(AGENPARL) - Roma, 16 Dicembre 2025 - (AGENPARL) – Tue 16 December 2025 OSSERVATORIO STATISTICO
Osservatorio lavoratori
dipendenti e indipendenti
Lavoratori, redditi da lavoro e settimane lavorate nell’anno
I dati riportati nel presente Report Statistico si riferiscono ai lavoratori dipendenti e indipendenti relativi al periodo
2014-2024
Statistiche in breve
A cura del Coordinamento Generale
Statistico Attuariale
Dicembre 2025
Anno 2024
Osservatorio lavoratori dipendenti e indipendenti1
L’Osservatorio lavoratori dipendenti e indipendenti integra i dati relativi a tutti gli
assicurati presso le diverse gestioni previdenziali Inps, sia dipendenti che indipendenti.
Restituisce quindi una rappresentazione unitaria dell’”universo Inps” dei lavoratori, pari
a oltre il 95% del totale degli occupati regolari in Italia.2
Le categorie di lavoratori considerate sono tredici di cui:
– quattro afferenti al lavoro dipendente: dipendente privato, dipendente pubblico,
operaio agricolo, lavoratore domestico;
– quattro afferenti al lavoro indipendente: artigiano, commerciante, agricolo autonomo,
prestatore di lavoro occasionale (anche tramite il libretto di famiglia);
– cinque, infine, sono articolazioni dei parasubordinati (vale a dire degli iscritticontribuenti alla gestione separata): professionista non iscritto a una cassa
previdenziale di un Ordine professionale3, amministratore, collaboratore (coordinato e
continuativo), in percorso post-laurea (tutti i dottorandi e gli specializzandi in
medicina), altro collaboratore.4
I lavoratori sono classificati in base alla loro posizione prevalente nell’anno osservato,
dove per “prevalente” si intende la posizione nell’anno con reddito (o retribuzione in
caso di lavoro dipendente) maggiore; il reddito da lavoro complessivo nell’anno è la
somma di tutti i redditi (e/o le retribuzioni) imponibili previdenziali 5 percepiti nell’anno
dal singolo lavoratore.
I dati relativi al periodo 2014-2024 sono pubblicati sul portale Inps all’interno della banca dati Osservatorio lavoratori dipendenti
e indipendenti. Successive elaborazioni potrebbero comportare delle modifiche nei dati, soprattutto per il periodo più recente,
dovute alle consuete correzioni ed integrazioni che caratterizzano i dati amministrativi.
Restano esclusi da questo Osservatorio solo i professionisti iscritti alle Casse previdenziali degli ordini professionali (a meno che
non abbiano anche posizioni di lavoro con obbligo di versamento contributivo all’Inps) e poche altre tipologie di lavoro autonomo
occasionale esentate da contribuzione a fini previdenziali.
Attualmente, dopo la confluenza di Inpgi (giornalisti) in Inps il 1° luglio 2022, le casse previdenziali autonome operative
nell’ambito della previdenza obbligatoria sono 16.
Le tipologie di rapporto di lavoro parasubordinato ricomprese nelle 5 articolazioni indicate sono dettagliate nel glossario.
Per artigiani e commercianti si tratta del reddito dichiarato (fonte Ministero delle Finanze) se presente, altrimenti il reddito è
stimato tenendo conto della contribuzione dovuta e in base ai mesi di iscrizione; per gli autonomi agricoli si tratta del reddito
convenzionale su cui vengono pagati i contributi.
Poiché l’unità di misura a fini contributivi non è la medesima per tutte le categorie di
lavoratori, si è reso necessario ricondurre le diverse metriche utilizzate6 a una comune:
la settimana (si considerano quindi solo le settimane effettivamente coperte da
contribuzione)7. Anche il numero di settimane per ciascun lavoratore è la somma dei
valori riferiti a tutte le posizioni occupate nel corso dell’anno, entro il tetto massimo di
52 settimane.
crescita rispetto al 2023 (+362.000, pari a +1,4%). Ancor più consistente è
Il numero medio di settimane lavorate nel 2024 è pari a 43,2 settimane, valore di poco
inferiore a quello dell’anno precedente, pari a 43,3 settimane, mentre è nettamente
maggiore a quello del 2019 (42,9 settimane).
Anche il reddito medio annuo da lavoro nel 2024 è in crescita rispetto all’anno
precedente (+2,2%) e, considerando un tasso di inflazione pari all’1%, la crescita reale
è stata dell’1,1%, attestandosi a 26.079 euro.
