(AGENPARL) - Roma, 23 Settembre 2025 - (AGENPARL) – Tue 23 September 2025 COMMERCIO ESTERO – PRIMO SEMESTRE 2025
L’andamento generale
L’andamento del commercio mondiale nei primi sei mesi del 2025 ha mostrato una dinamica differenziata. Secondo le stime del CPB Netherlands Bureau for Economic Policy Analysis, si è registrata una crescita nominale globale vicina al 6%, trainata quasi esclusivamente dalla forte avanzata degli Stati Uniti, le cui importazioni hanno beneficiato di un picco eccezionale nel primo trimestre spiegabile in larga misura con la decisione da parte degli importatori di anticipare gli acquisti per evitare l’entrata in vigore dei dazi imposti sulle merci europee e asiatiche. Tale effetto sembra non replicabile e rischia di generare un rallentamento nei prossimi mesi. A fare da contraltare al boom statunitense è stata la performance della Cina, che ha registrato una flessione di circa il 3%, penalizzata dal rallentamento della domanda globale e dalle crescenti tensioni commerciali.
In questo scenario, secondo Istat, l’export italiano ha tenuto (+2,1% nel primo semestre del 2025). All’interno del quadro nazionale, la Toscana si è distinta con un’eccezionale performance, registrando un aumento dell’11,8%, tra i più marcati a livello nazionale. A guidare la crescita sono stati soprattutto i settori a elevato valore aggiunto, in primis la farmaceutica, che ha rappresentato il principale motore dell’espansione assieme ai metalli non ferrosi, con un’impennata dovuta in gran parte alle esportazioni di oro aretino.
L’ANDAMENTO DELL’EXPORT DELLA PROVINCIA DI LUCCA
Nei primi sei mesi del 2025 l’export dalla provincia di Lucca ha sfiorato i 2,8 miliardi di euro, segnando tuttavia una leggera flessione (-1,7%) rispetto al 2024 che era risultato un anno record con il miglior risultato di sempre. Il dato riflette andamenti contrastanti tra i principali settori economici del territorio. Tra i comparti in crescita spiccano ancora una volta la cantieristica navale, che si è confermata il primo settore per valore esportato, e il cartario, che nel complesso ha mostrato segnali di consolidamento. Buone performance anche per alcuni comparti della meccanica.
A trascinare in negativo il dato complessivo hanno contribuito invece la meccanica per impieghi speciali, l’olio e altri settori come il farmaceutico e il calzaturiero, che hanno registrato cali significativi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Anche le importazioni della provincia di Lucca, nello stesso periodo, hanno registrato una contrazione (-8,5%) con un valore complessivo di circa un miliardo e 190 milioni di euro.
Gli andamenti settoriali
Nei primi sei mesi del 2025 la cantieristica navale ha confermato il suo andamento positivo registrando un valore delle esportazioni di navi e imbarcazioni di 686 milioni di euro. Questa cifra rappresenta circa un quarto dell’export provinciale e supera il record raggiunto lo scorso anno. L’aumento delle vendite del 6,8% rispetto allo stesso periodo del 2024 ha contribuito per 1,5 punti percentuali alla crescita complessiva dell’export della provincia. Il Regno Unito conquista il primato tra i mercati di destinazione registrando un incremento del 55,7% e superando i 132 milioni di euro. In forte calo, invece, le esportazioni verso le Isole Cayman, scese al secondo posto e che hanno perso il 61% rispetto al 2024 pur mantenendo un valore rilevante di oltre 119 milioni di euro. Al terzo posto le Isole Marshall, con un valore di quasi 100 milioni di euro e una crescita del 167% rispetto all’anno precedente. Segue Malta, con un valore esportato di oltre 54 milioni di euro e un incremento del 669,2%. Il dato in aumento è risultato significativo anche per gli Stati Uniti (+40,6%, oltre 53 milioni di euro) e per la Francia (+625%, quasi 37 milioni in valore esportato). Le vendite verso Regno Unito, Isole Cayman e Isole Marshall hanno rappresentato oltre la metà delle esportazioni provinciali del settore.
Si confermano note favorevoli per l’export del comparto della carta e cartotecnica, salito a quota 642 milioni di euro (+3,6%) nei primi sei mesi del 2025.
