(AGENPARL) - Roma, 16 Dicembre 2025 - (AGENPARL) – Tue 16 December 2025 EXECUTIVE SUMMARY
l’andamento economico del sistema
agro-alimentare italiano
Il 2024 si è confermato come un anno complesso, segnato da tensioni
geopolitiche e fragilità delle catene logistiche. In questo quadro, i mercati
agricoli mondiali hanno mostrato segnali di stabilizzazione, ma con volatilità dei prezzi. Nell’UE, l’agricoltura ha contribuito alla formazione del PIL
complessivo con una quota di circa l’1,3%. L’Italia gioca un ruolo di primo
piano, come terza economia agricola dell’Unione, dopo Francia e Germania.
In Italia, la branca ASP nel 2024 ha mostrato segnali positivi, essendo trainata dal settore agricolo, mentre silvicoltura e pesca continuano a soffrire
di vincoli strutturali e di una bassa efficienza produttiva. La produzione
agricola e il valore aggiunto settoriale sono entrambi in crescita; migliora
inoltre la ragione di scambio, grazie al calo dei costi degli input agricoli e a
un aumento dei prezzi di alcune produzioni. Anche l’industria alimentare
e delle bevande ha segnato nell’anno andamenti positivi, con variazioni in
miglioramento del valore aggiunto e dell’occupazione. Il fatturato estero si
conferma un traino di questi andamenti. Agricoltura e IAB sono le colonne
portanti della Bioeconomia italiana che conta oltre 2 milioni di occupati.
Nel 2024, la spesa alimentare delle famiglie italiane è rimasta stabile, restando ampi i divari territoriali tra le aree del paese. Crescono i pasti fuori
casa e la ristorazione registra una crescita moderata. Il commercio agro-alimentare ha segnato nuovi record per le esportazioni, che crescono più delle
importazioni, portando a un miglioramento del saldo della bilancia AA.
• Produzione agricola mondiale: evoluzione eterogenea tra comparti
e Paesi, mentre il commercio ha registrato un calo dello 0,6% e l’indice
FAO dei prezzi alimentari è sceso del 2,1%.
• Produzione agricola nell’UE: ha raggiunto un valore di 502,6 miliardi di euro, con una lieve flessione nominale (-0,9%), in presenza di costi in calo (-5,7%).
• Produzione agricola in Italia: il settore agricolo ha mostrato segnali
ANNUARIO DELL’AGRICOLTURA ITALIANA 2024
positivi, con una crescita della produzione (+2,5%) e un’ampia variazione del valore aggiunto (+12,2%) favorito dal netto calo dei costi dei
fattori della produzione.
• Sistema agro-alimentare italiano: vale nel complesso circa 700 miliardi di euro, pari al 15% circa del fatturato dell’intera economia, con
agricoltura e industria alimentare e delle bevande che spiegano il 40%
circa del valore totale.
• Bioeconomia: si conferma una leva strategica per la crescita sostenibile. In Italia rappresenta il 10% del valore dell’economia nazionale.
• Consumi alimentari e bevande: la spesa per alimentari e bevande è
cresciuta in valore (+3,0%), anche in presenza di un recupero dei consumi fuori casa.
• Commercio estero: l’export agro-alimentare registra un valore record
di 68,5 miliardi di euro (+8,7%), determinando una crescita del saldo
positivo. Il Made in Italy AA pesa per il 73,6% dell’export nazionale,
trainato da vino, olio, formaggi e dolciari. L’UE è il primo partner commerciale (58,3% dell’export).
le caratteristiche strutturali del sistema
agro-alimentare
Il sistema agro-alimentare italiano continua a presentare segnali di una
significativa trasformazione strutturale lungo tutta la filiera, dalla produzione alla ristorazione. Il processo di trasformazione in atto evidenzia, da un
lato, il rafforzamento delle imprese più strutturate e delle forme cooperative,
dall’altro, permangono fragilità legate alla ancora forte frammentazione, alla
scarsa natalità imprenditoriale e al ritardo generazionale.