Prospetto 1. NUMERO LAVORATORI, NUMERO MEDIO SETTIMANE LAVORATE E REDDITO MEDIO DA LAVORO NELL’ANNO PER LAVORO PREVALENTE. Anni 2019 e 2023 – 2024
Lavoro prevalente
Artigiano
Autonomo agricolo
Numero lavoratori nell’anno (in migliaia)
Numero medio annuo di settimane lavorate
Reddito medio annuo da lavoro
1.507
1.356
1.284
26.977
26.324
13.303
13.564
Commerciante
1.975
1.855
1.837
25.317
25.076
Dipendente privato
15.317
16.540
16.878
24.629
25.512
Dipendente pubblico
3.540
3.622
3.670
35.884
36.187
Domestico
8.334
8.523
Operaio agricolo
9.698
9.948
Gestione separata – Collaboratore
13.506
13.457
Gestione separata – Amministratore
55.332
56.495
Gestione separata – Post laurea
16.585
17.089
Gestione separata – Altro collaboratore
18.404
16.780
Gestione separata – Professionista
23.365
21.808
Voucher/Lavoro occasionale
TOTALE
1.334
1.345
25.539
26.627
26.988
25.522
26.079
L’andamento degli occupati, classificati sulla base della posizione prevalente, è molto
diversificato:
a. per i lavoratori indipendenti “classici” (artigiani, commercianti e gli autonomi
agricoli) è proseguito il lento trend di contrazione, con gli artigiani che tra il 2019
e il 2024 perdono circa 223 mila unità (-14,8%), i commercianti 138 mila (-7%)
e gli autonomi agricoli circa 36 mila lavoratori (-8,3%);
Per i lavoratori dipendenti privati e pubblici il riferimento è costituito dalle giornate retribuite; per i lavoratori autonomi si tratta
dei mesi di contribuzione dovuta tenendo conto dell’eventuale inizio o fine attività nel corso dell’anno; per i parasubordinati si
tratta dei mesi accreditati sulla base dei contributi versati.
Sono quindi esclusi i periodi in cui la copertura del reddito del lavoratore, anche in costanza di rapporto di lavoro, è integralmente
assicurata da altri istituti (per es., nel caso dei lavoratori dipendenti, cassa integrazione, maternità etc.).
b. i dipendenti delle imprese private continuano a crescere, registrando nel 2024
rispetto all’anno precedente una variazione di +338 mila dipendenti (+2%) e
rispetto al 2019 l’incremento è di oltre 1 milione 560 mila lavoratori, pari al
+10,2%; crescono tra il 2019 e il 2024 anche i dipendenti pubblici: +130 mila
lavoratori pari al +3,7%; i lavoratori domestici invece continuano a decrescere,
registrando una riduzione di circa 55 mila unità rispetto al 2019 (-7%) e, infine,
nel 2024, in controtendenza rispetto allo scorso anno, si registra una crescita
degli operai agricoli, circa +18 mila lavoratori rispetto al 2023 (+2,1%);
c. l’andamento dei parasubordinati nel complesso – senza partita IVA (collaboratori,
dottorandi, amministratori, ecc.) e con partita IVA (professionisti senza Cassa
previdenziale) – è in crescita con +267 mila lavoratori tra il 2019 e il 2024
(+26,4%), crescita dovuta soprattutto all’incremento dei post-laurea (+57,4%)
e dei professionisti (+36,4%), mentre i collaboratori risultano in contrazione (31%);
d. infine, i lavoratori impiegati con contratti di lavoro occasionale, poco più di 34
mila nel 2024, risultano in flessione del 13,1% rispetto al 2019 ma in aumento
del 4,3% rispetto al 2023.
Riguardo alla quantità di lavoro, misurata in termini di numero medio di settimane
lavorate, il 2024 evidenzia che a fronte di un dato medio di 43,2 settimane nel
complesso, i lavoratori impegnati prevalentemente in attività di tipo autonomo
(agricolo, artigiano, commerciante) presentano – come di consueto – valori più alti,
superiori alle 50 settimane, indici di relativamente basso turnover. Anche i dipendenti
pubblici si attestano su quantità di lavoro elevate, oltre 48 settimane, effetto di una
composizione che vede prevalere impieghi caratterizzati da continuità. Tra i
parasubordinati, solo gli amministratori evidenziano un numero di settimane lavorate
in linea con il valore medio (43,4 settimane). Per le categorie più segnate dalla
diffusione di posizioni temporanee il dato medio diminuisce: si registrano infatti 22
settimane per i prestatori di lavoro occasionale e per gli operai agricoli, posizioni
professionali caratterizzate da impieghi di breve durata.
