per il 19% delle posizioni viene prevista una pregressa esperienza, soprattutto nel ruolo. Questa dinamica potrebbe essere spiegata con la natura formativa degli ITS, che spesso prevede percorsi professionalizzanti in grado di ridurre l’esigenza di competenze già consolidate.
Per chi possiede un titolo di scuola secondaria il livello di esperienza richiesto risulta molto elevato, con il 78% delle posizioni per le quali viene richiesto un passato lavorativo pertinente ed equilibrato tra esperienza professionale (32%) e nel settore (46%). Le imprese sembrano quindi orientate a inserire giovani diplomati già in grado di muoversi con una certa autonomia nei propri contesti aziendali.
La più elevata richiesta di personale interessa le figure lavorative con qualifica di formazione o diploma professionale, con 280 entrate previste nel mese. Per questo gruppo il 61% delle richieste è rivolto a candidati con esperienza, soprattutto nel settore (45%). Si tratta di profili molto legati alla pratica, per i quali l’operatività immediata costituisce un requisito determinante, in particolare nelle filiere artigiane, logistiche e del turismo.
La scuola dell’obbligo rimane infine associata a mansioni meno qualificate: le imprese cercano 200 lavoratori e l’esperienza richiesta si ferma al 68%, con un forte orientamento verso la conoscenza del settore (63%) più che della professione. Questi dati riflettono la natura delle posizioni, spesso legate a ruoli d’ingresso che richiedono familiarità con l’ambiente operativo piuttosto che competenze tecnico-specifiche.
Lavoratori previsti in entrata per titolo di studio e gruppo professionale, secondo l’esperienza richiesta
Provincia di Massa-Carrara – Mese di dicembre 2025 Entrate previste(val. ass.) con esperienza richiesta (%):
nella professione nel settore Totale esperienza
TOTALE 810 22% 47% 69%
Titolo di studio
Livello universitario 70 63% 25% 89%
Istruzione tecnica superiore (ITS) 30 15% 4% 19%
Livello secondario 230 32% 46% 78%
Qualifica di formazione o diploma professionale 280 16% 45% 61%
Scuola dell’obbligo 200 6% 63% 68%
Gruppo professionale
Dirigenti, professioni con elevata specializz. e tecnici 100 59% 29% 89%
Impiegati, professioni commerciali e nei servizi 310 14% 56% 70%
Operai specializz. e conduttori di impianti e macchine 290 25% 39% 64%
Professioni non qualificate 120 4% 54% 58%
Fonte: Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior, 2025 e 2024
Esperienza richiesta per professione
Il gruppo dei dirigenti, delle professioni altamente specializzate e dei tecnici mostra nuovamente la domanda più selettiva con l’88% delle 100 entrate programmate per le quali è richiesta esperienza, in particolare nella professione che si andrà a svolgere (59%). Questo dato riflette l’elevata specializzazione ricercata dalle imprese, soprattutto in ambiti tecnici avanzati e nelle funzioni gestionali, dove l’autonomia operativa costituisce un prerequisito essenziale. Non sorprende, quindi, che la difficoltà di reperimento sia in questo caso particolarmente elevata (oltre il 56%), con una quota importante attribuita alla mancanza di candidati adeguati (31%).
Un quadro altrettanto significativo emerge per gli operai specializzati e i conduttori di impianti e macchine, che rappresentano uno dei gruppi numericamente più rilevanti con 290 ingressi previsti nel mese. Anche qui l’esperienza risulta un fattore determinante: oltre il 64% delle assunzioni richiede conoscenze pregresse, con valori più alti per alcune specifiche figure. Gli operai specializzati dell’impiantistica elettrica ed elettronica superano addirittura l’86%, mentre i meccanici e manutentori si attestano al 77%. L’importanza dell’esperienza deriva dal carattere operativo e tecnico di questi ruoli che non consentono ampi margini di apprendimento sul posto. Conseguentemente, la difficoltà di reperimento raggiunge livelli molto elevati (74%), con una pressione particolarmente forte legata alla scarsità di candidati qualificati.
