(AGENPARL) - Roma, 3 Dicembre 2025 - (AGENPARL) – Wed 03 December 2025 PROGETTO LACUNA – LAndsCape and UNderwater Archaeology of lagoon spaces of Roman and Late Roman Italy (200 BCE – 500 CE): human impact on, ecology and environment of vulnerable coastal wetlands.
Il progetto LACUNA vuole riportare in primo piano lo studio delle lagune e delle zone umide dell’Italia antica, utilizzando un approccio multidisciplinare e multi-scalare altamente innovativo e basato sull’applicazione di metodologie di remote sensing terrestre e subacqueo e di archeologia ambientale. Il progetto rappresenta il primo studio olistico sulle lagune del mondo antico, con casi di studio sia dal versante adriatico sia da quello tirrenico, e mira ad indagare l’ambiente, l’ecologia e l’impatto antropico sul paesaggio lagunare dell’Italia romana e tardo antica. Attraverso analisi ambientali, geo-archeologiche, geomorfologiche e geofisiche, LACUNA promuove l’impiego di diversi approcci metodologici, quali ricognizioni sul campo/aeree/subacquee, remote sensing terrestre e marittimo, analisi ambientali e carotaggi, micro-archeologia, archeobotanica, datazione al radiocarbonio, oltre a facilitare l’integrazione di dati e tecniche nel quadro della “landscape and underwater archaeology”, fornendo così nuove informazioni sulL’ambiente e l’ecologia di territori altamente vulnerabili quali sono le lagune. Su scala più ampia, LACUNA favorirà la creazione di modelli predittivi sugli effetti dei “landscape/sea-level changes” a breve e medio termine, così da aggiornare ed informare stakeholders e policy-makers in merito alla gestione e al monitoraggio del patrimonio ambientale e culturale dei territori lagunari.
Federico Ugolini
Laureato in Archeologia all’Università di Bologna e dottore di ricerca in archeologia romana al King’s College London, ha svolto attività di ricerca in Regno Unito, Irlanda e Israele. È stato MSCA “Seal of Excellence” fellow e poi docente di topografia antica all’Università di Siena. Studia porti e insediamenti costieri del mondo antico, archeologia delle lagune e delle zone umide, relitti, geofisica e tecniche di remote sensing in contesti terrestri e subacquei. È co-fondatore dello spin-off “neXst”, dedicato a droni e sensoristica per l’archeologia.
LUM.IA – Learning and Understanding Media through Artificial Intelligence.
Il progetto quinquennale LUM.IA indaga come i contenuti audiovisivi su piattaforme online plasmino apprendimento, informazione e identità dei pubblici, in particolare adolescenti, esponendoli – in assenza di adeguate competenze di media literacy – a disinformazione, manipolazione, dipendenza digitale e nuove forme di esclusione. Studiando in contesti reali abitudini e vulnerabilità e operando in una rete interdisciplinare che coinvolge università, consorzi tecnologici, archivi, istituzioni culturali, e in sinergia con il Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, LUM.IA sviluppa metodologie originali e soluzioni di intelligenza artificiale (modelli RAG, chatbot intelligenti, strumenti per distinguere immagini autentiche, manipolate o generate artificialmente) progettate per un consumo critico, responsabile e inclusivo dei media digitali, per rafforzare l’alfabetizzazione audiovisiva, ridurre i divari nell’accesso consapevole e proporre nuovi quadri teorici per gli studi sui media e sull’etica dell’IA.
Gabriele Prosperi
Collaboratore di ricerca presso l’Università di Bologna, è stato assegnista per l’Università del Salento e per l’Università “Federico II” di Napoli e ha svolto attività didattica in diversi atenei. È stato coordinatore e collaboratore di progetti di educazione all’audiovisivo nel Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola. I suoi studi sono pubblicati da Mimesis, IGI Global, Peter Lang, Media Mutations, UniorPress e su riviste come IMAGO, Short Film Studies, International Journal of Communication. Per Cue Press ha pubblicato Il ventennio pirata e curato l’edizione italiana degli Scritti americani di Kracauer.
SAVE – Safety Assessment and Flooding Risk Evaluation for Vulnerable Coastal Environments in a Changing Climate
Negli ultimi due decenni, le regioni costiere sono diventate sempre più vulnerabili agli impatti del cambiamento climatico, affrontando un’accelerazione dei processi di erosione e alluvione dovuta all’aumento della frequenza e dell’intensità delle mareggiate e all’innalzamento del livello del mare. Secondo il Sesto Rapporto di Valutazione dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), il livello medio globale del mare è aumentato di circa 20 cm dall’inizio del XX secolo, e le proiezioni indicano un’ulteriore crescita compresa tra 30 e 60 cm entro il 2100, a seconda degli scenari emissivi. Questa minaccia crescente evidenzia l’urgente necessità di strategie adattive e integrate per mitigare l’erosione costiera e le inondazioni, garantendo la resilienza a lungo termine delle aree litoranee a rischio. La proposta di ricerca, SAVE (Safety Assessment and Flooding Risk Evaluation for Vulnerable Coastal Environments in a Changing Climate), adotta un approccio multidisciplinare che integra meccanica ondosa, oceanografia, geotecnica, intelligenza artificiale, metodi statistici, scienze sociali e sanitarie, con l’obiettivo di sviluppare metodologie avanzate per la previsione degli eventi estremi nelle aree costiere e per progettare strategie efficaci di mitigazione degli impatti sulle infrastrutture e sulle comunità. L’obiettivo principale è definire un quadro metodologico per identificare le aree italiane soggette ad erosione ed inondazione e affrontare le criticità associate ai diversi scenari climatici. SAVE intende fornire soluzioni operative volte a migliorare sostenibilità, sicurezza e resilienza delle comunità costiere. Affrontando le molteplici sfide imposte dal cambiamento climatico, il progetto mira a sviluppare uno strumento per mitigare gli impatti sulle aree litoranee e contribuire alla tutela e alla conservazione a lungo termine di questi ambienti particolarmente vulnerabili.
Antonio Francone
Ricercatore in Ingegneria Marittima e Costiera all’Università del Salento, opera nel gruppo di Ingegneria delle Acque del laboratorio EUMER. Ha svolto attività di ricerca in istituti internazionali come DHI (Danimarca), LIM/UPC (Barcellona) e Università di Plymouth. Autore di oltre 60 pubblicazioni e interventi scientifici, si occupa di morfodinamica costiera, erosione, inondazione e interazione onda–struttura, con approcci sperimentali, numerici e di remote sensing. Nel 2025 ha conseguito l’Abilitazione Scientifica Nazionale a Professore di II fascia.
MIRACLE – Minimally Invasive Recognition And Characterization of Lesions
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