Nel dettaglio, si è registrato un aumento del 3,6% per gli articoli di carta e di cartone, con un controvalore che ha superato i 390 milioni di euro. La Francia ha confermato il primato tra i mercati di destinazione con oltre 118 milioni di euro, nonostante un calo del 3,4% nel semestre. In crescita invece Germania (+4,3%, 57 milioni), Spagna (+9,9%, 23 milioni) e Austria (+13,2%, 18 milioni), mentre la Svizzera ha evidenziato una contrazione del 9,4% scendendo a 23 milioni. Da segnalare anche la forte crescita delle vendite nei Paesi Bassi (+27,6%), in Marocco (+132%) e negli Stati Uniti dove hanno superato i 3 milioni (+260%).
Invertendo la tendenza del primo semestre dello scorso anno, le esportazioni di pasta da carta, carta e cartone hanno superato i 251 milioni di euro nella prima metà del 2025, un valore in aumento del +3,7% (+9 milioni) rispetto al 2024. Tra i principali mercati di destinazione si segnala la Germania, primo partner con oltre 38,4 milioni di euro (+8,3%), seguita da una Polonia in forte crescita (+62,6%, 37 milioni di euro) che ha superato la Francia in flessione (-8,6%, 34,8 milioni). Tra i partner storici, sono risultati in crescita gli Stati Uniti (+24,1%) e la Grecia (+44,9%), mentre hanno segnato un calo marcato il Regno Unito (-13,7%) e Spagna (-6%).
Dopo la forte crescita dell’anno precedente, nella prima metà del 2025 l’export dell’industria meccanica nel complesso ha registrato una flessione dell’8,9%, scendendo a quasi 422 milioni di euro. Ciononostante, il settore ha conservato il terzo posto per valore delle esportazioni provinciali. Nel dettaglio settoriale, dopo una forte crescita nel 2024, le vendite estere di macchine per impieghi speciali, settore che include in gran parte macchinari per l’industria cartaria, hanno subito un calo del 17,3% nel primo semestre 2025. Questa flessione ha comportato una perdita di quasi 56 milioni di euro, con un valore totale di esportazione che si è assestato a 267 milioni di euro.
Tra i principali mercati di riferimento, gli Stati Uniti, che nella prima metà del 2024 avevano rappresentato il secondo mercato di destinazione con oltre 45 milioni di euro, hanno ridimensionato gli acquisti a circa 36,5 milioni (-19,1%). In netta controtendenza il Regno Unito che, con un export passato da 7,3 milioni a oltre 31,5 milioni di euro, è diventato il secondo mercato di sbocco per il comparto contribuendo alla crescita dell’export settoriale per 7,5 punti percentuali. A seguire la Francia che ha invece dimezzato la propria domanda nella prima metà del 2025 fermandosi a 26,3 milioni (-44,0%), dopo che nei primi sei mesi del 2024 aveva decuplicato gli acquisti rispetto all’anno precedente sfiorando i 47 milioni di euro. Tendenza simile per il Messico, che dopo il picco del 2024 (oltre 41 milioni) si è fermato a 20,2 milioni (-51,6%). In lieve calo la Germania (-2,9%). Ottima, invece, la performance del settore in Svezia, dove le vendite sono cresciute di oltre 19 milioni di euro, e in Spagna che è tornata a essere un mercato rilevante con oltre 14 milioni di euro.
Le macchine di impiego generale (motori, pompe, valvole, compressori e simili) hanno fatto registrare esportazioni per oltre 81,5 milioni di euro nel primo semestre 2025, segnando un aumento del 25,2% rispetto al medesimo periodo del 2024, con una crescita in valore assoluto di oltre 16 milioni. La Cina si è affermata come primo mercato di destinazione, con acquisti per 12,5 milioni di euro corrispondenti a un incremento del 245% rispetto all’anno precedente. La performance del settore è stata eccellente anche in Brasile, dove le vendite sono quintuplicate, raggiungendo i 9,9 milioni di euro e posizionando il Paese come secondo mercato di sbocco. Gli Stati Uniti, pur mantenendosi tra i principali mercati, hanno registrato un calo dell’11,4%, scendendo a 6,5 milioni di euro, affiancati da nuovi partner commerciali quali il Qatar, dove le esportazioni sono invece decuplicate. La Germania, partner storicamente rilevante, ha evidenziato un’inversione di tendenza positiva, con un incremento del 9,3% pur rimanendo al di sotto dei livelli di picco con 4,7 milioni di euro. In flessione invece la Spagna, che ha perso il 31,6% del valore esportato, scendendo a 4,5 milioni di euro, e l’Arabia Saudita in flessione del 51,9% attestandosi a 2,2 milioni di euro. L’andamento complessivo testimonia una significativa diversificazione dei mercati di destinazione, con un’espansione marcata in aree non tradizionali a fronte di una leggera contrazione in altre maggiormente consolidate.