Il reddito medio annuo, a prescindere dalla durata della attività lavorativa, ammonta
nel 2024 a poco più di 26.000 euro. Il reddito medio dei dipendenti nel settore privato
si attesta poco al di sotto del valore medio (25.500 euro), mentre al di sopra troviamo
i lavoratori che svolgono prevalentemente attività di amministratori, sindaci, revisori,
ecc. con 56.000 euro, i dipendenti pubblici con 36.000 euro e gli artigiani con 26.300
euro. Molto più bassi risultano i redditi medi di autonomi agricoli (13.500 euro: ma in
questo caso si tratta di redditi convenzionali), operai agricoli (9.900 euro), lavoratori
domestici (8.500 euro) e ovviamente in coda si trovano i prestatori di lavoro occasionale
(poco più di 1.300 euro di reddito medio annuo).
Prospetto 2. NUMERO LAVORATORI E REDDITO MEDIO DA LAVORO NELL’ANNO PER POSIZIONE UNICA
E/O PREVALENTE. Anno 2024
Posizione prevalente
Numero
lavoratori
nell’anno con
più posizioni
Numero
lavoratori
nell’anno con
unica posizione
posizione
unica su
totale
Reddito medio Reddito medio
annuo da
annuo da lavoro
lavoro con più
con unica
posizioni
posizione
Anno 2024
Artigiano
121.018
90,6%
40.465
24.852
Autonomo agricolo
34.980
358.882
91,1%
17.600
13.171
Commerciante
264.725
85,6%
32.768
23.781
Dipendente privato
531.664
96,9%
33.294
25.259
Dipendente pubblico
91.928
97,5%
42.598
36.022
Domestico
57.059
679.980
92,3%
9.497
8.442
Operaio agricolo
72.316
807.376
91,8%
12.864
9.687
Gestione separata – Collaboratore
35.847
207.351
85,3%
22.162
11.952
Gestione separata – Amministratore
173.284
262.636
60,2%
73.947
44.980
Gestione separata – Post laurea
9.686
124.574
92,8%
22.358
16.679
Gestione separata – Altro
collaboratore
2.415
17.089
87,6%
29.410
14.995
Gestione separata – Professionista
58.940
382.404
86,6%
32.110
20.221
Voucher/Lavoro occasionale
4.494
30.034
87,0%
2.679
1.145
94,6%
36.395
25.490
TOTALE
Analizziamo ora distintamente i lavoratori con più posizioni nell’anno e quelli con un’unica
posizione lavorativa.8 Osserviamo che nel 2024 per il 94,6% dei lavoratori la posizione
prevalente coincide con quella unica. Per il 5,4% dei lavoratori con più posizioni nell’anno
il reddito medio annuo risulta essere superiore di circa 11.000 euro rispetto a quello dei
lavoratori con un’unica posizione (36.000 euro contro 25.000 euro). La quota di chi
evidenzia un’unica posizione è elevata per i dipendenti pubblici (97,5%) e privati
(96,9%), mentre risulta inferiore al valore medio per il complesso dei lavoratori della
gestione separata (78%).
Per “lavoratori con più posizioni lavorative” nell’anno qui non ci si riferisce a tutti i lavoratori che hanno avuto nel corso dell’anno
più di un rapporto di lavoro ma solo a quanti sono stati presenti in più di una categoria di lavoro tra le tredici considerate. Quindi,
per fare un esempio, un lavoratore domestico che in un anno ha avuto tre rapporti di lavoro domestico con datori di lavoro diversi,
qui è considerato come “lavoratore con unica posizione” perché i tre rapporti di lavoro sono tutti relativi alla stessa categoria
(domestico). Mentre un lavoratore che nell’anno ha avuto un rapporto di lavoro domestico e ha svolto un lavoro occasionale, qui
è considerato come “lavoratore con più posizioni” in quanto i due rapporti di lavoro sono relativi a categorie diverse (domestico e
occasionale); esso viene classificato secondo la posizione prevalente mentre il numero di settimane lavorate e il reddito annuo
sommano i valori di tutte le posizioni ricoperte.
