(AGENPARL) - Roma, 15 Settembre 2025 - (AGENPARL) – Mon 15 September 2025 CONTI PUBBLICI, TURCO (M5S): CON MELONI CRESCITA A PICCO E DEBITO SU
NOTA STAMPA
*CONTI PUBBLICI, TURCO (M5S): CON MELONI CRESCITA A PICCO E DEBITO SU*
Roma, 15 settembre. “E’ sempre più avvilente assistere alle dimostrazioni di incompetenza economica di ministri e componenti della maggioranza. Nella più totale confusione e disperazione, oggi alcuni esponenti del partito della premier, e un ministro, prendono una pubblicazione periodica della Banca d’Italia, che esce ogni mese, per ‘festeggiare’ la diminuzione del debito pubblico a luglio 2025 in termini assoluti e solo rispetto al mese precedente. Quella di Bankitalia è una pubblicazione periodica, ma poi bisogna guardare al quadro d’insieme. E qui siamo al solito abominio economico di Fdi, visto che, come emerge dalle stesse previsioni economiche del Governo nell’ultimo Documento di finanza pubblica, con Meloni e Giorgetti il debito pubblico in rapporto al Pil è dato in crescita dal 134,6% del 2023 al 135,3% del 2024 al 136,6% del 2025 e al 137,6% del 2026. Cosa ci sia da festeggiare in una piccola diminuzione del debito in termini assoluti e congiunturali, cioè mese su mese dello stesso anno, è un mistero che solo gli economisti-alchimisti di Fratelli d’Italia custodiscono gelosamente. In realtà da quando Meloni è al Governo, manovra dopo manovra e legge di bilancio dopo legge di bilancio, il debito aumenta di continuo: non solo in termini assoluti, con il record storico del tetto dei 3mila miliardi sfondato, ma proprio in rapporto al Pil. E aumenta non perché ci sono i crediti d’imposta edilizi da smaltire, secondo lo stancante e mistificante storytelling governativo, ma perché con Meloni e Giorgetti la crescita del Pil è stata letteralmente azzerata. Ai colleghi di centrodestra fa male, ce ne rendiamo conto, ma la scorsa settimana la Bce ha previsto per l’Eurozona una crescita del Pil dell’1,2% nel 2025, mentre il nostro Governo prevede la miseria di un +0,6%, se tutto va bene. In pratica noi, con Meloni e Giorgetti, cresciamo a ritmi dimezzati rispetto al resto della zona euro e siamo dietro a tutti i principali Paesi. Concludiamo con l’Istat, anch’esso citato a sproposito dalla maggioranza, che in verità nell’ultima rilevazione sui conti trimestrali ha certificato il -0,1% della crescita del Pil nel secondo trimestre 2025, a causa dei consumi piatti. Poi è chiaro che se un Governo taglia la spesa sociale, punta all’avanzo primario a ritmi martellanti, persegue la moderazione salariale, vara un piano di privatizzazioni e sostiene cordate finanziarie nel risiko bancario, come fatto da Meloni e Giorgetti nell’affaire Mps-Mediobanca, l’agenzia di rating di turno di dà in bel bacio in fronte. Purtroppo a non tornare sono i conti degli italiani, non quelli di Giorgetti, Moody’s o Mps-Mediobanca”. Lo comunica in una nota il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5S e coordinatore del Comitato economia, lavoro, impresa.
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Ufficio Stampa Parlamento
Movimento 5 Stelle
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