(AGENPARL) - Roma, 12 Dicembre 2025 - (AGENPARL) – Fri 12 December 2025 *La Corte dei Conti conclude il giudizio sul rendiconto della Regione
Umbria. Parificato il rendiconto 2024; il 2023 presenta un capitolo non
parificato già oggetto di intervento legislativo *
(Aun) – Perugia, 12 dicembre 2025 – La Sezione regionale di controllo della
Corte dei Conti ha concluso oggi il giudizio sui rendiconti 2023 e 2024
della Regione Umbria, alla luce della sentenza n. 150/2025 della Corte
costituzionale, che ha sancito l’illegittimità costituzionale delle norme
afferenti il finanziamento di ARPA contenute nella legge regionale 9/1998.
La decisione ha reso necessario lo svolgimento di due distinte Camere di
Consiglio al fine di garantire piena coerenza con gli effetti della
pronuncia costituzionale.
La Corte ha quindi rideterminato relativamente al rendiconto 2023 l’importo
del Fondo Sanitario Regionale per l’intera somma trasferita ad Arpa per
tale annualità.
Per quanto concerne il rendiconto 2024 nel parificare definitivamente lo
stesso la Corte ha stabilito che una quota dei trasferimenti destinati ad
ARPA nel corso del 2024 pari a circa 8 milioni di euro debba essere
riattribuita al Fondo Sanitario Regionale. Tale somma come specificato in
sede di udienza è infatti riferita al complesso dei trasferimenti
effettuati ad ARPA nel periodo gennaio luglio 2024 prima cioè dell’entrata
in vigore delle norme che hanno modificato la legge regionale 9/98 mentre
nulla è stato osservato per i trasferimenti effettuati ad ARPA da agosto in
avanti, erogati in conformità alla nuova disciplina regionale che delimita
le attività ARPA finanziabili tramite Fondo sanitario regionale.
Il presidente della Sezione di controllo, Antonello Colosimo, ha
dichiarato: “Le pronunce della Corte costituzionale hanno confermato la
correttezza del percorso avviato da questa Sezione nel definire il
perimetro legittimo del finanziamento all’Agenzia regionale per la
protezione dell’ambiente. Con l’odierno giudizio si completa la verifica
dei rendiconti, in un quadro che ha chiesto e trova nelle istituzioni
responsabilità, trasparenza e piena coerenza con i principi costituzionali
in materia di bilanci pubblici.”
Il Procuratore regionale, Antonietta Bussi, ha evidenziato:
“La corretta destinazione delle risorse sanitarie rappresenta un presidio
essenziale per la tutela dei diritti fondamentali. La vicenda del
finanziamento ad ARPA dimostra quanto sia necessario perimetrare con rigore
le spese riconducibili ai LEA, garantendo che ogni euro destinato alla
salute risponda ai principi di efficienza, sostenibilità e rispetto delle
norme costituzionali”.
La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha espresso
apprezzamento per il giudizio della Corte i cui dettagli di applicazione
tecnica saranno essere attuati in conformità al dispositivo della sentenza
che sarà formalizzato nei prossimi giorni, e anche in base alle valutazioni
di competenza del MEF rispetto alle modalità di ricollocazione delle
risorse nel perimetro del Fondo Sanitario Regionale.
“La Regione – ha dichiarato la Presidente Proietti – è chiamata a garantire
rigore, trasparenza e correttezza amministrativa rispetto alle decisioni
della Corte, relative agli anni 2023 e 2024, le cui indicazioni
rappresentano per noi uno stimolo ulteriore a proseguire nel percorso di
modernizzazione e di rafforzamento del sistema regionale.”
“Saremo pienamente impegnati all’attuazione delle operazioni contabili
necessarie, – ha aggiunto la Presidente – e a dare piena attuazione alle
nuove norme, in un quadro che consolida i nostri impegni per una sanità più
efficiente, servizi più vicini ai cittadini e politiche pubbliche capaci di
generare sviluppo. Guardiamo con ottimismo al futuro: stiamo costruendo
un’Umbria più forte, più innovativa e più attenta ai bisogni della
comunità, attraverso un vero patto con tutte le sue componenti sociali ed
economiche”.
La Presidente ha inoltre ricordato il lavoro in corso sul nuovo Piano
socio-sanitario, “il primo dopo quindici anni”, e gli avanzamenti della
gara per il trasporto pubblico locale, attesa da due decenni e “finalmente
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