Il settore degli impiegati, delle professioni commerciali e dei servizi, che con 310 ingressi rappresenta il gruppo professionale con la maggiore richiesta occupazionale, presenta invece una domanda di esperienza più equilibrata con il 70% delle posizioni per le quali viene richiesta una precedente attività lavorativa, maturata soprattutto nel settore (56%). Alcune figure mostrano esigenze più specifiche, come gli addetti alle vendite che, ad esempio, richiedono esperienza nel 74% dei casi, mentre tra gli addetti alla ristorazione la quota si ferma al 71%, con un’incidenza particolarmente elevata per l’esperienza settoriale (67%). La diversa intensità della domanda può essere letta alla luce della stagionalità, con il periodo natalizio che impone alle imprese di reperire personale immediatamente operativo.
Il gruppo delle professioni non qualificate, con 120 entrate previste, rimane quello in cui il requisito dell’esperienza pesa meno (58%). Tuttavia, anche in questo comparto emergono differenziazioni interne: per il personale dei servizi di pulizia è richiesta un’esperienza relativamente elevata (57%), mentre per gli addetti allo spostamento merci le competenze pregresse sono domandate solo nel 37% dei casi.
Accanto alla richiesta di esperienza, il tema della difficoltà di reperimento rimane centrale: oltre il 58% delle assunzioni previste nel mese in provincia presenta criticità, in larga parte dovute all’assenza di candidati idonei (38%). Tale fenomeno risulta particolarmente marcato nei comparti tecnici e tra gli operai specializzati, confermando l’esistenza di un mismatch tra offerta e domanda di competenze che penalizza soprattutto le imprese manifatturiere locali.
Nel complesso, i dati di dicembre 2025 evidenziano come il mercato del lavoro apuano rimanga fortemente orientato alla ricerca di profili esperti, soprattutto nei settori tecnici e nei mestieri ad elevata manualità. La difficoltà di reperimento conferma una tensione crescente tra fabbisogni delle imprese e disponibilità di lavoratori qualificati, un nodo strutturale che continua a caratterizzare la dinamica occupazionale del territorio.
LA DOMANDA DI LAVORO IN PROVINCIA DI MASSA-CARRARA A DICEMBRE 2025
Nel dicembre 2025 le imprese della provincia di Pisa programmano 1.940 assunzioni, cento in meno rispetto alle 2.040 entrate previste un anno prima (-5%). Il calo è contenuto, mitigato anche dalla previsione di ingressi nel comparto agricolo, non rilevata nel dicembre 2024. Tale dinamica è inoltre in linea con quanto osservato a livello nazionale, dove la domanda di lavoro registra un arretramento del 5,9% rispetto a dicembre 2024. La riduzione prevista si distribuisce in modo eterogeneo tra i diversi comparti economici che mostrano tutti una flessione ad eccezione del turismo.
La difficoltà nel reperire personale resta un elemento di criticità, seppur in lieve attenuazione (3 punti percentuali in meno) rispetto al pari mese del 2024. Nel 50% dei casi le imprese pisane dichiarano problemi nell’individuare i profili desiderati, un dato più elevato della tendenza nazionale (46%). Tra i principali motivi della difficoltà di reclutamento si conferma la penuria di candidati (34%), seguita dall’inadeguata preparazione (13%) degli stessi.
Con riguardo alle forme contrattuali proposte si conferma una prevalenza di rapporti a termine: il 70% delle assunzioni avverrà attraverso contratti a durata definita (46% tempo determinato, 9% somministrazione, 15% altre). Le posizioni stabili rappresentano il 30% del totale: 22% a tempo indeterminato e 8% con contratto di apprendistato.
Le imprese pisane continuano a rivolgersi con una certa intensità ai giovani: il 31% degli ingressi previsti riguarda gli under 30, un dato leggermente inferiore (-2%) rispetto a quello dell’anno precedente, ma comunque significativo considerando il mutato contesto del mercato del lavoro locale.
