(AGENPARL) - Roma, 15 Dicembre 2025 - (AGENPARL) – Mon 15 December 2025 *COMUNICATO STAMPA*
*DISTURBI ALIMENTARI NELLE FUTURE MAMME AUMENTANO IL RISCHIO DI PROBLEMI
RESPIRATORI INFANTILI *
*Una nuova ricerca appena pubblicata sulla rivista Thorax ha esaminato le
associazioni tra disturbi del comportamento alimentare materni ed esiti
respiratori nella prole. Allo studio ha partecipato la coorte **NINFEA**,
il cui progetto ventennale è condotto in collaborazione tra l’AOU Città
della Salute e della Scienza di Torino e l’Università di Torino*
Fino ad oggi la ricerca scientifica sugli effetti della salute mentale
materna sulla salute respiratoria dei bambini si è concentrata
prevalentemente su depressione, ansia e stress in senso lato, con prove
limitate su condizioni meno comuni come i disturbi del comportamento
alimentare (DCA).
Sebbene la depressione e l’ansia materne siano state associate a esiti
respiratori avversi nell’infanzia, il possibile ruolo dei DCA rimane poco
chiaro. Per questo lo studio Maternal eating disorders and respiratory
outcomes in childhood: findings from the EU Child Cohort Network,
pubblicato sulla rivista Thorax, ha analizzato se i disturbi alimentari
nelle madri possano influenzare la salute respiratoria dei bambini
considerando i sottotipi di DCA, i periodi in cui si manifestano e
l’eventuale presenza contemporanea di depressione o ansia. Sono stati
analizzati i dati di 131.495 coppie madre-figlio in sette coorti dell’*EU
Child Cohort Network* . Alla ricerca ha
partecipato il progetto NINFEA, la più grande coorte italiana arruolata
tramite Internet che raccoglie dal 2005 dati su più di *7000 coppie di
mamme e bambini* sull’intero territorio italiano.
*Lo studio*
La prevalenza dei disturbi alimentari materni prima della gravidanza
variava da quasi l’1% al 17% nelle sette coorti, mentre la prevalenza di
depressione/ansia coesistente tra le donne con disturbi alimentari variava
dall’11% al 75%. La prevalenza del respiro sibilante in età prescolare
variava dal 21% a quasi il 50%, mentre quella dell’asma in età scolare
variava da poco più del 2% a quasi il 17,5%, riflettendo le differenze tra
le popolazioni incluse nello studio.
Un disturbo alimentare prima della gravidanza è stato associato a un
rischio complessivo aumentato del 25% di respiro sibilante in età
prescolare, sebbene questo variasse considerevolmente da una coorte
all’altra. È stato inoltre osservato un rischio aumentato del 26% di asma
in età scolare, un risultato che risultava molto più coerente tra le
coorti. Questi rischi aumentati si sono solo leggermente attenuati dopo
aver escluso le madri affette da depressione o ansia. Associazioni simili
con l’asma in età scolare sono state riscontrate per anoressia nervosa e
bulimia nervosa, mentre il respiro sibilante in età prescolare è stato
associato solo alla bulimia nervosa. Sebbene le associazioni osservate
differissero leggermente nei diversi periodi di esposizione (prima, durante
o dopo la gravidanza) non è emersa una finestra temporale distinta di
suscettibilità.
Trattandosi di uno studio osservazionale, non è possibile trarre
conclusioni definitive sul rapporto di causa ed effetto. Inoltre, la
prevalenza di disturbi alimentari materni e dei problemi respiratori nei
bambini varia ampiamente tra le coorti.
*”Sebbene questo possa rendere alcuni dei risultati meno comparabili, la
direzione e l’entità delle associazioni sono risultate relativamente
stabili in tutte le analisi”, *spiega* Maja Popovic*, docente e
ricercatrice del Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università di Torino
e prima autrice della pubblicazion*e*, che aggiunge: *“i meccanismi alla
base delle associazioni tra salute mentale materna ed esiti respiratori
infantili rimangono poco chiari*.”
Secondo i ricercatori, diversi fattori potrebbero spiegare il legame tra
disturbi alimentari materni e salute respiratoria nei bambini. Lo stress e
gli squilibri ormonali associati alla salute mentale della madre possono
interferire con lo sviluppo dei polmoni e del sistema immunitario del feto.
I disturbi alimentari, inoltre, sono spesso associati a complicazioni della
gravidanza ed esiti perinatali avversi, come crescita fetale ridotta,
prematurità e basso peso alla nascita, tutte condizioni che possono
compromettere la salute respiratoria del bambino. È possibile, infine, che
disturbi mentali e asma condividano alterazioni immunitarie e infiammatori,
suggerendo una base genetica condivisa che possa contribuire a entrambe le
condizioni.
*I dati italiani*
Questo progetto si inserisce nel solco delle ricerche già condotte nella
coorte NINFEA che da anni indaga l’impatto della salute mentale materna
sugli esiti di salute dei figli. Un precedente studio, il pilota di questo
lavoro, aveva suggerito un possibile legame tra disturbi del comportamento
alimentare materni e respiro sibilante nei neonati, soprattutto quando il
disturbo alimentare si manifestava durante la gravidanza. Poiché tali
risultati non erano stati ancora replicati né approfonditi in relazione ad
altri esiti respiratori in età scolare, l’attuale progetto è stato avviato
per replicarli in diverse popolazioni e contesti differenti. La coorte
italiana NINFEA ha contribuito a questo studio con più di 5000 coppie
madre-bambino, tra le quali circa il 2% delle madri ha riportato una
diagnosi medica di anoressia nervosa o bulimia nervosa. Circa il 22% dei
bambini ha presentato respiro sibilante nel primo anno di vita e circa il
2% aveva asma all’età di 7 anni. Le stime di associazione osservate in
NINFEA sono risultate coerenti con quelle delle altre coorti coinvolte
nello studio.
Alla luce dei risultati, lo studio sottolinea la necessità di garantire
un’assistenza mirata alle donne con disturbi alimentari, non solo durante
la gravidanza ma anche nel periodo successivo, così da tutelare anche la
salute respiratoria dei loro bambini. Per i clinici, questo significa
adottare un approccio realmente olistico al benessere materno, che includa
non solo la salute fisica, ma anche quella psicologica e nutrizionale. Una
maggiore consapevolezza di questi possibili effetti può aiutare a
promuovere un’assistenza più integrata per le madri che convivono, o hanno
convissuto, con un disturbo alimentare.
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—-
Sezione Comunicazione Digitale e Media Relations
Area Comunicazione
Direzione Generale
Università di Torino
Area Relazioni Esterne e con i Media
Università degli Studi di Torino
Settore Relazioni con i Media
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