(AGENPARL) - Roma, 10 Ottobre 2025 - (AGENPARL) – Fri 10 October 2025 AMBIENTE | Scoperte a Grado palizzate di epoca romana e
altomedievale che permettono di ricostruire le variazioni temporali del
livello del mare
Le strutture, che risalgono a un periodo compreso tra il I e il VI secolo d.C., sono state messe
in luce da ArcheoTest Srl, nel corso di indagini di archeologia preventiva per conto di
Irisacqua s.r.l. e sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia, belle arti e
paesaggio per il Friuli Venezia Giulia; lo studio è stato quindi condotto con la collaborazione
dell’OGS, del Dipartimento di Fisica e Astronomia “Augusto Righi” dell’Università di Bologna
e dell’INGV
[Roma, 10 ottobre 2025]
L’innalzamento relativo del livello del mare, diretta conseguenza del riscaldamento globale, è
uno dei fenomeni più studiati dalla comunità scientifica e rappresenta una delle minacce
ambientali più allarmanti a livello mondiale.
Una nuova ricerca, pubblicata sulla rivista “Scientific Reports”, che ha visto il coinvolgimento di
studiosi e ricercatori dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale OGS, del Dipartimento di Fisica e Astronomia “Augusto Righi” dell’Università di Bologna,
dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV e della Soprintendenza
Archeologia, belle arti e paesaggio per il Friuli Venezia Giulia, con il coordinamento di
Dario Gaddi di ArcheoTest s.r.l., ha riportato alla luce a Grado (Friuli Venezia Giulia) tre
palizzate di età romana e altomedievale. L’analisi multidisciplinare di queste strutture, che
anticamente avevano anche una funzione protettiva contro l’erosione costiera, ha permesso di
ricostruire sia l’evoluzione dell’ambiente deposizionale dell’area gradese sia i cambiamenti del
livello relativo del mare lungo la costa nord-orientale dell’Adriatico. L’evoluzione della
fisiografia di Grado e della sua laguna è avvenuta successivamente all’ultima espansione
glaciale (circa 20000 anni fa) ed è stata influenzata in modo significativo dall’intervento
antropico (le prime testimonianze della presenza umana a Grado risalgono al II secolo a.C.).
“Le aree costiere sono tra le più vulnerabili e risultano particolarmente a rischio”, spiega
Emiliano Gordini dell’OGS, precisando che “secondo i rapporti dell’ISPRA, in Italia circa il 30%
della popolazione risiede in queste zone e, secondo le stime relative allo scenario climatico meno
critico, entro il 2100 il livello del mare potrebbe innalzarsi di circa 0,5 metri. Questa tendenza,
aggravata dalla crescente frequenza di eventi meteorologici estremi, rischia di provocare
profondi cambiamenti morfologici nel paesaggio e danni ingenti a infrastrutture e insediamenti
situati in prossimità del litorale”.
“Anche in passato, le variazioni del livello del mare hanno avuto un impatto significativo
sull’occupazione e sulla distribuzione degli insediamenti umani nelle aree costiere”, aggiunge
Dario Gaddi di ArcheoTest Srl. “Talvolta, il mutamento delle condizioni ambientali ha costretto
le popolazioni ad abbandonare definitivamente i siti minacciati dall’allagamento. In altri casi, fin
dalla preistoria, l’uomo ha risposto con interventi anche radicali sull’ambiente naturale,
costruendo strutture difensive per contrastare l’ingressione delle acque e preservare l’abitabilità
del territorio. Un esempio emblematico è rappresentato da Grado, porto romano e insediamento
lagunare la cui storia si intreccia strettamente con due grandi città adriatiche del mondo antico:
Aquileia e Venezia”, spiega l’esperto.
Le indagini hanno preso avvio dal procedimento di verifica preventiva dell’interesse
archeologico per un’opera pubblica commissionata da Irisacqua, che ne ha pertanto finanziato
tutte le fasi, dal documento preliminare di valutazione del rischio, ai carotaggi eseguiti nell’area
da parte di Andreiα (Studio Associato per l’Archeologia delle Acque), allo scavo in areale,
condotto da ArcheoTest s.r.l., alle analisi di laboratorio, sulla base delle prescrizioni e sotto la
Direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Friuli
Venezia Giulia.
“L’approccio multidisciplinare adottato per lo studio ha permesso di ottenere informazioni chiave
sull’assetto paleoambientale dell’area, rivelando come si presentava in epoca romana e medievale,
e di delineare gli effetti delle variazioni del livello del mare in questo settore dell’Adriatico
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