In sintesi, l’andamento occupazionale a dicembre 2025 riflette un contesto economico locale che procede con cautela. Il calo della domanda di lavoro si inserisce in una tendenza nazionale analoga. Il peso notevole delle difficoltà di reperimento e il ruolo predominante dei contratti a termine confermano l’esigenza di rafforzare l’incontro tra competenze e fabbisogni aziendali, soprattutto nei settori in trasformazione e presso le imprese di minori dimensioni, che rappresentano il cuore pulsante del tessuto produttivo pisano.
Lavoratori previsti in entrata per settore di attività – Mese di Dicembre 2025 – provincia di Pisa
Dic-2025 Dic-2024 Var. % Var. ass.
TOTALE 1.940 2.040 -5% -100
SETTORE PRIMARIO* 100 – – –
INDUSTRIA 580 640 -9% -60
Industria manifatturiera e Public utilities 390 440 -11% -50
Costruzioni 190 200 -5% -10
SERVIZI 1.270 1.410 -10% -140
Commercio 290 370 -22% -80
Servizi alle imprese 380 430 -12% -50
Servizi alle persone 230 310 -26% -80
*Agricoltura, silvicoltura e pesca. Non rilevato a Dicembre 2024
Fonte: Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior, 2025 e 2024
Lavoratori in entrata per settore
L’arretramento complessivo nella previsione di ingressi lavorativi a fine 2025 deriva principalmente dal calo nei servizi, che restano comunque la componente più consistente della domanda locale.
Il comparto industriale registra 580 entrate, contro le 640 del 2024 (-9%), e il ridimensionamento riguarda soprattutto l’industria manifatturiera e le public utilities, che scendono da 440 a 390 unità (-11%). Le costruzioni, con 190 ingressi (-5%), si mantengono su livelli relativamente elevati pur mostrando un arretramento moderato probabilmente legato alla conclusione di alcuni cantieri e alla progressiva stabilizzazione della domanda dopo i picchi degli anni precedenti sostenuti soprattutto dai benefit fiscali.
Il quadro più influenzato dal calo è però quello dei servizi, che passano da 1.410 a 1.270 entrate (-10%) con dinamiche molto differenziate all’interno del settore.
Il commercio presenta una diminuzione rilevante scendendo a 290 assunzioni previste (-22%, pari ad un calo di 80 unità), frenato consumi ancora incerti e della crescente riorganizzazione delle attività commerciali per la crescita dell’online. Anche i servizi alle imprese mostrano un rallentamento significativo (-12%, -50 unità), e ancora più marcata risulta la contrazione nei servizi alla persona, che si fermano a 230 assunzioni programmate (-26%, -80 unità).
In controtendenza invece il turismo, che evidenzia una crescita del 23% con 370 assunzioni programmate nel mese, trainate dalla buona performance dei flussi turistici e dall’allungamento della stagione verso il periodo natalizio che spinge le imprese dell’alloggio e della ristorazione a rafforzare gli organici.
Riassumendo, il quadro occupazionale di dicembre restituisce dunque un territorio in cui la domanda di lavoro si contrae in maniera contenuta ma diffusa, con segnali più evidenti nei servizi e, in misura più lieve, nell’industria. L’espansione del turismo rappresenta l’unico vero elemento dinamico, mentre commercio, servizi alle persone e alle imprese mostrano i maggiori elementi di fragilità.
Esperienza richiesta per titolo di studio
Nel dicembre 2025 il quadro occupazionale pisano mostra un’ulteriore accentuazione della selettività da parte delle imprese, che chiedono una precedente esperienza lavorativa nel 57% delle assunzioni previste, con un peso maggiore per la conoscenza del settore (36%) rispetto alla padronanza della singola professione (21%). Come ormai evidenziato da tempo, la difficoltà di reperimento rimane un elemento critico, coinvolgendo oltre la metà delle entrate programmate, e trova le sue cause principali nella scarsità di candidati disponibili e, in misura minore, nella loro preparazione considerata insufficiente.
