(AGENPARL) - Roma, 12 Dicembre 2025 - (AGENPARL) – Fri 12 December 2025 Cybersecurity: pa e aziende a rischio, Città di Torino e Camera di commercio di Torino
parti attive per diffondere la cultura della difesa digitale
Pur in un contesto di sempre maggiore attenzione ai rischi derivanti delle nuove tecnologie, è ancora alto il rischio per la sicurezza digitale di aziende private ed enti pubblici. A dirlo sono i dati presentati, questa mattina, dal gruppo Maticmind nello studio open source realizzato sulla cybersecurity e condotto su alcuni domini di pubbliche amministrazioni della provincia torinese e su altri relativi a realtà private. Sono oltre 1.100 le vulnerabilità e più di 280mila le compromissioni informatiche che mostrano una situazione ampia e complessa rispetto cui occorre non abbassare la guardia.
I numeri sono stati snocciolati nella Sala delle colonne di Palazzo civico, in occasione dell’incontro informativo “Torino digitale: opportunità e insidie” che rientra tra le iniziative promosse dalla Città di Torino e in particolare dall’Assessore ai sistemi informativi e cybersecurity Marco Porcedda, sul tema della sicurezza informatica. Il convegno è stato coorganizzato con la Camera di commercio di Torino, la Fondazione Piemonte Innova e patrocinato da Assintel, l’Associazione nazionale imprese Ict e ha coinvolto enti e realtà torinesi, pubbliche e private, oltre al Politecnico di Torino.
Un incontro che, a fronte dei dati presentati da Pierluigi Iezzi, direttore Cybersecurity della Maticmind – Zenita Group, ha assunto un particolare rilievo. Il report “Analisi cyber risk indicators Torino” è un’analisi sulla superficie digitale condotta su un campione di domini di imprese e pubbliche amministrazioni torinesi, per individuare le principali vulnerabilità e formulare raccomandazioni.
In totale sono stati analizzati 30 domini (15 Comuni e 15 Aziende), collegati a oltre 500 indirizzi IP e quasi 1.000 sottodomini. Questa estensione rende la città un obiettivo appetibile e difficile da proteggere in modo uniforme. Il dato più critico riguarda le vulnerabilità note nei sistemi: ne sono state individuate oltre 1.100, di cui 44 ad alto impatto o critiche. In molti casi sono già disponibili strumenti di attacco pronti all’uso (exploit pubblici), che rendono questi punti deboli immediatamente sfruttabili. Questo significa che non si tratta solo di rischi potenziali, ma di vere e proprie porte aperte che malintenzionati possono utilizzare senza grandi competenze. Tra gli asset più esposti emergono tre casi particolarmente gravi – due relativi a grandi aziende
e uno a una media impresa – che richiedono interventi di sicurezza urgenti e mirati. Le criticità principali riguardano server web e librerie di sviluppo ampiamente diffuse (Apache, Jetty), tecnologie centrali che, se compromesse, possono portare a perdita di dati, blocchi operativi o manipolazione dei servizi online.
In particolare i Comuni di grandi dimensioni della provincia di Torino mostrano un rischio complessivo “medio”, ma con un notevole numero di violazioni informatiche pari a più di 57mila e oltre 3mila reti di pc infetti. Questo indica che, sebbene le vulnerabilità tecniche dirette possano essere meno critiche rispetto ad alcuni asset aziendali, la loro esposizione a violazioni di credenziali passate è un problema serio che può portare ad attacchi di credential stuffing e compromissioni future.
«Questi dati – sottolinea l’Assessore ai sistemi informativi e cybersecurity della Città di Torino Marco Porcedda – ci fanno comprendere come sia diventato sempre più importante trattare il tema della protezione dei dati sensibili dei cittadini, delle infrastrutture critiche e degli attacchi sempre più sofisticati. Il nostro compito deve essere quello di diffondere la cultura della cyber security, garantendo la continuità dei servizi essenziali come ad esempio tributi e anagrafe, prevenendo frodi e furti d’identità, mantenendo la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, essendo le PA bersaglio di attacchi crescenti e sofisticati».
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