(AGENPARL) - Roma, 16 Dicembre 2025 - (AGENPARL) – Tue 16 December 2025 Lo spettacolo con FTS è sempre più diffuso sui territori e tra le cittadine e i cittadini. Questa è la nostra responsabilità verso un futuro culturale fatto di pari accesso e pari opportunità. I risultati ci confermano che il percorso che stiamo conducendo è nella giusta direzione.
L’avvio di questa stagione teatrale poggia sui numeri che hanno superato quelli del 2019 – pre COVID – per aperture di sipario, di territori coinvolti e spettatori, e rilancia grazie ad un cartellone 2025/26 ricco di novità. Un lavoro premiato anche nel 2025 dal riconoscimento del Ministero della Cultura, che ha posto, ancora una volta, FTS in testa alla graduatoria dei Circuiti Regionali Multidisciplinari in Italia, per qualità artistica, volume di attività e ampia partecipazione degli spettatori: un’affluenza che ha visto la maggior parte degli spettacoli raggiungere il “tutto esaurito”.
Ci lasciamo alle spalle una stagione 2024/25 che si è conclusa con 823 recite e 328 iniziative di promozione e formazione del pubblico diffuse in 187 spazi, distribuiti in 69 Comuni, raggiungendo così Il 51% del totale dei residenti in Toscana. E non parliamo solo dei grandi centri: di quei Comuni ben 41 contano meno di 15.000 abitanti e, fra questi, 10 non raggiungono i 5.000 abitanti; località periferiche, queste ultime, che senza il supporto ideativo, organizzativo ed economico di FTS non riuscirebbero a realizzare le proprie attività.
Quale migliore occasione, tra l’altro, per salutare i nuovi Comuni che nel 2025 hanno disposto di aderire alla nostra Fondazione? Benvenuti quindi Viareggio, Ortignano Raggiolo, San Vincenzo e Sinalunga, che ampliano con noi le opportunità per spettatori, artisti e lavoratori dello spettacolo.
Oggi la Fondazione Toscana Spettacolo, all’avvio della stagione 2025/26 e del suo 37esimo anno di attività è una grande platea diffusa, con più di 33.000 posti disponibili. Una stagione che conferma la vocazione di teatro in grado di generare cultura, pensiero e socialità condivisa. Dai Comuni con poco più di 1.000 abitanti a quelli che superano i 50.000, da quelli che hanno una natalità ridotta, a quelli abitati da studenti e famiglie giovani con figli piccoli. Perché le stagioni e le attività di FTS sono e devono essere accessibili e raggiungibili per tutti: nessuna e nessuno esclusi.
Questa è la funzione istituzionale di FTS, questa è la sua vocazione: quella di concepire lo spettacolo dal vivo come una componente organica del tessuto sociale.
Ecco che la fitta rete di Comuni e Istituzioni di cui la Fondazione si compone può essere garanzia di diffusione capillare delle attività di spettacolo, per assicurare pari opportunità di fruizione di un bene essenziale per la crescita culturale e civile, per permettere ai cittadini, ovunque siano residenti, di fruire di un’offerta artistica di qualità, garantendo prezzi sostenibili, con un costo medio di biglietti e abbonamenti che non raggiunge i 12 euro.
Le stagioni 2025/26 presenteranno al pubblico quanto di meglio si muove sulla scena nazionale, unendo in un “unico cartellone” identitario, ospitalità e progettualità. Gli spettacoli e i progetti si muovono verso una riflessione sulla nuova regia, insieme a una ampia prospettiva sull’arte attoriale e un ampio spazio alla drammaturgia contemporanea, in particolare declinando l’evento scenico con codici e stili diversi, frutto di contaminazioni, apertura ad altre arti e alla multidisciplinarità. Proposte artistiche in grado di allargare le prospettive culturali degli spettatori, sia attraverso la scena sia attraverso un sistema altrettanto rilevante di attività “oltre la scena”. Una stagione diversificata, che aiuta a far comprendere il valore della complessità, contrastando la tendenza corrente alla semplificazione. Per questo il teatro deve essere plurale, con voci, linguaggi e temi diversi per stimolare capacità critica, dialogo e confronto: “non c’è teatro senza diversità”.
Ma non basta, FTS non smette mai di interrogarsi su cosa sia importante fare per non disperdere questo patrimonio di esperienze, singole e collettive. E lo fa nell’ottica di un “cantiere” sempre aperto e sempre rivolto a quello che avverrà. È da qui che vogliamo partire, dai più giovani, per recuperare un’idea di futuro: perché è quello l’orizzonte che oggi sembra venire a mancare e che porta con sé la perdita di una visione ampia, aperta all’esterno, quindi all’altro, al “noi” come alternativa all’“io”. Per pensare al futuro è necessario ricreare fiducia e per farlo servono strumenti efficaci.
Il teatro è uno di quegli strumenti soprattutto se si allea con la scuola. Sono entrambi presidi democratici: “allenano” al pensiero consapevole e libero. Affinché le nostre ragazze e i nostri ragazzi possano diventare non soltanto gli spettatori, di domani, ma cittadine e cittadini in grado di contribuire con competenze, conoscenza e valori portatori di bellezza, pace e giustizia, al mondo in cui viviamo.
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