L’agricoltura risulta caratterizzata da una polarizzazione tra grandi imprese produttive e aziende di piccola scala che svolgono in prevalenza attività miste o marginali, con una marcata carenza di giovani imprenditori e
un predominio di imprese individuali. Le imprese agricole professionali si
concentrano soprattutto nel Nord Italia e si distinguono per una superficie
media più che doppia rispetto alle aziende complessive. Le forme societarie,
pur minoritarie, evidenziano una maggiore capacità di tenuta e crescita, segnalando un progressivo processo di strutturazione del settore.
L’industria alimentare, pur rappresentando un pilastro del manifatturiero, mostra ridimensionamenti di lungo periodo soprattutto nelle forme giuridiche individuali e delle società di persone; ma, anche con dei segmenti in
crescita, come bevande, vino e birra artigianale.
EXECUTIVE SUMMARY
Un ruolo strategico è svolto da cooperative e organizzazioni di produttori, che emergono come motori di innovazione e sostenibilità, soprattutto
nel Nord-est dove si registra un tasso di adozione tecnologica superiore alla
media europea.
La distribuzione moderna e il canale Ho.Re.Ca. confermano dinamiche
di concentrazione e adattamento ai nuovi consumi.
Complessivamente, il settore evolve verso modelli più organizzati, digitalizzati e sostenibili, sebbene restino sfide legate a frammentazione, ricambio generazionale e divari territoriali. Le sfide future ruotano attorno alla
capacità di innovare, aggregare e affrontare la transizione verde e digitale,
mantenendo la competitività e la distintività del Made in Italy.
• Evoluzione delle imprese agricole: nel 2024, le imprese attive nella
branca ASP sono diminuite dell’1,5% rispetto al 2023, confermando
una tendenza negativa di lungo periodo.
• Polarizzazione in agricoltura: solo il 35% delle aziende agricole è
orientato al mercato. L’85% è formato da ditte individuali, mentre le
società sono solo il 14%.
• Squilibrio generazionale e di genere: nelle imprese individuali agricole, gli under 30 sono solo il 3,9% dei titolari, mentre gli over 50 superano il 70%; le donne rappresentano il 30%, quota che sale al 35% nelle
società agricole.
• Industria alimentare: evidenzia un ridimensionamento a lungo termine, confermato nell’anno dal segno negativo del tasso di natalità.
Aumentano le società di capitale (+2%) e si riducono le ditte individuali e le società di persone (-3,2% e -3,7%).
• Forme aggregative: cresce il ruolo delle cooperative, il cui fatturato
aumenta del +11,2%, nonostante il calo del numero di imprese e soci.
• Reti di impresa: nel 2024, le imprese agro-alimentari coinvolte in contratti di rete sono in crescita (+5,9%) in tutte le regioni, ma con una
forte concentrazione nel Nord Italia.
• Dominio del canale GDO: copre oltre il 60% del mercato, con la progressiva crescita dei discount, mentre gli ipermercati mostrano una crisi strutturale. I prodotti a marca del distributore coprono una quota
vicina al 32%.
• Sviluppo del canale Ho.Re.Ca.: alta dinamicità, maggiore presenza
femminile e giovanile, in presenza di consumi fuori casa in aumento
(+4,9%), seppure con criticità strutturali e alto turnover imprenditoriale.
ANNUARIO DELL’AGRICOLTURA ITALIANA 2024
i fattori della produzione
Il 2024 si chiude con un quadro chiaroscuro per il settore agricolo italiano, caratterizzato da segnali contrastanti tra dinamiche occupazionali, mercato fondiario, costi di produzione e investimenti.
La quantità di lavoro impiegato ha mostrato un lieve incremento in
termini di ULA, cui ha corrisposto però una diminuzione degli occupati complessivi, come sintesi di due andamenti contrapposti: un calo degli
indipendenti e un contestuale aumento dei dipendenti. Si rafforza la presenza di manodopera straniera, evidenziando la dipendenza del settore da
questa componente. In parallelo, la condizionalità sociale, che subordina i
pagamenti della PAC al rispetto delle norme su salute, sicurezza e trasparenza contrattuale, incontra difficoltà applicative legate alla frammentazione
aziendale e alla scarsità di controlli.
