(AGENPARL) - Roma, 28 Novembre 2025 - (AGENPARL) – Fri 28 November 2025 A l link il Video:
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COMUNICATO STAMPA
Minacce, diffamazioni e addirittura l’organizzazione di un falso funerale. Finisce in carcere, grazie alla Polizia Postale di Bologna, l’autrice di un incessante Cyberstalking nei confronti di un’altra donna.
La Polizia di Stato, a seguito di una attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di una donna per i reati di atti persecutori e diffamazione aggravata ai danni di un’altra donna.
La vittima, una libera professionista della provincia di Bologna, era da tempo oggetto di una campagna di molestie e diffamazioni online: l’indagata aveva creato falsi profili sui social e su siti pornografici, utilizzando fotografie, dati personali e recapiti telefonici della vittima, facendola così diventare oggetto di continue telefonate e messaggi da parte di sconosciuti a sfondo sessuale.
La stalker aveva inoltre pubblicato falsi annunci immobiliari mettendo in vendita l’abitazione della vittima e, contattando agenzie funebri, aveva addirittura organizzato il suo funerale e quello di persone a lei vicine.
Sui social la vittima veniva diffamata e minacciata pubblicamente. Infine, la stalker aveva segnalato il numero di cellulare della vittima come “truffaldino”, provocandole così un considerevole danno d’immagine e l’inserimento del contatto tra i numeri classificati come “spam”.
La vittima, subendo per oltre un anno queste attività illecite, era finita in un vero e proprio incubo on line, vivendo in uno stato di perenne ansia e paura. Nel timore che le minacce potessero concretizzarsi, la vittima aveva cambiato le proprie abitudini di vita e professionali, patendo anche un grave danno economico.
L’attività di indagine svolta dagli specialisti del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Bologna, attraverso articolate analisi digitali e tecniche di tracciamento informatico, ha consentito di identificare con certezza l’autrice delle condotte e di raccogliere elementi di prova a suo carico.
Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono state applicate misure cautelari restrittive, tra cui il divieto di avvicinamento con applicazione del braccialetto elettronico e e il divieto di comunicazione con la persona offesa, anche per via telematica.
Rifiutato il braccialetto elettronico dalla stalker, le veniva applicato il divieto di dimora nella città metropolitana di Bologna.
Tuttavia, dopo una breve pausa, la stalker virtuale ha ripreso a tormentare la vittima. Dalla disamina dei messaggi – per contenuto, linguaggio e modalità di scrittura – gli investigatori della Polizia Postale sono riusciti ad attribuire all’indagata anche i nuovi episodi, accertando così la violazione del divieto di comunicazione imposto dal Giudice.
Tali riscontri sono stati ritenuti dal Giudice per le Indagini Preliminari elementi determinanti per un aggravamento della misura cautelare, con la conseguente applicazione della custodia cautelare in carcere.
La Polizia di Stato ribadisce che i comportamenti persecutori, le diffamazioni e le minacce realizzate tramite la rete costituiscono gravi forme di violenza, che possono arrecare profonde conseguenze emotive e sociali alle vittime.
Si invita chiunque sia vittima o testimone di episodi di cyberstalking o di violenza digitale a rivolgersi tempestivamente alle autorità competenti. È inoltre possibile segnalare i fatti tramite il portale ufficiale della Polizia Postale [ http://www.commissariatodips.it/ | www.commissariatodips.it ] oppure contattare il numero gratuito 1522 – Numero Antiviolenza e Stalking, attivo 24 ore su 24 su tutto il territorio nazionale.
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