Prospetto 3. NUMERO LAVORATORI, NUMERO MEDIO SETTIMANE LAVORATE E REDDITO MEDIO DA LAVORO
NELL’ANNO PER CLASSI DI ETA’ E GENERE. Anno 2024
Classi di età
Numero
lavoratori
nell’anno
Numero medio
annuo di
settimane
lavorate
Reddito medio
annuo da lavoro
Numero
lavoratori
nell’anno
Maschi
Numero medio
annuo di
settimane
lavorate
Reddito medio
annuo da lavoro
Femmine
Anno 2024
Fino a 19
265.084
5.107
162.023
20 – 24
13.953
707.742
9.788
25 – 29
20.534
16.977
30 – 34
25.219
20.260
35 – 39
28.287
21.296
40 – 44
31.180
22.913
45 – 49
33.330
24.153
50 – 54
35.694
25.468
55 – 59
36.064
25.943
60 – 64
34.458
25.941
847.223
26.323
495.831
20.575
29.236
22.023
65 ed oltre
TOTALE
3.177
Nel 2024 i maschi rappresentano il 56,2% dei lavoratori dipendenti e indipendenti,
presentano un numero medio di settimane lavorate nell’anno pari a 43,7 e un reddito
medio annuo da lavoro di 29.236 euro; per le femmine registriamo 42,6 settimane medie
lavorate e un reddito medio annuo di 22.023 euro (-24,7% rispetto ai maschi).
Il numero medio annuo di settimane lavorate e il reddito medio annuo da lavoro crescono
al crescere dell’età, almeno fino ai 59 anni, e sono in tutte le classi maggiori per i maschi.
Sempre con riferimento al 2024 si osserva che il differenziale di genere riferito al reddito
medio da lavoro, in termini di valori assoluti, supera i 9-10 mila euro nelle classi di età
adulte oltre i 45 anni e fino ai 59 anni, toccando il massimo tra 50 e 54 anni con un
differenziale di oltre 10mila euro tra uomini e donne.
La classe quinquennale di età modale sia per i maschi che per le femmine, nel 2024 è
quella tra i 50 e 54 anni.
Analizzando l’andamento del numero di lavoratori nell’anno per classe di età emerge
l’incremento nel 2024 dei giovani fino a 19 anni che superano quota 427 mila (+38,8%
rispetto al 2019 e +2,6% rispetto al 2023). Rispetto al 2019 la classe di età 20-24 anni
fa registrare un aumento di circa il 16,4%, quella 25-29 anni registra un incremento
superiore al 10%; crescono anche le classi di età più anziane, in particolare quelle da 65
e oltre e dai 60-64 anni (rispettivamente il 29,6% e il 29,4%). Le classi di età tra 40 e
49 anni, presentano invece trend negativi rispetto sia al 2023 che al 2019; la classe 3539 presenta un andamento negativo rispetto al 2019 (-1,8%) mentre è sostanzialmente
stabile rispetto al 2023 (+0,5%).
Classe di età
Numero lavoratori nell’anno
Variazione
2024 su 2019
Variazione
2024 su 2023
Fino a 19
307.799
416.124
427.107
38,8%
20 – 24
16,4%
25 – 29
10,4%
30 – 34
35 – 39
-1,8%
40 – 44
-10,0%
-1,0%
45 – 49
-7,4%
-3,0%
50 – 54
55 – 59
13,8%
60 – 64
65 ed oltre
TOTALE
29,4%
29,6%
Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, nel 2024 il 29,1% dei lavoratori (pari a
7,9 milioni) svolge l’attività nel Nord Ovest. A seguire il Nord Est con il 22,6%, pari a 6,1
milioni di lavoratori, il Centro con il 21,2% (oltre 5,7 milioni di lavoratori), infine il Sud
con il 18,6% (5 milioni di lavoratori) e le Isole con l’8,4% (2,3 milioni di lavoratori).
Nel 2024 i lavoratori con cittadinanza extra Ue sono l’11,9%, in linea rispetto all’anno
precedente quando rappresentavano l’11,5% dei lavoratori. Analizzando la loro incidenza
per categoria osserviamo che è massima (53,9%) tra i domestici e minima (0,6%) tra i
dipendenti pubblici. Quote significative di lavoratori extracomunitari si riscontrano tra gli
operai agricoli (26,8%) e tra i dipendenti privati (12,9%), mentre in linea con il totale è
la quota di extracomunitari tra i commercianti (11,3%). I lavoratori extracomunitari sono
caratterizzati da valori più bassi, rispetto ai comunitari, sia del numero medio di
settimane lavorate (39 contro 43,8 dei comunitari) sia del reddito medio da lavoro
(16.519 euro contro 27.375 euro dei comunitari).
