(AGENPARL) - Roma, 10 Settembre 2025 - (AGENPARL) – Wed 10 September 2025 **Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano**
Comunicato del 10/09/2025, ore 15:52
Nota ai media!
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I lavori del plenum vengono trasmessi in diretta sulla homepage www.consiglio-bz.org e sul canale YouTube del Consiglio provinciale. Su quest’ultimo è possibile interrompere lo streaming per rivedere i passaggi precedenti, in caso di interesse a specifici interventi. Alla pagina web www.consiglio-bz.org/it/filmati-delle-sedute-del-consiglio è disponibile invece, di norma dal giorno successivo alle riprese, una riproduzione strutturata delle stesse, con la possibilità di cercare e selezionare la discussione su un determinato atto e gli interventi dei singoli consiglieri/delle singole consigliere.
Consiglio
Lavori Consiglio: Vaccinazione Covid 19 -2, assistenza all’infanzia
**Mozione di Vita e Gruppo verde. **
Franz Ploner (Team K) ha riferito che la mozione è molto ampia e la sua lettura non molto semplice, e aggiunto di aver esaminato ciò che diverse istituzioni in Europa affermavano riguardo al vaccino contro il Covid. Uno studio del 2024 dice che non c’è rischio elevato di malformazioni gravi, quindi va detto che il vaccino è sicuro. In quanto alla società americana competente, non accetta quanto detto da Holzeisen: la scienza non è cambiata, e un’infezione da Covid 19 può avere conseguenze nefaste in gravidanza.
Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha fatto riferimento alla riduzione dle tasso di natalitá citato da Holzeisen e chiesto al presidente Kompatscher, se tale riduzione è sopra la media, come egli ne pensa.
Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia) ha sostenuto che ció che non è stato rispettato nella vicenda Covid è il principio di precauzione, che non attiene alle istituzioni come il Ministero po quelle che decidono i protocolli, ma alla profesisonalitá di ciascun operatore sanitario: ogni medico agisce per scienza e coscienza e attenendosi a questo principio, ma nessun principio di precauzione è stato rispettato. Quando è dimostrato che qualunque intervento farmacologico in gravidanza ha azione diretta sul feto, si parla di introdurre nel metabolismo fetali farmaci che alterano la produzione delle proteine, che è fondamentale. Paradossale è quindi che, mentre viene sconsigliata l’assunzione di qualsiasi farmaco, si permetta di immettere tali sostanze nel circuito materno-fetale. In questa circostanza, la scienza è stata fortemente sottomessa alla politica e agli interessi delle case farmaceutiche.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ricordato l’insicurezza causata, durante la pandemia, da informazioni contrastanti. Ci si può certamente formare un’opinione sull’argomento anche qui in Consiglio provinciale, ma non si possiede una competenza tecnica specifica. In merito alla raccomandazione della CDC arrivata, sarebbe interessante conoscere la valutazione dell’assessore competente. In fondo, la competenza degli esperti nasce da conoscenze scientifiche e non da un capriccio.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher,, premettendo che replicava lui poiché la mozione riguarda la protezione civile, e ha affermato, tra l’altro, che per la mozione vengono utilizzati studi che non hanno la qualità necessaria, ma anche studi che provengono da fonti affidabili, ma da cui vengono estrapolati solo alcuni dettagli. Si dà l’impressione che esista una evidenza in una direzione precisa – ma non è così. Riguardo alla protezione civile e all’applicazione raccomandata di determinate misure: se si accettasse questa impostazione, si potrebbe aggirare qualsiasi cosa proveniente da Roma che non ci piaccia, semplicemente ricorrendo a una misura di protezione civile, perché in fondo tutto riguarda la vita delle persone, ma così non è. Non è lui a convocare la Conferenza Stato-Regioni, questo spetta al Governo: essa esprime pareri e valutazioni solo nei casi appositamente previsti. Gli studi citati si trovano sicuramente già sulle scrivanie dei responsabili nei ministeri. Le raccomandazioni vengono costantemente modificate e adattate, e gli organi competenti conoscono tutti gli studi in circolazione, li valutano e danno raccomandazioni di conseguenza. Anche negli Stati federali europei questo tema viene trattato sull’intero territorio statale.
L’ass. Hubert Messner ha sottolineato che la CDC non può trasmettere altre informazioni, in base a direttive del Ministero della salute USA. Egli ha visionato molti studi, e questo è in netto contrasto con le esigenze scientifiche.. ci sono molti studi che dicono che la vaccinazione in bgravidanza non comporta un maggiore rischio di borto. il tasso di natalitá è diminutito negli ultimi 50 anni del 35%, e dal 2010 al 2024 del 10%, e questo non solo in Italia,I nati morti nel 2014 erano 10, 9 nel 23, mentre il numero di aborti è invariato negli ultimi 10 anni, compresi quelli spontanei, che sono anzi diminuiti. Holzeisen ha ritenuto che Kompatscher volesse chiudere gli occhi davanti alla situazione per rendere lei ridicola, e che potesse certamente sollecitare la Conferenza Stato regione perché se ne occupasse e chiedesse i dati; si è chiesta poi com’è possibile che si consenta l’uso di una sostanza i cui stessi produttori dicono che i dati sull’uso in gravidanza non è stato testato, e che può causare infiammazioni ai muscoli e decessi. dal 2022 il tasso di natalità è calato in modo rapido, mentre prima il calo era costante: Messner Non lo vede?