Con riferimento alle altre macchine per impiego generale (forni, macchine per sollevamento, utensili portatili a motore, refrigeratori non domestici, etc.), si segnala una lieve flessione delle vendite nel primo semestre del 2025, con un calo dello 0,6% rispetto allo stesso periodo del 2024, per un valore esportato vicino ai 71 milioni di euro. La Germania si è confermata il primo mercato di sbocco, nonostante una contrazione del 13%, con un valore di 10,8 milioni di euro, seguita dagli Stati Uniti interessati invece da una crescita significativa, con quasi 9,7 milioni di euro (+178,4% rispetto al 2024). Tra i mercati in forte espansione si segnala la Polonia, che ha quadruplicato gli acquisti superando i 9 milioni di euro. La flessione è risultata significativa, invece, per le esportazioni verso la Turchia (-70%), che ha perso oltre 6,5 milioni di euro.
I principali settori esportatori della provincia di Lucca – I semestre 2025 Valori assoluti in euro, var. % e contributi % alla crescita Settori di attività Valori assoluti in euro Quota % Var. % Contributo %
Fonte: Elaborazioni Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest -ISR su dati Istat (dati provvisori)
Per i medicinali e preparati farmaceutici la contrazione delle vendite estere è stata netta nella prima parte del 2025 rispetto la 2024 (-11,5%; per un valore complessivo attestato a 81,8 milioni di euro). Sul rallentamento hanno inciso soprattutto la flessione delle esportazioni verso Messico (-50,9%), Turchia (-50,8%) e Libia (-99,2%). In controtendenza, si segnalano forti aumenti delle vendite in Iran (+265,8%), che è risultato il principale paese di sbocco nel semestre con oltre 20 milioni di euro, e in Canada (+9 milioni), Brasile (+2,6 milioni) ed Emirati Arabi Uniti (+2,1 milioni).
Da segnalare, tra i settori in contrazione, anche quello degli oli e grassi, sceso a 160 milioni di euro di export segnando una diminuzione del 16,8%, pari a oltre 32 milioni in meno rispetto all’anno precedente. Gli Stati Uniti, pur avendo conservato il primo posto tra le destinazioni commerciali del settore con quasi 76 milioni, hanno mostrato un calo dell’8,6% (-7 milioni). In forte flessione anche le vendite nel Regno Unito, scese del 19,3% a complessivi 30 milioni di euro. Anche altri mercati tradizionalmente importanti come Germania e Russia evidenziano diminuzioni, rispettivamente del 20% e 24%, confermando un trend generale di contrazione per le esportazioni del settore.
In diminuzione, nel primo semestre, anche le vendite di cablaggi e apparecchiature di cablaggio (-4,3%) scese a quota 163 milioni di euro, delle calzature (-9,2%, 59 milioni di euro) e, in misura meno rilevante, degli articoli in materie plastiche (-0,8%, 53 milioni di euro).
All’insegna della crescita, invece, l’export dei Metalli di base preziosi e altri metalli non ferrosi, che ha raggiunto un valore complessivo di oltre 133 milioni di euro, registrando un aumento del 3,1% rispetto al 2024 (+3,9 milioni di euro). La Francia è divenuta il primo mercato di destinazione con 31,9 milioni di euro, nonostante un calo del -12,9%. A seguire la Germania (29,8 milioni, -23,7%) e la Svizzera in controtendenza con una crescita del +6,4% per 14,3 milioni di vendite. Crescite significative anche per Regno Unito (+284%), Repubblica Ceca (+147,6%) e Paesi Bassi (+153,3%). Nel complesso il settore mostra una tenuta, con buone performance in mercati europei selezionati nonostante la flessione di alcuni partner storici.
I mercati di destinazione
La Francia è ancora la prima destinazione dei prodotti lucchesi concentrando il 14,2% dell’export provinciale. Le vendite nel paese d’oltralpe sono risultate tuttavia in diminuzione del 5% e scese a 394 milioni di euro dai 415 del pari semestre 2024.
In marginale crescita le vendite negli Stati Uniti (+0,4%, oltre 271 milioni di euro) che hanno conquistato la seconda posizione tra i partner commerciali della provincia di Lucca. Le vendite nel Regno Unito hanno invece segnato un forte aumento (+28,7%, 264 milioni di euro) superando quelle verso la Germania (240 milioni) che ha perso il 3,3% risentendo ancora della recessione che la sta interessando. L’export verso le Isole Cayman (-60%) è influenzato dal periodo di consegna e fatturazione dei natanti, così come quello verso le Isole Marshall (+167%) e verso Malta (381,9%). Sono cresciute le vendite in Spagna (+7,2%), Polonia (+44,9%) e Belgio (+13,2%).
