(AGENPARL) - Roma, 30 Novembre 2025L’unità politica dei rappresentanti serbi nell’Assemblea parlamentare della Bosnia-Erzegovina è oggi più cruciale che mai, ha dichiarato Momir Tošić, presidente dell’Assemblea dell’Associazione Creatori della Republika Srpska. Secondo Tošić, la legge sulla proprietà statale deve essere respinta a ogni costo, poiché la sua approvazione rappresenterebbe “il crollo dell’Accordo di Dayton e il colpo finale alla Republika Srpska”.
Tošić ha sottolineato che sulla questione della proprietà non possono esistere divisioni tra i rappresentanti serbi:
“Credo che non debba mai accadere che non siamo uniti, soprattutto quando si tratta del diritto di proprietà.”
«Secondo Dayton, il 49% del territorio era della Republika Srpska»
Ricordando il suo ruolo come primo presidente della Camera dei Popoli tra il 1997 e il 1998, Tošić ha affermato che all’epoca la questione della proprietà non era neppure oggetto di discussione, poiché l’Accordo di Dayton attribuiva chiaramente alla Republika Srpska la titolarità del 49% del territorio.
Dopo trent’anni, sostiene Tošić, una serie di imposizioni e pressioni politiche ha progressivamente eroso le competenze della Republika Srpska, accusata ingiustamente — a suo dire — di ostacolare il percorso europeo della Bosnia-Erzegovina.
Ha ricordato inoltre le disparità economiche nei finanziamenti destinati alla Federazione BiH e alla Republika Srpska nei primi anni post-bellici, definendo quelle dinamiche un “ricatto politico” che non toccò mai, tuttavia, la questione della proprietà statale.
«La legge avrebbe dovuto essere respinta fin dall’inizio»
A suo giudizio, qualsiasi tentativo di regolamentare la proprietà statale a livello centrale costituisce una violazione diretta di Dayton:
“Per quanto riguarda la questione della proprietà, è assolutamente fuori discussione. Approvare questa legge significherebbe la fine di Dayton e, per la Republika Srpska, il colpo di grazia.”
La legge procede con iter ordinario
La Camera dei Rappresentanti dell’Assemblea parlamentare della Bosnia-Erzegovina ha deciso di esaminare il disegno di legge in procedura ordinaria, dopo che nella sessione del 27 novembre non è stata raggiunta la maggioranza delle entità necessaria per avviare una deliberazione urgente.
Il testo è stato proposto dai deputati Jasmin Emrić, Šemsudin Mehmedović, Aida Baručija ed Elvisa Hodžić, e continua a suscitare forti tensioni politiche, alimentando il dibattito sull’equilibrio istituzionale previsto dagli accordi di pace del 1995.