(AGENPARL) - Roma, 30 Novembre 2025(AGENPARL) – Sun 30 November 2025 AIDS, Sant’Egidio: i giovani africani sempre più
a rischio
In occasione della Giornata Mondiale per la Lotta
contro l’AIDS il programma DREAM ribadisce il
proprio impegno nell’offerta di servizi sanitari
d’eccellenza gratuiti in 11 paesi africani
In un anno segnato da una grave crisi dei
finanziamenti internazionali alla lotta all’HIV,
la Giornata Mondiale contro l’AIDS richiama con
forza il bisogno di non disperdere i progressi
raggiunti. Il tema scelto da UNAIDS
– “Overcoming disruption, transforming the
AIDS response” (Superare le difficoltà,
trasformare la risposta all’AIDS) – ricorda al
mondo che solo rinnovando gli sforzi e sostenendo
i Paesi più fragili si potrà mantenere
l’obiettivo globale di porre fine all’AIDS
entro il 2030.
Il programma DREAM della Comunità di
Sant’Egidio, da 23 anni attivo in 11 Paesi
africani, intercetta ogni giorno la domanda di
cura dei più giovani. Sono quasi 6000 gli
adolescenti (15–24 anni) attualmente in terapia
nei centri di salute del programma: la metà si
trova in Mozambico, più di 1000 in Malawi, altri
sono distribuiti negli altri Paesi dove DREAM
opera. Si tratta di una generazione cresciuta
spesso tra stigma, povertà, isolamento e
difficoltà di accesso ai servizi sanitari, una
generazione che ha bisogno di essere sostenuta e
accompagnata con continuità.
“Per DREAM investire nella prevenzione e nella
cura dei giovani significa far crescere una
generazione sana, che rappresenta il futuro dei
Paesi africani”, dichiara Paola Germano,
direttrice del Programma. Per questo, DREAM lavora
da anni con un modello integrato che sostiene gli
adolescenti non solo nella cura, ma anche nel
percorso di crescita: gruppi di giovani che
condividono esperienze e sostegno, counselling
psicosociale, screening regolari, educazione alla
salute e all’autonomia. Sono ragazzi e ragazze
che, grazie alle cure ricevute, tornano a scuola,
ritrovano la fiducia, divenendo punti di
riferimento per i coetanei, ambasciatori contro la
discriminazione all’interno delle loro
comunità.
In Mozambico e Malawi, proprio per rafforzare la
risposta tra gli adolescenti e i giovani, DREAM
porta avanti due progetti finanziati
dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo
Sviluppo: EQuAS e Not Too Late, che raggiungono
migliaia di giovani con strategie innovative e
vicine al loro vissuto.
In Mozambico, il progetto EQuAS opera in sette
centri sanitari delle città di Maputo, Beira e
Quelimane. Qui l’impegno verso gli adolescenti
si traduce in attività continue: 7.841 test HIV
realizzati tra i 15 e i 24 anni nei primi 16 mesi,
ben oltre l’obiettivo prefissato; centinaia di
giovani coinvolti in eventi di sensibilizzazione
con musica, sport e testimonianze; teen club,
incontri dedicati ai giovani uomini, attività
dedicate a sostenere la continuità scolastica
delle ragazze; 55 giovani donne formate in corsi
professionalizzanti che rafforzano autonomia e
consapevolezza; gruppi di sostegno per chi fatica
con l’aderenza alla terapia. Nei centri
coinvolti dal progetto, la percentuale di giovani
che raggiunge la soppressione virale supera oggi
il 90%, un risultato particolarmente significativo
in un Paese dove il peso dell’epidemia resta tra
i più alti dell’Africa sub-sahariana
In Malawi, dove l’HIV colpisce in modo
sproporzionato le adolescenti e le giovani donne,
il progetto Not Too Late porta i servizi sanitari
più vicino ai ragazzi e alle ragazze dei
distretti di Blantyre e Balaka. Qui DREAM lavora
per intercettare i giovani prima che arrivino
tardi alla diagnosi, quando la terapia è meno
efficace e aumenta il rischio di altre infezioni
gravi. Le attività includono servizi mobili nelle
comunità rurali, giornate dedicate ai giovani nei
centri sanitari, gruppi di sostegno per
adolescenti in cura, interventi nelle scuole e
negli spazi informali frequentati dai ragazzi.
L’obiettivo è garantire diagnosi precoci,
rafforzare l’aderenza e ridurre il numero di
giovani che arrivano ai centri sanitari con forme
avanzate di malattia.
In entrambi i Paesi, la risposta di DREAM dimostra
che una strategia centrata sulle persone, e in
particolare sui giovani, può compensare le
difficoltà dei sistemi sanitari. È una risposta
che nasce dall’ascolto, dalla prossimità e da
una presenza quotidiana nei quartieri, nelle
scuole, nelle comunità.
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