Prospetto 5. NUMERO LAVORATORI NELL’ANNO PER POSIZIONE PREVALENTE E CITTADINANZA. Anno 2024
Posizione prevalente
Numero lavoratori
nell’anno
Numero medio
annuo di
settimane
lavorate
Comunitari
Reddito medio
annuo da lavoro
Numero
lavoratori
nell’anno
Numero medio
annuo di
Reddito medio
settimane
annuo da lavoro
lavorate
Extracomunitari
Quota %
extracomunitari
su totale
Anno 2024
Artigiano
26.662
112.651
22.819
390.615
13.575
3.247
12.291
Commerciante
25.707
208.085
20.143
11,3%
Dipendente privato
26.687
17.569
12,9%
Dipendente pubblico
36.222
22.548
30.513
Domestico
339.785
7.437
397.254
9.452
53,9%
Operaio agricolo
643.859
9.870
235.833
10.161
26,8%
Gestione separata – Collaboratore
229.418
13.596
13.780
11.152
Gestione separata – Amministratore
419.823
57.062
16.097
41.703
Gestione separata – Post laurea
123.254
17.131
11.006
16.622
Gestione separata – Altro collaboratore
18.721
16.887
14.223
Gestione separata – Professionista
418.640
22.155
22.704
15.420
Voucher/Lavoro occasionale
31.362
1.329
3.166
1.500
27.375
16.519
11,9%
Autonomo agricolo
TOTALE
La possibilità di abbinare i lavoratori con i pensionati diretti di vecchiaia o anzianità
rilevati dal Casellario dei pensionati consente di approfondire il tema dei pensionati che
risultano ancora in attività. Con riferimento al 2024 osserviamo che 779.303 (pari al
2,9% dei lavoratori dell’anno) risultano al contempo lavoratori e pensionati, in quanto
beneficiari di una pensione diretta di vecchiaia o anzianità con decorrenza ante 2024.
Altri 287.933 (pari all’1,1% dei lavoratori, con un livello massimo del 2,4% registrato
per i dipendenti pubblici) sono i nuovi pensionati nel 2024: questi potrebbero aver
lavorato solo nel periodo precedente la decorrenza della pensione quindi non
necessariamente sovrappongono la condizione di pensionati a quella di lavoratori.
Limitando l’analisi ai lavoratori sicuramente già pensionati si osserva che la quota è
massima nella categoria degli autonomi agricoli (25,6%), risulta elevata anche in alcune
categorie afferenti alla gestione separata: amministratori (16,4%), altri collaboratori
(15,8%) e collaboratori (14,1%); troviamo inoltre quote elevate di pensionati lavoratori
tra i lavoratori occasionali (14,3%), tra gli artigiani (12%) e tra i commercianti (9,7%).
Prospetto 6. NUMERO LAVORATORI NELL’ANNO PER POSIZIONE PREVALENTE E CONDIZIONE DI PENSIONATO DIRETTO DI
VECCHIAIA-ANZIANITA’. Anno 2024
Non pensionato Già pensionato
Posizione prevalente
Nuovo
pensionato
TOTALE
Anno 2024
Artigiano
Quota
pensionati
che lavorano
Quota neo
pensionati
154.631
24.571
12,0%
285.440
100.868
7.554
393.862
25,6%
Commerciante
178.021
23.937
Dipendente privato
158.194
119.146
Dipendente pubblico
7.251
88.344
Domestico
722.672
8.243
6.124
737.039
Operaio agricolo
841.877
32.011
5.804
879.692
Gestione separata – Collaboratore
206.620
34.397
2.181
243.198
14,1%
Gestione separata – Amministratore
357.347
71.517
7.056
435.920
16,4%
Gestione separata – Post laurea
134.172
134.260
Gestione separata – Altro
collaboratore
16.227
3.072
19.504
15,8%
Gestione separata – Professionista
412.471
26.080
2.793
441.344
Voucher/Lavoro occasionale
29.380
4.939
34.528
14,3%
779.303
287.933
Autonomo agricolo
TOTALE
GLOSSARIO
Artigiano: lavoratore autonomo di un’impresa artigiana. L’impresa è artigiana quando
vi si svolgono attività di:
• produzione di beni (anche semilavorati), vendita di materie prime non confezionate
per l’utilizzo finale (prodotti in legno o in ferro non rifiniti);
• prestazioni di servizi (imprese di facchinaggio, imprese di pulizia, tintorie, barbieri,
parrucchieri, fornai etc.). Sono escluse le attività agricole e commerciali.