Il mercato fondiario mostra una moderata ripresa con la prevalenza delle
transazioni di piccolo valore e con una notevole eterogeneità territoriale:
si riducono i prezzi dei terreni più marginali e meno produttivi mentre aumentano quelli dei terreni più facilmente accessibili e/o vocati a produzioni
di qualità. Su questi andamenti influiscono anche il cambiamento climatico
e l’interesse per energie rinnovabili. L’affitto si conferma il principale strumento a disposizione delle aziende agricole italiane per l’ampliamento della
propria superficie: particolarmente dinamico il mercato nelle regioni settentrionali, più stabile nel Centro Sud.
Per quanto riguarda i costi di produzione, diminuisce il valore dei consumi intermedi, soprattutto quelli relativi a energia e fertilizzanti, per effetto di
una marcata flessione dei prezzi e di una più modesta riduzione delle quantità. Il credito agricolo continua a ridursi e i prestiti a medio-lungo termine
calano, riflettendo tassi più alti e minore propensione agli investimenti. Gli
investimenti fissi lordi scendono confermando un problema strutturale di
sotto-investimento del settore. Le analisi sulla banca dati RICA evidenziano che solo il 30% delle aziende ha effettuato investimenti, con una forte
concentrazione nelle imprese medie e grandi del Centro-Nord e nelle coltivazioni ad alto valore, mentre le piccole aziende e quelle del Sud restano
penalizzate.
In sintesi, il settore agricolo italiano sta affrontando un contesto di transizione, tra esigenze di sostenibilità, pressioni su alcune voci di costo e difficoltà di accesso al credito. La sfida principale rimane quella di rafforzare la
capacità di investimento e innovazione, garantendo al contempo condizioni
di lavoro più attrattive e una maggiore resilienza alle pressioni esogene al
sistema.
EXECUTIVE SUMMARY
• Occupazione agricola: nell’anno mostra una diminuzione complessiva (-3,3%), ma cresce la componente dipendente (+1,4%). In aumento
la quantità di lavoro agricolo, con le ULA che crescono dello 0,7%.
• Lavoratori stranieri: cresce la manodopera straniera, con una quota
di circa il 20% sugli occupati agricoli.
• Mercato fondiario: aumentano le compravendite (+1,7%), in particolare dei terreni di valore superiore a 100.000 euro (+6%). I prezzi sono
in lieve crescita (+1%), ma con una forte variabilità territoriale e con i
valori più alti nel caso di terreni irrigui e vocati.
• Affitti agricoli: circa il 50% della SAU nazionale è gestito in affitto. Nel
2024, il mercato si mantiene stabile e selettivo, con domanda concentrata su superfici irrigue e ad alto valore.
• Riduzione dei costi di produzione: nel 2024 i consumi intermedi
agricoli scendono a 31,3 miliardi di euro (-7,9%), per effetto della riduzione dei prezzi (-7,1%) e delle quantità (-0,9%). La contrazione è
marcata per energia (-15%) e concimi (-13,5%), mentre aumentano i
prezzi delle sementi (+4,7%).
• Espansione produttiva: cresce il settore mangimistico (+0,7%) e la
produzione sementiera certificata (+2,9%), che raggiunge il livello più
alto degli ultimi 5 anni.
• Credito agricolo: i prestiti al settore scendono a 38,2 miliardi di euro
(-3%), con una flessione più marcata per quelli a medio-lungo termine
(-6,6%), riflettendo le criticità legate a tassi più alti e minore propensione agli investimenti. Gli investimenti fissi lordi nel settore scendono
(-1,6%).
• Macchine agricole: le immatricolazioni scendono (-10%), segnalando prudenza negli investimenti.
il sostegno pubblico in agricoltura
Nel 2024 il sostegno pubblico all’agricoltura italiana resta un pilastro
fondamentale per la sostenibilità, la stabilità e la competitività del settore, in
un contesto europeo in evoluzione. Al suo interno si conferma dominante la
componente di fonte UE.