I principali paesi di destinazione delle esportazioni della provincia di Lucca – I semestre 2025
Valori assoluti in euro, var. % e contributi % alla crescita Settori di attività Valori assoluti in euro Quota % Var. % Contributo %
Fonte: Elaborazioni Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest -ISR su dati Istat (dati provvisori)
L’ANDAMENTO DELL’EXPORT DELLA PROVINCIA DI MASSA-CARRARA
L’andamento generale
I dati relativi al primo semestre 2025 hanno evidenziato un calo del 6% delle esportazioni della provincia di Massa-Carrara rispetto allo stesso periodo del 2024. In termini assoluti, la flessione è stata di oltre 69 milioni di euro portando il valore complessivo dell’export a circa 1 miliardo e 80 milioni. Va tuttavia sottolineato che, come spesso accade nel territorio apuano, il risultato complessivo è fortemente condizionato dal comparto della meccanica, che rappresenta più della metà del totale delle vendite estere provinciali. Il settore è caratterizzato da un andamento altalenante, strettamente collegato al ciclo di fatturazione di grandi commesse. Nei primi sei mesi del 2025, infatti, la meccanica ha mostrato performance differenziate tra i vari segmenti, con alcuni comparti in netta contrazione.
Anche sul fronte delle importazioni il dato si è confermato negativo ed il valore degli acquisti è passato dai 559 milioni di euro del primo semestre 2024 ai 501 milioni dello stesso periodo del 2025, per una diminuzione del 10,3%.
Gli andamenti settoriali
Dopo il rallentamento registrato nel primo semestre 2024, le vendite all’estero di macchine di impiego generale (turbine, pompe, accessori ed altro) hanno segnato un marcato rimbalzo nel primo semestre 2025, raggiungendo i 340 milioni di euro grazie a un balzo dell’86% (+157 milioni di euro). La forte crescita è stata trainata dalle vendite in Corea del Sud, che hanno sfiorato i 100 milioni di euro, portando il paese asiatico a diventare il primo mercato di sbocco del comparto nel semestre. A seguire il Qatar, che con 45 milioni di euro è tornato a superare i valori del 2023, e gli Stati Uniti (43 milioni, +251%) terzo mercato per valore esportato. Ottime performance anche negli Emirati Arabi Uniti (33 milioni), Singapore (18,7 milioni) e India (18,3 milioni), che hanno registrato aumenti a tripla cifra, rafforzando la presenza del comparto nei mercati asiatici e mediorientali. Infine, le vendite in Norvegia si sono fermate a 15 milioni, la metà del valore registrato un anno fa.
Per contro, le altre macchine di impiego generale, che includono macchinari e apparecchiature destinate all’industria chimica, petrolchimica e petrolifera, hanno registrato un marcato rallentamento nel primo semestre 2025, fermandosi a quasi 75 milioni di euro. Si tratta di una flessione di oltre 335 milioni di euro in valore assoluto rispetto al pari periodo del 2024, corrispondente a un severo calo dell’81,8%. Tale crollo è riconducibile per la quasi totalità alla drastica contrazione delle esportazioni verso gli Stati Uniti, che nel primo semestre 2025 sono scese sotto i 10 milioni di euro dai 384 milioni di euro del primo semestre 2024 (-97,6%). Analoga tendenza per l’Arabia Saudita, che ha registrato un crollo del 96,7% perdendo quasi 10 milioni di euro rispetto allo scorso anno e azzerando di fatto gli acquisti di tali beni dalla provincia apuana. Allo stesso tempo, si segnalano alcune performance molto positive su mercati emergenti e meno consolidati. In particolare, l’export verso Singapore ha raggiunto i 16,3 milioni di euro, seguito dagli Emirati Arabi Uniti con oltre 15,4 milioni di euro. Bene anche le vendite in Uzbekistan, che hanno superato i 9,6 milioni di euro, in Brasile (8,3 milioni) e in Algeria (4,3 milioni). Nel complesso il semestre si è quindi chiuso con una brusca inversione di tendenza rispetto all’anno precedente, riflettendo un ridimensionamento legato principalmente i cicli di fatturazione di grandi commesse, specie nei mercati tradizionalmente più strutturati.