L’attività artigiana deve essere svolta prevalentemente con il proprio apporto di lavoro
e quello dei familiari coadiuvanti. La legge pone dei limiti al numero dei dipendenti che
possono lavorare nell’impresa artigiana, limiti che sono variabili a seconda del tipo di
attività svolta. L’attività artigiana deve essere di tipo manuale, cioè non può limitarsi
alla sola organizzazione del lavoro e all’amministrazione dell’impresa.
Commerciante: Lavoratore autonomo di un’impresa commerciale. L’impresa è
commerciale quando vi si svolgono le seguenti attività:
• commerciali e turistiche
• lavoro come ausiliare del commercio
• agente e rappresentante di commercio iscritto nell’apposito albo
• agente aereo, marittimo raccomandatario
• agente esercizio delle librerie delle stazioni
• mediatore iscritto negli appositi elenchi delle Camere di Commercio
• propagandista e procacciatore d’affari
• commissario di commercio
• titolare degli istituti di informazione.
Gestione Separata (vedi anche lavoratore parasubordinato): gestione per la
tutela previdenziale dei soggetti che esercitano per professione abituale, ancorché non
esclusiva, attività di lavoro autonomo ex art. 49, comma 1, del TUIR, approvato con
Lavoratore agricolo autonomo: è un imprenditore agricolo che esercita un’attività
diretta alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, all’allevamento di animali e attività
connesse (art.1 del Decreto Legislativo n.228/2001).
Lavoratore dipendente: soggetto che presta la propria attività lavorativa con vincolo
di subordinazione.
Lavoratore domestico: sono lavoratori domestici coloro che prestano un’attività
lavorativa continuativa per le necessità della vita familiare del datore di lavoro come ad
esempio colf, assistenti familiari o baby sitter, governanti, camerieri, cuochi ecc..
Rientrano in questa categoria anche i lavoratori che prestano tali attività presso
comunità religiose (conventi, seminari), presso caserme e comandi militari, nonché
presso le comunità senza fini di lucro, come orfanotrofi e ricoveri per anziani, il cui fine
è prevalentemente assistenziale.
Lavoratore pubblico: soggetto iscritto ad una delle gestioni ex INPDAP: Cassa
Trattamenti Pensionistici dei Dipendenti Statali; Cassa Pensioni Dipendenti Enti Locali;
Cassa Pensioni Insegnanti; Cassa Pensioni Sanitari; Cassa Ufficiali Giudiziari. Sono
considerati lavoratori pubblici anche i dipendenti INPS pur non risultando iscritti alle
suddette gestioni.
Lavoratore parasubordinato: Iscritto-contribuente alla gestione separata:
professionista con partita IVA (che non ha una specifica cassa previdenziale) e
collaboratore (coordinato e continuativo, a progetto, occasionale, amministratore,
borsista, assegnista di ricerca, medico in formazione, ecc.). E’ professionista se
esercita, per professione abituale anche se in modo non esclusivo, un’attività di lavoro
autonomo ed effettua direttamente il versamento dei contributi; è invece un
collaboratore se l’attività è a vario titolo di collaborazione e comunque il versamento
dei contributi è effettuato da un committente (persona fisica o soggetto giuridico) entro
il mese successivo a quello di corresponsione del compenso. I collaboratori sono
classificati in quattro macro-gruppi secondo il tipo di rapporto di collaborazione come
di seguito specificato:
1. Gestione separata – Collaboratore
Collaboratore di giornali, riviste, enciclopedie e simili
Collaboratore coordinato e continuativo (con contratto a progetto/programma di
lavoro o fase)
Collaborazioni coordinate e continuative presso la Pubblica Amministrazione
Collaborazioni coordinate e continuative – D. Lgs. n. 81/2015 art. 52 (Job Act)
Collaborazioni coordinate e continuative Covid19 – Ordinanza 24 ott.2020 PdCM
protezione civile
2. Gestione separata – Amministratore
Amministratore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità
giuridica
Sindaco di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica
Revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica
Liquidatore di società
Amministratore e al contempo legale rappresentante in carica
Partecipante a collegi e commissioni
Amministratori locali iscritti in Gestione Separata come liberi professionisti
3. Gestione separata – Post laurea
Dottorato di ricerca, assegno, borsa di studio erogata da MIUR
Medici in formazione specialistica
4. Gestione separata – Altro collaboratore
Venditore porta a porta
Collaborazioni occasionali (art.61 c.2 D. Lgs. 276/2003)
Rapporti occasionali autonomi (L. 326/2003)
Collaborazioni coordinate e continuative dei titolari di pensione di vecchiaia o
ultra65enni
Rapporti di collaborazione coordinata e continuativa prorogati
Associati in partecipazione
Consulente parlamentare.