Guardando alla programmazione in corso, l’allocazione dei fondi della PAC 2023-2027 nel PSP nazionale conferma la rilevanza attribuita agli
obiettivi economici e ambientali. Le modifiche al PSP nazionale approvate
nel corso del 2024 sono tese a migliorare l’attuazione degli interventi di sviluppo rurale e a rendere più attrattivo il pagamento diretto per i giovani agri-
ANNUARIO DELL’AGRICOLTURA ITALIANA 2024
coltori, dato lo scarso ricorso alla misura nei primi due anni di attuazione.
Nell’ambito delle politiche di sostegno al settore agricolo, l’Italia continua a rafforzare il proprio impegno nel contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e nel mitigare le perdite economiche, attraverso un sistema
dalle assicurazioni agevolate, dai fondi di mutualità per i danni, dai fondi
di mutualità per il reddito e dal fondo di mutualizzazione nazionale contro
le avversità catastrofali. Il Piano di gestione dei rischi in agricoltura svolge,
anche nella programmazione 2023-2027, il ruolo di strumento cardine per il
coordinamento delle diverse misure di sostegno, definendo i criteri e le modalità operative dei singoli interventi per ciascuna campagna assicurativa.
Sul fronte della politica nazionale permane un consistente ricorso alla
decretazione d’urgenza e una tendenza a una produzione normativa frammentaria. Parallelamente, la legislazione regionale fatica a ritagliarsi uno
spazio autonomo con un numero di leggi per il settore agricolo che dal 2021
continua a contrarsi.
Per il prossimo futuro, la proposta per il Quadro Finanziario Pluriennale
2028-2034 presenta grandi novità, inserendo la PAC in un più ampio contesto di sviluppo territoriale all’interno di una nuova architettura di governance (i Piani di Partenariato Nazionali e Regionali – PPNR).
• Sostegno pubblico: nel 2024, l’agricoltura italiana ha beneficiato di
13,6 miliardi di spesa pubblica; pari al 31% del valore aggiunto agricolo. I fondi provengono per il 60% dall’UE, per il 22,3% dallo Stato e per
il 16,8% dalle Regioni.
• Allocazione delle risorse del PSP: una quota del 60% delle risorse
del PSP è volta a garantire un reddito equo per gli agricoltori e il 45%
è destinato all’aumento della competitività e al miglioramento dell’orientamento al mercato.
• PSP – I pilastro: la spesa per i pagamenti diretti nel primo anno di
attuazione è stata pari a 3,3 miliardi di euro, pari al 95,1% della spesa programmata; mentre, emergono criticità per il sostegno ai giovani
(solo il 79% del programmato). Di tutto rilievo l’importanza dell’Italia
nel panorama europeo relativamente agli interventi di mercato con una
spesa che nel 2024 è più che triplicata.
• PSP – II pilastro: la programmazione 2014–2022 si chiude con
l’85,6% di spesa realizzata. Nel quadro PSP 2023-2027, al 31/05/2025,
la spesa complessiva realizzata supera gli 1,86 miliardi di euro e si attesta al 12% rispetto alla quota di risorse disponibili.
• Interventi nazionali: numerosi sono stati gli interventi legislativi
EXECUTIVE SUMMARY
adottati nel corso del 2024; in particolare, hanno riguardato il lavoro
agricolo, la gestione delle emergenze (economiche, climatiche e sanitarie), il contrasto alle frodi alimentari, la fiscalità agricola.
• Spesa pubblica regionale: tra le diverse aree di intervento spiccano
l’assistenza tecnica con un peso del 25,9% e le attività forestali al 18,5%.
• Gestione del rischio: nel 2024, sul mercato delle assicurazioni agevolate si registrano segnali di razionalizzazione: il numero di certificati
emessi diminuisce, in un contesto di stabilità complessiva delle tariffe
medie.
• QFP 2028-2034: i PPNR strumento unico di programmazione.
