(AGENPARL) - Roma, 21 Ottobre 2025 - (AGENPARL) – Tue 21 October 2025 **Vola la Toscana dell’agroalimentare, export Dop e Igp in crescita del
18,4%**
La fotografia del comparto ritrae quasi 42 mila imprese agroalimentari, il
30,4% a conduzione femminile e il 6,8% guidato da under 35. Toscana seconda
regione per incidenza dell’agricoltura bio con il 36,4%
/Scritto da Redazione, martedì 21 ottobre 2025 alle 13:02/
Una quota export Dop e Igp che vale 94 milioni di euro, con una crescita
del 18,4% solo nell’ultimo anno: questo il dato relativo ai prodotti DOP e
IGP che più di altri salta all’occhio nel report “La Toscana Dop Igp”
realizzato da Ismea per la settima edizione di BuyFood Toscana – la vetrina
internazionale del gusto made in Tuscany – e presentati durante il workshop
“AgroToscana: Identità, territori, mercati”, tenutosi alla Palazzina
Reale di Santa Maria Novella a Firenze.
Un dato che, alla luce dei recenti sviluppi internazionali, conferma la
centralità e la forza della “Dop Economy Toscana” come leva di
competitività e identità territoriale, che insieme ad un patrimonio
enogastronomico di eccellenza e una crescente attenzione alla
sostenibilità e al biologico trainano il comparto agroalimentare del made
in Tuscany.
Ad aprire la mattinata di lavori, la vicepresidente e assessora regionale
all’agroalimentare Stefania Saccardi: “Le produzioni Dop e Igp – ha detto
– rappresentano al meglio la qualità della Toscana, su cui abbiamo sempre
puntato e continueremo a investire. La nostra non è una regione delle
grandi quantità, ma delle grandi qualità: vino e olio, in particolare,
trainano un export che continua a crescere nonostante le difficoltà dei
mercati internazionali. I mercati internazionali riconoscono nei prodotti
toscani un elemento di unicità e di eccellenza, e questo ci rende
fiduciosi per il futuro. Siamo orgogliosi perciò di poter mettere in
mostra anche quest’anno il meglio della nostra produzione e di attrarre
nuovi buyer e nuovi interessi intorno a un’agricoltura che, oltre alla
qualità dei prodotti, significa anche cura del territorio, paesaggio e
multifunzionalità. La Toscana è la regione con il maggior numero di
agriturismi in Italia, ma è anche una terra che investe sui giovani e
sulle donne, che rappresentano ormai il 30% della nostra agricoltura. È
un’agricoltura che esprime un valore assoluto per la nostra regione e per
la sua identità”.
Quindi poi i saluti della Camera di Commercio di Firenze insieme a
PromoFirenze e a Fondazione Sistema Toscana. Numerosi i Consorzi di Tutela
della Toscana presenti all’evento.
LA DOP ECONOMY DELLA TOSCANA – La Toscana si conferma regione leader per
numero di registrazioni IG con 90 tra Dop e Igp, di cui 32 prodotti
alimentari e 58 vini. Limitatamente al comparto cibo, la regione fa
registrare un valore della produzione pari a 192 milioni di euro (+7,4% su
base annua). Un dato curioso è il posizionamento della Toscana rispetto
alle altre regioni per tipologia di prodotti: le migliori performance le fa
registrare con i prodotti della panetteria e pasticceria, dove si colloca
seconda dietro solo all’Emilia Romagna, e con le carni fresche, dietro solo
alla Sardegna. Sul podio, terza, anche tra gli oli d’oliva, dove precede la
Liguria. Sono sei i prodotti che concentrano l’88% del valore complessivo:
Cantuccini Toscani Igp, Prosciutto Toscano Dop, Pecorino Toscano Dop, Olio
Toscano Igp, Finocchiona Igp e Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale
Igp.
EXPORT – Dalla ricerca Ismea emerge come il valore dell’export
agroalimentare toscano nel 2024 sia stato pari a 4 miliardi di euro, il
6,3% sul totale export regionale e negli ultimi 5 anni, il tasso annuo
medio di crescita dell’export agroalimentare toscano è stato dell’11,2%,
vino e olio Evo i prodotti di punta rispettivamente con 32% e 33%, che
insieme fanno due terzi del valore esportato in tutto il mondo, in
particolare Stati Uniti (27%), Germania (14%) e Francia (9,7%), ma anche i
Paesi del Nord Europa e dell’Asia orientale che tendono a rafforzarsi.