Lieve calo anche per le vendite estere di macchine per la formatura dei metalli, il cui export è sceso a 15,3 milioni di euro, registrando una flessione del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La crescita è stata invece netta (+30,4%) per l’export delle altre macchine per impieghi speciali.
I principali settori esportatori della provincia di Massa-Carrara – I semestre 2025 Valori assoluti in euro, var. % e contributi % alla crescita Settori di attività Valori assoluti in euro Quota % Var. % Contributo %
Fonte: Elaborazioni Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest -ISR su dati Istat (dati provvisori)
Il comparto lapideo, che con 300 milioni di euro nel complesso rappresenta il 26,4% dell’export della provincia di Massa-Carrara, ha segnato una diminuzione delle vendite oltre frontiera delle merci sia grezze che lavorate. Nel dettaglio, nel primo semestre 2025 le esportazioni di pietre tagliate, modellate e finite (marmo lavorato) si sono attestate a 194 milioni di euro, registrando una flessione del 4,1% rispetto allo stesso periodo del 2024. Il mercato statunitense continua a rappresentare un punto di forza per il settore: le vendite verso gli USA, che da sole assorbono oltre la metà dell’export del comparto, sono salite a 101 milioni di euro, in crescita di oltre 14 milioni rispetto al 2024, per un incremento del 16,4%, contribuendo da sole per 7 punti percentuali alla tenuta dell’export del comparto. In netta controtendenza, invece, l’Arabia Saudita che ha decisamente rallentato dopo il picco registrato nel 2024: le esportazioni sono scese a 16,9 milioni di euro, con una perdita di oltre 7 milioni di euro per una flessione del 29,7%. Tra gli altri mercati di rilievo, nel semestre si segnalano gli Emirati Arabi Uniti tornati a crescere (+3,1%) con quasi 15 milioni, mentre il Regno Unito è lievemente calato (-3,6%) scendendo sotto i 7 milioni di euro insieme all’Australia che ha invece segnato una flessione significativa (-32,3%).
Tendenze contrastanti per il comparto estrattivo (pietra, sabbia e argilla), che nella prima metà del 2025 ha registrato una flessione delle esportazioni del 6,7%, fermandosi a 91 milioni di euro. La Cina, principale mercato di destinazione dei blocchi estratti con oltre 51 milioni di euro, ha segnato un lieve aumento (+0,6%). A seguire l’India, con 7,6 milioni in calo del 20,3%, e l’Arabia Saudita (3,3 milioni) che è scesa del 14,4%. Gli Stati Uniti e l’Indonesia hanno segnato contrazioni superiori al 50%, mentre in positivo si sono distinte Francia (2,5 milioni, +7,4%) e Siria (1,3 milioni).
Nella filiera lapidea è da evidenziare la crescita del 14,8% dell’export di prodotti abrasivi, che da gennaio a giugno 2025 hanno realizzato vendite estere per oltre 8,5 milioni di euro.
Il comparto della chimica ha registrato risultati differenziati al suo interno. I prodotti chimici di base hanno invertito la dinamica positiva dello scorso anno flettendo sensibilmente (37,3%, -11 milioni di euro) e fermandosi poco oltre i 19 milioni di euro. I principali mercati di sbocco, tutti in calo ad eccezione dell’Austria (+22%), sono risultati Germania, Stati Uniti, Finlandia e Cina. In controtendenza gli altri prodotti chimici che, con quasi 86 milioni di euro di esportazioni nel semestre, hanno conseguito un aumento del 2,3%. La Germania, primo partner commerciale con 35 milioni, ha segnato un aumento del 2,3%, mentre la Francia ha ridotto gli acquisti del 16,3% fermandosi a quota 14,5 milioni. In recupero la Turchia, mentre tra i mercati emergenti è avanzato l’Azerbaigian (2,3 milioni per entrambi).
Tra i settori di specializzazione si evidenzia la forte crescita della nautica da diporto, con l’export salito a oltre 135 milioni di euro nel primo semestre 2025 rispetto ai 23 milioni del pari periodo 2024. Si tratta di un incremento dovuto alla consegna di natanti nelle Isole Cayman che ha apportato un contributo di quasi 9,8 punti percentuali alla crescita complessiva dell’export provinciale. Come spesso accade nel settore della cantieristica navale, la forte variabilità legata ai cicli di produzione e fatturazione può determinare oscillazioni significative nei valori annuali parziali.