Lavoro accessorio: prestazione lavorativa di “natura” accessoria, definita da un limite
economico sul compenso del lavoratore, che nell’anno solare non può superare un
determinato tetto, e dalla forma di corresponsione dello stesso, tramite buoni lavoro o
voucher. Previsto dal decreto legislativo n. 276 del 2003, il sistema dei buoni lavoro
diviene operativo nel 2008 con decreto del 12 marzo del Ministero del Lavoro e della
Previdenza Sociale, e viene abolito a marzo 2017 con le disposizioni del decreto-legge
n. 25.
Lavoro occasionale: l’articolo 54 bis del D. L. 24 aprile 2017, n. 50, introdotto in sede
di conversione dalla L. n. 96 del 21 giugno 2017, ha disciplinato compiutamente le
prestazioni di lavoro occasionale, che possono concretizzarsi nei contratti di prestazione
occasionale (CPO) ovvero nei titoli del libretto famiglia (LF).
Posizione prevalente: nel caso in cui un lavoratore abbia svolto, nel corso del
medesimo anno, più lavori tra le tredici categorie considerate (Artigiano, Autonomo
agricolo, Commerciante, Dipendente privato, Dipendente pubblico, Domestico, Operaio
agricolo, Gestione separata – Collaboratore, Gestione separata – Amministratore,
Gestione separata – Post laurea, Gestione separata – Altro collaboratore, Gestione
separata – Professionista, Voucher/Lavoro occasionale) per posizione prevalente si
intende la categoria di lavoro in cui il lavoratore ha percepito il reddito maggiore.
Numero medio settimane lavorate: rapporto tra la somma del numero di settimane
complessivamente lavorate dai lavoratori nel periodo di tempo considerato e il numero
dei lavoratori nello stesso periodo.
Operaio agricolo dipendente: lavoratore dipendente che presta la propria opera
manuale, dietro corrispettivo, per la coltivazione di fondi o allevamento di bestiame e
per attività connesse a favore di un’azienda agricola o di altro soggetto che svolge
attività agricola.
Pensionato di vecchiaia-anzianità: indica il lavoratore che nel medesimo anno
risulta anche beneficiario di pensione diretta di vecchiaia o anzianità.
Reddito medio annuo: rapporto tra la somma dei redditi dei lavoratori nel periodo di
tempo considerato e il numero di lavoratori nello stesso periodo.
Ripartizione geografica: suddivisione geografica del territorio. Per l’Italia può
articolarsi in: Nord-ovest (Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Liguria); Nord-est
(Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli- Venezia Giulia, Emilia-Romagna); Centro (Toscana,
Umbria, Marche, Lazio); Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria);
Isole (Sicilia, Sardegna). In alternativa possono essere considerate le seguenti aree:
Nord: Piemonte, Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste, Lombardia, Liguria, Trentino-Alto Adige,
Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna; Centro: Toscana, Umbria, Marche,
Lazio; Mezzogiorno: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia,
Sardegna.
Posizione unica: in questo contesto indica che la posizione prevalente del lavoratore
tra le tredici considerate (Artigiano, Autonomo agricolo, Commerciante, Dipendente
privato, Dipendente pubblico, Domestico, Operaio agricolo, Gestione separata –
Collaboratore, Gestione separata – Amministratore, Gestione separata – Post laurea,
Gestione separata – Altro collaboratore, Gestione separata – Professionista,
Voucher/Lavoro occasionale) è l’unica in cui esso è risultato attivo nell’anno
considerato.
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