Tra i profili con formazione universitaria, che raggiungono complessivamente le 240 entrate previste, la necessità di esperienza è particolarmente marcata e arriva all’83%, con una prevalenza significativa della richiesta di competenze già esercitate nella stessa professione. La difficoltà di reperimento (63%) risulta tra le più alte dell’intero quadro formativo. Tra gli indirizzi di studio, per quello economico sono in programma 60 ingressi, con una difficoltà di reperimento del 50% e una richiesta di esperienza che coinvolge quasi quattro candidati su cinque. L’indirizzo insegnamento e formazione (30 ingressi previsti) registra invece una forte criticità nella ricerca delle figure, con difficoltà che sfiorano l’81% e una domanda di esperienza particolarmente elevata (85%), mentre l’indirizzo politico-sociale presenta una richiesta più contenuta sia in termini di assunzioni che di esperienza.
Le figure provenienti dagli ITS Academy, pur rappresentando un contingente più ridotto (30 entrate), evidenziano comunque una selettività significativa visto che le imprese richiedono candidati che abbiano già operato nel settore (31%) o nella professione (31%), mentre le difficoltà di reperimento raggiungono oltre il 61%, segnale di un fabbisogno tecnico-specialistico ancora difficile da soddisfare.
Molto rilevante è anche il ruolo dei diplomati della scuola secondaria superiore, che con 570 entrate previste costituiscono uno dei gruppi più consistenti. Anche per loro la richiesta di esperienza resta elevata e interessa più di un candidato su due (58%), mentre la difficoltà di reperimento si mantiene in linea con i valori generali del territorio (50%). All’interno di questo grande ambito emergono differenze importanti: l’indirizzo amministrazione, finanza e marketing (140 entrate) vede una forte richiesta di esperienza (71%) mentre presenta difficoltà di reperimento contenute (36%); l’indirizzo turistico sconta invece maggiori criticità nel trovare personale adeguato (61%) ma una bassa richiesta di esperienza (30%); tra i percorsi tecnici, la meccanica, meccatronica ed energia o elettronica ed elettrotecnica presenta valori in linea con la media generale, mentre l’ambito socio-sanitario si conferma tra i più selettivi, con una domanda di esperienza dei candidati richiesti molto elevata (84%).
Una componente ancora più ampia è costituita da chi possiede una qualifica professionale o un diploma di formazione professionale, pari a 650 entrate preventivate. Anche in questo caso le imprese richiedono esperienza nel 59% dei casi e segnalano difficoltà di reperimento in linea con la media provinciale. Gli indirizzi ristorazione (110 assunzioni) e sistemi e servizi logistici (90) presentano difficoltà di reperimento e richieste di esperienza inferiori alla media, mentre per edilizia ed elettrico si registra la massima selettività, soprattutto nella conoscenza del settore che viene richiesta in percentuali prossime al totale delle assunzioni previste.
Lavoratori previsti in entrata per titolo di studio e gruppo professionale, secondo l’esperienza richiesta
Provincia di Pisa – Mese di Dicembre 2025 Entrate previste(val. ass.) con esperienza richiesta (%):
nella professione nel settore
TOTALE 1.940 22% 36%
Titolo di studio Livello universitario 240 60% 22%
Istruzione tecnica superiore (ITS) 30 31% 31%
Livello secondario 570 24% 34%
Qualifica di formazione o diploma professionale 650 14% 45%
Scuola dell’obbligo 460 8% 32%
Gruppo professionale Dirigenti, professioni con elevata specializz. e tecnici 350 56% 27%
Impiegati, professioni commerciali e nei servizi 690 12% 38%
Operai specializz. e conduttori di impianti e macchine 620 20% 36%
Professioni non qualificate 280 6% 39%
Fonte: Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior, 2025 e 2024
Chiude il quadro la richiesta di lavoratori con la sola scuola dell’obbligo, che raggiunge 460 unità nel mese. In questo caso la richiesta di esperienza è più ridotta (40%), e anche la difficoltà di reperimento risulta più contenuta (44%) rispetto ai segmenti formativi superiori, pur rimanendo comunque rilevante.
