(AGENPARL) - Roma, 18 Settembre 2025 - (AGENPARL) – Thu 18 September 2025 Comunicato Stampa
Sclerosi multipla:
diagnosi più rapide, più accurate e basate su evidenze biologiche.
Pubblicati su Lancet Neurology i nuovi criteri McDonald
Sono stati aggiornati i criteri McDonald per la diagnosi di sclerosi multipla, con importanti novità che permettono di identificare la malattia in fase ancora più precoce.
Roma, 18 settembre 2025 – I nuovi criteri McDonald per la diagnosi della sclerosi multipla, appena pubblicati sulla rivista The Lancet Neurology, segnano un cambiamento profondo nella pratica clinica. Le revisioni si articolano in tre ambiti principali: il rafforzamento delle basi biologiche della malattia, la semplificazione del percorso diagnostico e l’aumento della precisione nella diagnosi.
Con i nuovi criteri è riconosciuta la possibilità di diagnosticare la sclerosi multipla anche in presenza della Sindrome Radiologicamente Isolata (RIS) osservata in persone senza sintomi clinici tipici della malattia ma che presentano danni alla sostanza bianca del sistema nervoso centrale rilevate attraverso risonanza magnetica (RM).
Inoltre, non è più necessario dimostrare che le lesioni si siano formate in momenti diversi (la cosiddetta “disseminazione nel tempo” DIT). Ora è sufficiente rilevare lesioni in almeno due delle cinque aree principali del sistema nervoso centrale, (disseminazione nello spazio – DIS).
Il nervo ottico misurato con tomografia a coerenza ottica (OCT) per valutarne lo spessore, entra ufficialmente tra le sedi anatomiche considerate per la diagnosi.
Inoltre, viene introdotta la misurazione sul liquido spinale delle catene leggere kappa (kFLCs),
Nei pazienti sopra i 50 anni, con fattori di rischio vascolare (come ipertensione, diabete, colesterolo alto, fumo o disturbi da cefalea), è consigliato l’uso di criteri aggiuntivi per confermare la diagnosi. Anche nei bambini e negli adolescenti, per garantire una diagnosi corretta, sono indicati esami di laboratorio supplementari.
Le nuove modifiche ai criteri McDonald, che ampliano quelli del 2017, puntano a ridurre ulteriormente i tempi di diagnosi: da una media di quattro anni nel 2001, a pochi mesi oggi. I criteri, riferimento internazionale dal 2001, vengono aggiornati con indicazioni specifiche per bambini e adulti over 50, semplificando l’interpretazione degli esami — in particolare della risonanza magnetica — e introducendo strumenti diagnostici più economici e meno invasivi, utili anche nei contesti con risorse limitate.
L’aggiornamento è frutto del lavoro di un comitato internazionale di 56 esperti da 16 paesi, con competenze multidisciplinari. Oltre ai dati scientifici, il gruppo ha considerato anche ciò che conta davvero per chi vive la malattia: ridurre l’incertezza, migliorare l’accesso alle cure e valorizzare la qualità della vita.
Il lavoro è stato coordinato dal International Advisory Committee on Clinical Trials in Multiple Sclerosis, (Comitato Consultivo internazionale per i trial clinici nella SM) di cui AISM con la sua Fondazione FISM fa parte, organismo scientifico sostenuto dalla National Multiple Sclerosis Society (USA) e da ECTRIMS (European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis).
Sono 2,8 milioni le persone con sclerosi multipla nel mondo. In Italia, la malattia colpisce oltre 144.000 persone, con una nuova diagnosi ogni tre ore. È la prima causa di disabilità neurologica nei giovani adulti dopo i traumi, e colpisce soprattutto le donne, con un’incidenza doppia rispetto agli uomini.
AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla e la sua Fondazione FISM accolgono con favore l’aggiornamento dei criteri McDonald e si impegnano a favorire l’adozione consapevole dei nuovi criteri nella pratica clinica italiana, attraverso iniziative di formazione, confronto e collaborazione con i professionisti sanitari, affinché ogni persona possa accedere a una diagnosi chiara tempestiva e accurata, ovunque si trovi.
“I nuovi criteri rappresentano un cambiamento concreto nella diagnosi della sclerosi multipla: sono più sensibili e permettono un accesso più rapido alle cure, soprattutto nei casi più gravi. Resta fondamentale il ruolo del clinico, che interpreta i dati e distingue la SM da altre patologie simili. Una diagnosi tempestiva consente di iniziare subito i trattamenti efficaci, migliorando in modo significativo il decorso della malattia e offrendo alle persone la possibilità di affrontarla con maggiore consapevolezza per il proprio futuro”, dichiara il Prof. Mario Alberto Battaglia Presidente di FISM la fondazione di AISM.
“Come AISM, ci impegniamo affinché questi aggiornamenti vengano recepiti nella pratica clinica italiana, perché ogni giorno perso nella diagnosi è un giorno perso nella possibilità di prevenire la progressione di malattia”, dichiara Paola Zaratin, Direttore della Ricerca Scientifica di AISM/FISM.
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