I mercati di destinazione
Gli Stati Uniti, con un’incidenza del 16,1% sul totale, seguiti dalle Isole-Cayman con il 12,2% e dalla Corea del Sud con il 9,4%, rappresentano i principali mercati di sbocco per le aziende apuane.
Le rispettive dinamiche sono risultate però diverse, con gli Stati Uniti scesi dagli oltre 500 milioni di euro del primo semestre 2024 ai 174 milioni del pari periodo 2025 (-65,2%) per una consistente flessione della meccanica legata al completamento di grandi commesse del settore, mentre le Isole-Cayman sono balzate al secondo posto con quasi 132 milioni di euro grazie alle vendite di natanti. Seguono, grazie ai forti incrementi degli acquisti di meccanica dalla provincia apuana, la Corea del Sud (101 milioni), gli Emirati Arabi Uniti (65 milioni), la Cina (60 milioni) e il Qatar (49 milioni). Anche le vendite in Cina hanno segnato una forte flessione (-41,3%) legata alle dinamiche del comparto meccanico.
I principali paesi di destinazione delle esportazioni della provincia di Massa-Carrara – I semestre 2025
Valori assoluti in euro, var. % e contributi % alla crescita Paesi Valori assoluti in euro Quota % Var. % Contributo %
Fonte: Elaborazioni Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest -ISR su dati Istat (dati provvisori)
L’ANDAMENTO DELL’EXPORT DELLA PROVINCIA DI PISA
L’andamento generale
Nel primo semestre del 2025, l’export della provincia di Pisa ha registrato una flessione, proseguendo il rallentamento iniziato l’anno precedente dopo un periodo di crescita costante. Le esportazioni si sono attestate a circa 1 miliardo e 740 milioni di euro, segnando un calo del 4,0% rispetto agli oltre 1,8 miliardi registrati nello stesso periodo del 2024. Il traguardo record degli oltre 2 miliardi di euro raggiunto nella prima metà del 2023 appare ormai distante, a testimonianza di una fase complessa per l’economia locale. Il dato negativo riflette infatti le difficoltà che stanno attraversando diversi settori chiave dell’economia pisana. Hanno inciso in particolare le contrazioni nei comparti dei cicli e motocicli (che rappresentano oltre il 22% delle esportazioni provinciali), del cuoio, delle macchine di impiego generale, dei prodotti chimici di base, delle calzature, dei mobili e delle macchine per la lavorazione dei metalli.
A fronte di questo quadro generale in negativo, solo pochi comparti hanno mostrato significativi segnali di crescita: tra questi i medicinali e preparati farmaceutici, le altre macchine di impiego generale, gli articoli di abbigliamento e i prodotti alimentari. Il loro peso relativamente contenuto sul totale dell’export, tuttavia, non è riuscito a compensare le diminuzioni dei settori più internazionalizzati.
Anche in relazione alle importazioni, la provincia di Pisa ha segnato una diminuzione del 3,6% rispetto al primo semestre del 2024, con un controvalore attestato a un miliardo e 150 mila euro.
Gli andamenti settoriali
Nel contesto di rallentamento complessivo dell’export provinciale pisano nel primo semestre del 2025, ha trovato conferma la tendenza negativa già avviata nel 2024 anche per il comparto dei cicli e motocicli, che resta comunque il primo settore per valore assoluto. Le esportazioni del comparto si sono attestate a 388 milioni di euro, diminuendo del 14,8% rispetto ai 455 milioni del 2024. Una contrazione che ha pesato decisamente sulla performance complessiva dell’export pisano, contribuendo da sola in negativo per 3,7 punti percentuali al risultato generale.
La flessione registrata ha interessato numerosi mercati chiave, sia europei che extraeuropei. La Germania, pur rimanendo il principale paese di destinazione con oltre 95 milioni di euro di esportazioni, ha segnato un calo del 12,6%, corrispondente a circa 13,8 milioni di euro. Molto intensa anche la contrazione delle vendite in Francia, arrivata al 21% per oltre 10 milioni di euro di export in meno rispetto al 2024. Gli Stati Uniti, che nel 2024 rappresentavano il secondo mercato di sbocco del settore, hanno visto una flessione del 39,7%, pari a quasi 20 milioni di euro in meno. In forte diminuzione anche le vendite verso la Spagna (-9,4%), terzo mercato di sbocco, la Turchia (-44,1%), il Canada (-43,2%) e la Svezia (-94,4%). Non sono mancati però alcuni segnali positivi: si sono rilevate buone crescite nelle vendite in Austria (+6,9%), divenuta il quarto mercato di destinazione, Grecia (+11,7%), Polonia (+16,4%), Belgio (+8,1%) e Croazia (+8,0%).
