(AGENPARL) - Roma, 26 Novembre 2025 - (AGENPARL) – Wed 26 November 2025 *Decreto Transizione 5.0, la Regione Umbria scrive ai sindaci dei comuni
umbri. L’assessore Thomas De Luca: “Norma del Governo blocca gran parte dei
progetti regionali. Attivata l’azione politica in Conferenza Stato-Regioni”*
(AUN) – Perugia, 26 novembre 2025 – L’assessore all’ambiente e
all’energia della Regione Umbria, Thomas De Luca, interviene con una
lettera indirizzata ai comuni umbri in merito alle implicazioni derivanti
dal Decreto Legge 21 novembre 2025 n. 175 “Misure urgenti in materia di
Piano Transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti rinnovabili”
rispetto agli effetti per l’economia del territorio e la pianificazione
regionale. “La Regione Umbria – dichiara l’assessore De Luca – consapevole
dell’importanza della transizione energetica, esprime preoccupazione per le
novità introdotte dal Governo che rischiano di penalizzare imprese e
famiglie umbre e sconvolgere le procedure autorizzative in materia di
impianti da fonti rinnovabili”.
Il Decreto Legge del Governo introduce un paradosso normativo: imporre
all’Umbria di quadruplicare la potenza installata bloccando tutti i
progetti. Un rallentamento che peserà in primo luogo sulle famiglie e sulle
imprese umbre, piuttosto che sui grandi fondi d’investimento.
L’installazione di impianti agrivoltaici, infatti, in posizione
adeguatamente elevata da terra sarà “comunque sempre consentita”.
Contemporaneamente, viene eliminata la possibilità per Regioni e Comuni di
definire per legge aree non idonee, come invece previsto dal precedente DM
21 giugno 2024. Le Regioni vengono così private di strumenti per il governo
del territorio nell’installazione di grandi impianti agrivoltaici e di
grandi impianti eolici. Viene preclusa persino la possibilità di
individuare aree idonee per l’eolico, come quelle con disponibilità del
vento sopra i 6 m/s e a basso impatto panoramico dai centri storici, che la
Legge Regionale 7/2025 ‘Energia Umbra’ intendeva definire per indirizzare i
progetti fuori dalle visuali panoramiche identitarie dell’Umbria.
Dall’altra il nuovo testo normativo del Governo blocca gran parte dei
piccoli progetti destinati al tessuto economico regionale. Il decreto
stabilisce che le Regioni non possono qualificare come idonee le aree
ricomprese nei beni sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni
culturali e del paesaggio, né quelle incluse in una fascia di rispetto di
tre chilometri per gli impianti eolici e di cinquecento metri per gli
impianti fotovoltaici.
“In base a una mappa allegata alla lettera inviata ai Comuni – prosegue
l’assessore De Luca – è possibile evincere che solo il 4% dell’Umbria
sarebbe individuabile come area idonea per l’installazione di impianti a
fonti energetiche rinnovabili. Ciò pregiudica ineluttabilmente il
conseguimento degli obiettivi del PNIEC. La restrizione delle aree idonee
rischia di avere un effetto diretto sulla pianificazione regionale e sulle
Comunità Energetiche Rinnovabili, nonché sul mercato immobiliare, facendo
schizzare alle stelle il prezzo dei terreni, in primo luogo quelli
industriali e produttivi, con danni devastanti per l’economia. Inoltre,
vengono vanificate categorie di aree idonee definite dalla nostra Legge
Regionale tra cui i depositi di materiali e rifiuti, i siti industriali
dismessi non ricompresi nell’elenco del D.lgs 190/2024, i siti di bonifica
in area agricola, gli edifici e i parcheggi se in zona agricola, le solar
belt lungo la E45 e le linee ferroviarie. Viene persino soppressa la
definizione di aree idonee per i progetti destinati alle Comunità
Energetiche Rinnovabili a pochi giorni dalla scadenza di un bando PNRR
destinato ai Comuni sotto i 50 mila abitanti. In sintesi lo scenario atteso
è una Regione in cui imprese e famiglie avranno iter più difficili per
realizzare impianti, mentre i costi dell’energia continuano a pesare sempre
di più. Al contempo sugli impianti in VIA nazionale, più critici e senza
ricadute economiche dirette sulla comunità umbra, andranno avanti con iter
ordinario. Alla prospettiva che la nostra terra, di cui abbiamo bisogno per
realizzare i nostri impianti, sia messa esclusivamente a servizio degli
altri non vogliamo e non possiamo arrenderci”.
La Regione Umbria, consapevole delle implicazioni del decreto sui temi
della salvaguardia paesaggistica e della pianificazione urbanistica, ha
immediatamente attivato un percorso su due fronti. Gli uffici regionali
preposti sono impegnati in una approfondita valutazione e analisi degli
effetti del D.L. n. 175/2025, con l’obiettivo di delineare un rinnovato
scenario cartografico delle aree idonee alla luce delle novità. Nel
frattempo la Regione sta portando la discussione in tutti i consessi
possibili, compresa la Conferenza Stato-Regioni, per rappresentare le
criticità emerse e verificare l’opportunità di presentare emendamenti
migliorativi in sede di conversione in legge del Decreto.
“Abbiamo chiesto ai Comuni di far pervenire eventuali proposte,
osservazioni puntuali e analisi di impatto sul Decreto Legge in questione.
Sollecitiamo inoltre le amministrazioni locali a coinvolgere le proprie
rappresentanze nazionali affinché si portino queste problematiche
all’attenzione del Governo e del Parlamento, e si istituiscano tavoli di
concertazione nazionali per agguantare i target del PNIEC. Confido –
conclude l’assessore De Luca – in una pronta e fattiva collaborazione per
difendere la tenuta delle politiche regionali e per tutelare il futuro
ambientale ed economico dell’Umbria”.
*//in allegato la mappa delle aree nel qualificabili idonee*
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