• Riforma della PAC 2028–2034: da politica settoriale a strumento integrato per lo sviluppo territoriale; almeno 293,7 miliardi destinati alle
misure di sostegno al reddito della PAC; enfasi su giovani e ambiente.
le produzioni agricole
Nel 2024 il valore della produzione agricola italiana è cresciuto del 2,2%,
sostenuto da prezzi in aumento e da una lieve ripresa dei volumi. Le coltivazioni e gli allevamenti mostrano dinamiche differenziate, con forti impatti determinati dagli eventi meteorologici estremi su rese e qualità. I cereali
registrano una contrazione della produzione, ad eccezione del riso, mentre
cresce quella di ortaggi e patate che si confermano un settore strategico per
l’agro-alimentare italiano. Le frutticole, pur a fronte di criticità fitosanitarie
e investimenti in calo, fanno segnare produzione in crescita in quantità e
valore. La vite torna a crescere dopo il minimo storico, mentre l’olio d’oliva fa segnare il secondo peggior risultato produttivo degli ultimi venti anni.
Nel comparto zootecnico aumenta la produzione di carne bovina, ma si riducono gli allevamenti, concentrati in strutture più grandi; suini e avicoli
affrontano emergenze sanitarie. Il latte bovino mantiene stabilità produttiva
e cresce in valore, trainato dai formaggi DOP (+10%). Nel medio periodo si
registrano sfide legate a volatilità dei mercati, adattamento climatico, innovazione varietale e sostenibilità delle filiere.
• Ripresa complessiva: valore della produzione agricola +2,2%, sostenuto da prezzi e volumi in lieve crescita.
• Impatto climatico: anomalie meteorologiche (caldo, siccità, piogge
intense) influenzano rese, qualità e rischi fitosanitari.
• Cereali in calo: -19,2% in valore, con contrazione di frumento duro,
tenero e mais; riso unico in crescita (+5%).
• Ortaggi e patate: +11% sul valore, trainati da prezzi (+9%) e volumi
ANNUARIO DELL’AGRICOLTURA ITALIANA 2024
(+2%), ma penalizzati dalle anomalie climatiche.
• Frutticole record: 3,9 miliardi di euro (+17,1%), trainate da kiwi, mele
e uva da tavola; criticità su investimenti e fitopatie.
• Vite e vino: aumento delle superfici e ripresa produttiva dopo il minimo storico, ma forte pressione competitiva internazionale.
• Olivicoltura: caldo e siccità causano il secondo peggior risultato produttivo in 20 anni; valore sostenuto dai prezzi.
• Ristrutturazione allevamenti: diminuzione del numero di aziende e
concentrazione verso strutture di maggiori dimensioni in tutti i comparti zootecnici.
• Fattori sanitari e climatici: Peste suina africana, influenza aviaria e
eventi meteorologici riducono produzione e valore in suini, avicoli e
miele.
• Latte e derivati: produzione stabile, valore in crescita grazie ai formaggi DOP (+10%) e all’export; criticità sui mercati esteri (dazi USA).
la diversificazione dell’agricoltura italiana
La diversificazione è una delle principali leve strategica per la competitività, la sostenibilità e la resilienza dell’agricoltura italiana, contribuendo a
rafforzare il suo legame con il territorio e l’innovazione. Il peso economico
è rilevante, ma solo una piccola parte delle aziende agricole è coinvolto. Le
attività di supporto e secondarie costituiscono i due pilastri di questo processo: le prime trainate da contoterzismo e prima lavorazione dei prodotti;
le secondarie da agriturismo e agroenergie. Il contoterzismo emerge come
risposta alle sfide strutturali e tecnologiche, consentendo alle aziende di accedere a macchinari e competenze avanzate, oltre che di affrontare la sfida
della transizione digitale. L’agriturismo continua la sua crescita, anche grazie a un’offerta diversificata che spazia dall’alloggio alla ristorazione, fino alle
attività ricreative e didattiche. Parallelamente, le agroenergie e l’agrivoltaico
assumono sempre di più un ruolo strategico nella transizione energetica.
Infine, prosegue l’espansione dell’agricoltura sociale volta all’inclusione e
al welfare territoriale, con una crescente attenzione alle attività educative,
terapeutiche e di inserimento lavorativo delle persone fragili.
• Peso economico della diversificazione: oltre 13,6 miliardi di euro,
con attività di supporto (12%) e secondarie (7%) sul valore della produzione agricola.
• Diffusione della diversificazione: il 6% delle aziende agricole diversifica, ma la quota raddoppia tra i giovani agricoltori (
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