La crisi del sistema moda toscano continua a farsi sentire anche nel territorio pisano, anche se alcuni segnali confortanti sono pervenuti dal settore abbigliamento. Nel primo semestre del 2025 l’export del cuoio pisano ha evidenziato una contrazione del 4,2% rispetto allo stesso periodo del 2024. In termini assoluti la diminuzione è stata pari a circa 12,5 milioni di euro. I principali partner commerciali sono risultati ancora Francia e Spagna, che insieme assorbono quasi il 39% del valore esportato. La Francia ha mantenuto un andamento moderatamente positivo (+1,6%) raggiungendo i 74 milioni di euro. La Spagna, invece, ha mostrato una flessione netta (-8,1%), perdendo oltre 3 milioni e attestandosi a quota 36,4 milioni di euro. Sono diminuite le vendite in Cina (-39,5%), che nel primo semestre 2025 ha perso oltre 8,4 milioni di euro rispetto all’anno precedente. In calo anche Vietnam (-9,9%), Hong Kong (-14,5%), Regno Unito (-29%), India (-15,1%), Romania (-13,8%) e Svizzera (-43,4%). Tra i mercati in crescita si segnalano il Portogallo (+8,4%, 20 milioni) e la Germania (+17,1%) che ha sfiorato i 19 milioni di euro. Degno di nota, infine, il forte sviluppo in Indonesia dove le vendite sono passate da circa 1 milione a oltre 2,5 milioni di euro.
I principali settori esportatori della provincia di Pisa – I semestre 2025
Valori assoluti in euro, var. % e contributi % alla crescita
Settori di attività Valori assoluti in euro Quota % Var. % Contributo %
Fonte: Elaborazioni Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest -ISR su dati Istat (dati provvisori)
* Motocicli, motoveicoli, loro motori e accessori, biciclette, veicoli per invalidi.
** Il settore è composto prevalentemente da cuoio e pelli gregge
Rimanendo nel sistema moda, l’export di calzature pisane nel primo semestre 2025 è diminuito sensibilmente scendendo a 57,2 milioni di euro dai 63,9 milioni del 2024 e agli 80,6 milioni del 2023. La flessione su base annua è stata del 10,4% e la perdita cumulata rispetto a due anni prima del 29%. Il dato è stato determinato da una flessione delle vendite sui principali mercati di sbocco: la Francia, nonostante una contrazione del 9,8% su base annua, è ancora il primo mercato di sbocco per le calzature pisane, con un controvalore di 11,4 milioni di euro, gli Stati Uniti sono scesi di quasi 1,9 milioni di euro rispetto all’anno precedente (-18,4%) fermandosi a 8,3 milioni, e la Germania (-19,4%) ha ridotto gli acquisti a 7,5 milioni. In forte calo anche il Regno Unito, che ha più che dimezzato gli acquisti passando da 2,4 milioni a 1,4 milioni di euro (-42,7%). I Paesi Bassi, secondo mercato di destinazione, hanno invece mostrato un trend in controtendenza con una crescita del +2,8% a quota 9,8 milioni di euro.
Sono andate decisamente meglio le cose per l’abbigliamento, le cui vendite estere sono aumentate del 54,3%, dopo il crollo del 47,3% registrato nel primo semestre del 2024, passando da 32 a quasi 50 milioni di euro e contribuendo alla crescita provinciale per un punto percentuale. Tra i mercati principali di sbocco, la Francia si è confermata primo partner commerciale con oltre 12,5 milioni di euro di esportazioni, in aumento del 35,9% rispetto al 2024. A seguire gli Stati Uniti, che pur registrando una buona ripresa (+12,9%, 7,9 milioni) sono rimasti ancora sotto i livelli del 2023. Ottima performance per Hong Kong (+31,2%), per il Regno Unito (+59%) e soprattutto per il Giappone, dove l’export è più che quadruplicato passando da circa 483 mila euro a oltre 2,2 milioni. L’Arabia Saudita si è distinta come uno dei mercati emergenti più dinamici, con un balzo da 144 mila euro a oltre 2,1 milioni.