Nel complesso, il sistema produttivo pisano conferma nel dicembre 2025 un orientamento deciso verso figure già formate e con competenze immediatamente spendibili.
Esperienza richiesta per professione
Il gruppo professionale dei dirigenti, delle professioni ad alta specializzazione e dei tecnici a dicembre raggiunge le 350 entrate previste e si conferma uno dei segmenti dove la richiesta di competenze già maturate è più netta con l’83% delle assunzioni destinate a candidati con esperienza. La domanda interessa i tecnici dei rapporti con i mercati (50 unità), per i quali la richiesta di esperienza raggiunge il 74%, ma anche gli ingegneri (30 unità) ai quali è richiesto di avere già operato nel settore nella totalità dei casi. Anche per i tecnici della salute e per quelli specializzati nella gestione dei processi produttivi la richiesta di precedenti esperienze lavorative si attesta ben oltre l’80%.
Il quadro cambia passando alle professioni impiegatizie e commerciali, che costituiscono il gruppo professionale più numeroso con 690 ingressi previsti nel mese. Qui la richiesta di esperienza tende ad attenuarsi, pur interessando la metà delle assunzioni previste. La selettività si concentra soprattutto nelle attività amministrative e nei servizi alla persona, dove la necessità di aver già svolto un lavoro analogo raggiunge livelli molto elevati, come nel caso degli operatori della cura estetica (93% delle entrate). Risulta più contenuta, invece, la richiesta di esperienza per gli addetti alla ristorazione (280 entrate) e alla vendita (180), comparti che a dicembre, complice la stagionalità, assorbono molto personale (rispettivamente 35% e 55%). Rimane significativa la difficoltà di reperimento di personale nelle professioni sanitarie e sociali, che arriva all’86% delle assunzioni programmate.
Più complesso è il panorama degli operai specializzati e dei conduttori di impianti e macchinari che totalizzano 620 entrate nel mese. Qui la richiesta di esperienza coinvolge oltre la metà dei lavoratori (56%), sebbene la richiesta vari significativamente tra le diverse professioni. Per i conduttori di veicoli (120 entrate) viene richiesta esperienza nel 48% dei casi (31% nel settore), per i meccanici e i manutentori di macchine nel 50%, per gli operai del cuoio e pelli nel 46% e per gli impiantisti elettrici ed elettronici nel 43%. La domanda di esperienza nel comparto edile risulta invece più elevata, con gli operai specializzati addetti alle rifiniture nelle costruzioni che arrivano al 61%, mentre per quelli specializzati nella costruzione e mantenimento di strutture edili risulta quasi totale, così come per gli addetti alle lavorazioni alimentari.
Un discorso a parte spetta alle professioni non qualificate, per le quali le imprese segnalano un fabbisogno di 280 unità. In questo gruppo la richiesta di esperienza si riduce significativamente (45% delle assunzioni previste), anche se emergono importanti differenze tra le varie figure: mentre il personale impiegato nei servizi di pulizia viene selezionato con criteri più flessibili vista la percentuale di esperienza richiesta che si ferma al 35%, gli addetti alle consegne (46%) e al verde (44%) mostrano una maggiore richiesta di conoscenza del settore o della mansione, pur senza raggiungere i livelli osservati negli altri gruppi professionali. Anche in questo caso le difficoltà di reperimento, seppur meno marcate, restano presenti (38%).
Nel complesso, a dicembre 2025 il sistema produttivo sembra privilegiare candidature già formate e immediatamente operative, con un’accentuata domanda di professionalità tecniche e specialistiche. Tuttavia, proprio nei segmenti più qualificati si concentrano le maggiori difficoltà di reperimento, segnale di un disallineamento tutt’ora presente tra i desiderata delle imprese e la disponibilità di figure professionali sul locale mercato del lavoro.
Coordinamento
Alberto Susini
Redazione
Silvano Crecchi
Elaborazioni
Massimo Pazzarelli
NOTA METODOLOGICA