STRUTTURA IMPRENDITORIALE E OCCUPAZIONE – Nelle 41.961 imprese
agroalimentari toscane – il 5,6% del totale nazionale – il 6,8% è guidato
da under 35, mentre il 30,4% è a conduzione femminile, superando la media
italiana. Gli occupati nel settore agricolo sono circa 45 mila, pari al
5,5% del totale nazionale, concentrati soprattutto nella produzione
primaria, ma in crescita anche nelle attività di trasformazione e servizi
collegati, come agriturismo, vendita diretta e turismo rurale. Nel 2024 il
valore complessivo della produzione agricola regionale ha raggiunto 3,6
miliardi di euro, con una crescita di circa il 4% rispetto all’anno
precedente e segnando un incremento di quasi il 30% sul 2020. La Superficie
Agricola Utilizzata (Sau) ammonta a quasi 560 mila ettari, pari a circa un
quinto del territorio regionale.
AGRICOLTURA BIOLOGICA E AGRITURISMO – Con 237.000 ettari coltivati a
biologico, pari al 36,4% della SAU regionale, la Toscana si conferma
seconda regione italiana per incidenza dell’agricoltura biologica: nel 2024
sono stati riconosciuti 10 distretti biologici, quattro dei quali di nuova
istituzione, a testimonianza della diffusione di modelli produttivi
sostenibili e della sinergia tra agricoltura, ambiente e comunità locali.
Il quarto pilastro dello sviluppo agricolo toscano è la diffusione di
agriturismi, che non solo consegna alla Toscana il primato come regione
italiana con il maggior numero di strutture – circa 5.800 pari al 22% del
totale nazionale – ma ne fa un modello di integrazione tra ospitalità e
produzione agricola: il 47% delle aziende produce almeno un prodotto DOP o
IGP, e un terzo adotta il metodo biologico.
I DATI DI IRPET – Il ruolo centrale delle attività secondarie, in
particolare degli agriturismi, che hanno avuto un exploit nel periodo post
covid e oggi godono di ottime prospettive a lungo termine, è testimoniato
anche nella presentazione “Identità e valore dell’agricoltura nella
Toscana diffusa” illustrata da Sara Turchetti di Irpet e relativa alle
filiere del legno, castanicoltura, turismo.
Dal report emerge che l’agricoltura toscana produce ogni anno un valore
aggiunto di 2,5 miliardi di euro e che quasi la metà è prodotto dalle
cosiddette “aree interne”, dove si concentra anche una parte rilevante di
strutture agrituristiche, che rispondono ad un aumento della domanda di
turismo slow – da quello esperienziale alle attività all’aria aperta e una
riscoperta del turismo di prossimità – offrendo, come riporta la ricerca
ISMEA, alloggio (90%), attività di ristorazione (37%), degustazione (32%)
e ricreative (51%) con oltre 5 milioni di presenze con una netta prevalenza
di turisti stranieri (70%). Irpet ha messo in evidenza come alla crescente
concentrazione della popolazione nelle aree urbane e periurbane corrisponda
una contestuale trasformazione di quelle marginali, che si presentano oggi
come veri e propri laboratori di sostenibilità ed innovazione
territoriale. Ne sono esempi di eccellenza le filiere del legno e della
castanicoltura: la prima oltre a sostenere la transizione energetica,
contribuisce alla messa in sicurezza del territorio, prevenendo il rischio
di incendi e il dissesto idro-geologico; la seconda – che conta ad oggi
circa 1600 aziende castanicole tra Lunigiana e Garfagnana, nel Mugello e
sull’Amiata – contribuisce alla valorizzazione dei prodotti del bosco
certificati e alla conservazione del tipico paesaggio di queste aree.
A seguire, il direttore di Fondazione Sistema Toscana, Francesco Palumbo,
ha posto l’accento sul legame tra food, informazione e comunicazione e
promozione turistica e sugli strumenti in campo per un’attività di
valorizzazione che si snoda su più piani e con diversi strumenti sia per i
cittadini che per i molti turisti interessati a questo settore. Sempre sul
fronte del turismo è intervenuto Mirko Lalli per The Data Appeal Company.
Il suo report si è focalizzato principalmente sull’influenza dell’AI nel
food e su come i turisti vedono la nostra regione in relazione al comparto
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