Dopo la flessione del 2024, che aveva segnato un rallentamento generalizzato rispetto agli anni di forte crescita del periodo pandemico, i primi sei mesi del 2025 vedono una netta inversione di tendenza per l’export pisano del comparto farmaceutico. Le esportazioni hanno raggiunto i 134,5 milioni di euro, in aumento di quasi 29,6 milioni rispetto allo stesso periodo del 2024, per un incremento del 28,1%. L’Austria ha rafforzato il primato tra le destinazioni commerciali, con un balzo del 50,3% e un controvalore di oltre 109 milioni di euro, recuperando ampiamente il calo registrato nell’anno precedente e contribuendo per più di un terzo alla crescita complessiva del comparto. La Spagna, seconda destinazione in valore, ha segnato invece un brusco rallentamento (-36,9%) scendendo a quasi 12 milioni di euro.
Pesante battuta d’arresto per il comparto dei prodotti chimici e fertilizzanti, che nei primi sei mesi del 2025 ha registrato un calo dell’export del 28,8% su base annua, per un controvalore complessivo sceso a 57,8 milioni di euro. Il settore ha perso oltre 23 milioni di euro di esportazioni, con una dinamica negativa che ha interessato la quasi totalità dei principali mercati. A incidere in negativo sono state in particolare le flessioni delle vendite verso i tre maggiori partner europei: in primis la Spagna, primo mercato di sbocco, che ha registrato una flessione del 35,8% (-7,1 milioni), seguita dalla Francia (-18,8%) e dalla Germania (-38,4%). In significativo calo anche le esportazioni verso Polonia (-29,8%) e Cina (-34,8%), che negli ultimi anni avevano invece mostrato una certa dinamicità.
Nella meccanica ha trovato conferma la fase di rallentamento delle macchine di impiego generale, terzo comparto pisano per vendite estere. Nei primi sei mesi del 2025 le esportazioni complessive sono scese a poco più di 165 milioni di euro, in calo del 9,4% rispetto al pari periodo dell’anno precedente, con una diminuzione di oltre 17 milioni di euro. Il rallentamento è attribuibile in larga parte alla debolezza della domanda nei mercati europei tradizionali, a partire dalla Germania, prima destinazione del comparto, che è scesa a 35,6 milioni di euro dai 48,7 dell’anno precedente, registrando una flessione del 26,7%. In calo anche la Francia (-15,5%), secondo mercato di riferimento con quasi 25 milioni, la Corea del Sud (-38,6%), la Romania (-34,5%), e il Messico (-6,3 milioni) che negli ultimi anni aveva rappresentato un’importante destinazione per la meccanica pisana. In controtendenza si segnala la performance positiva dell’export verso la Cina, cresciuto a quota 15 milioni (+9 milioni), e dell’Ungheria (11,4 milioni) che ha quasi raddoppiato gli acquisti pisani nel periodo. Anche dagli Stati Uniti è arrivato un segnale positivo, con le esportazioni tornate a crescere (+5,3%) dopo il forte calo registrato lo scorso anno.
Sono andate decisamente male, nella prima metà del 2025, le vendite del settore dell’arredamento pisano rispetto all’anno precedente. Le esportazioni complessive sono diminuite del 18,3%, con una perdita di oltre 9,5 milioni di euro. A incidere maggiormente sulla flessione è stato il forte ridimensionamento delle vendite in Francia, dove si è registrato un calo di quasi 2,5 milioni di euro (-37,8%) che ha fatto scivolare il Paese al secondo posto tra i partner commerciali. In forte calo anche gli altri principali mercati di destinazione, con significative diminuzioni in Russia (-31,3%), Regno Unito (-32,1%) e Turchia (-54,6%). Sono invece aumentate le vendite negli Stati Uniti (+10%), primo mercato con oltre 4,8 milioni di euro, e negli Emirati Arabi Uniti, saliti oltre i 2,2 milioni (+52,9%).
L’export di bevande pisane, principalmente vino, ha continuato a crescere anche nel primo semestre del 2025 segnando un incremento del 3,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e raggiungendo un valore complessivo di oltre 36,5 milioni di euro. Gli Stati Uniti hanno confermato la prima posizione tra i mercati di sbocco con oltre 11 milioni e 700mila euro e una variazione positiva dell’1,8% rispetto al 2024. Seguono i Paesi Bassi, in calo del 10% a quota 3,2 milioni, e la Svezia stabile a 2,8 milioni. Il Regno Unito ha registrato una crescita molto elevata nel semestre, con esportazioni quintuplicate rispetto all’anno precedente che hanno superato i 2,6 milioni di euro. Risultati positivi anche in Svizzera e Giappone, mentre alcuni mercati consolidati quali Finlandia (-25,7%) e Germania (-38,3%) hanno mostrato segnali di rallentamento.
I mercati di destinazione
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