Messa in votazione per parti separate e nominalmente, la mozione è stata respinta: le premesse con 5 sì, 27 no e 3 astensioni, il punto (1) con 8 sì e 26 no, il punto (2) con 7 sì, 26 no e 2 astensioni, il punto (3) con 8 sì, 25 no e 1 astensione, il punto (3) con 9 sì, 25 no e 1 astensione, il (3.2) con 8 sì, 26 no e 1 astensione, il (3.3) con 9 sì, 24 no e 1 astensione.
Brigitte Foppa ha quindi presentato la Assistenza all’infanzia: flessibile e affidabile, emendata, con la quale chiedeva alla Giunta provinciale 1. di elaborare, in collaborazione con i/le rappresentanti delle famiglie e degli operatori/delle operatrici del settore, un piano complessivo “0-6” che regolamenti i servizi educativi e di assistenza per bambine e bambini al di sotto dei 6 anni secondo un approccio d’insieme, per tutto l’anno e a un prezzo accessibile per le famiglie; 2. di prevedere che questo piano sia finanziato da fondi pubblici ovvero entrate fiscali, per garantire compensi equi; 3. di prevedere, nelle strutture di assistenza alla prima infanzia e nei servizi di assistenza domiciliare all’infanzia, un rapporto numerico tra bambini/bambine ed educatori/educatrici che sia, ri-spetto al passato, più in linea con le esigenze di bambine e bambini e del personale, e che preveda una graduazione in base all’età (ad esempio, 1:2 sotto 1 anno, 1:3 da 1 a 3 anni); 4.di fornire alle strutture di assistenza all’infanzia e ai servizi di assistenza domiciliare all’infanzia maggiori spazi rispetto al passato, così da soddisfare le esigenze di bambine e bambini e del personale (8 m2 per bambino/bambina, come avveniva prima del 2017, o almeno 6 m2 per le aree educative). Si devono inoltre avviare trattative con i Comuni affinché in futuro i locali per i servizi di assistenza all’infanzia vengano messi a disposizione, in linea di principio, dai Comuni stessi; 5. di non ridurre il sostegno pedagogico alle strutture di assistenza all’infanzia e ai servizi di assistenza domiciliare all’infanzia, ma di aumentarlo se necessario; 6. in futuro, di rinunciare al certificato dei servizi sociali per l’ammissione alle strutture di assistenza all’infanzia dei figli di genitori che non lavorano, e d’includere nei criteri provinciali il criterio della disoccupazione/attività di studio; 7. d’istituire un tavolo di lavoro con i/le rappresentanti delle professioni sociali e delle operatrici/degli operatori del settore, al fine di migliorare la qualità del lavoro, della formazione, dell’aggiornamento e dei profili professionali; 8.di far sì che l’incarico lavorativo delle figure professionali includa in ogni caso delle ore destinate al lavoro di preparazione e di successivo approfondimento nonché ai colloqui con le famiglie, ma non alle pulizie o a mansioni simili non pertinenti all’ambito pedagogico; 9. di prevedere che il gruppo dirigente delle cooperative sociali a cui è affidata la cura di bambine e bambini piccoli includa almeno uno/una specialista responsabile laureato/a in pedagogia, preferibilmente specializzato/a nell’ambito dell’istruzione prescolastica; 10.di esaminare e concordare, con le famiglie e le rappresentanze sindacali, le modalità per accedere alla scuola dell’infanzia durante l’anno scolastico; 11. di offrire capillarmente modelli pomeridiani flessibili e assistenza estiva, con accessibilità a bassa soglia; 12. di migliorare il lavoro pedagogico nella scuola dell’infanzia, al fine di garantire l’organico per il futuro: orientando di più alla scuola dell’infanzia la formazione universitaria in Alto Adige, conformando il ruolo del collegio docenti della scuola dell’infanzia a quello delle altre scuole, intensificando gli sforzi per ridurre la burocrazia nelle professioni pedagogiche. Foppa ha sostenuto che il problema dell’assistenza all’infanzia per bambine e bambini da 0 a 6 anni, trascurato per anni dalla società e dai vertici politici della Provincia, si è aggravato negli ultimi anni. Sebbene l’offerta sia notevolmente aumentata e i Comuni si siano dovuti attivare, la domanda è enorme e l’offerta non è proporzionata. Il 70% dei bambini sotto i 3 anni non si trova in una struttura, mentre l’obiettivo indicato dalla UE sarebbe garantire l’assistenza per almeno il 45% dei bambini. Manca inoltre un’assistenza estiva, e si verifica una certa erosione di personale dalle microstrutture, così come dalle scuole dell’infanzia. Un problema riguarda i genitori disoccupati, i cui figli sono in coda alle graduatorie: ma se non si ha un posto dove lasciare in accudimento i figli, è più difficile trovare lavoro. Serve più flessibilità per gli ingressi durante l’anno e per gli orari pomeridiani.
Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha riferito di essersi confrontata con vari responsabili del personale, che hanno riferito che il problema più grande è proprio occuparsi dei bambini: forse se si considera il problema come tema economico, esso avrà l’attenzione che merita. Bisognerebbe mettersi tutti insieme al tavolino per indagare tutte le possibilità e trovare una soluzione, senza atteggiamento oppositivo e senza che qualcuno se ne esca subito sulla stampa, imparando ad ascoltare. Tutti devono essere disposti a dare qualcosa.
Sandro Repetto (Partito Democratico) ha chiarito che attraverso l’assistenza all’infanzia si costruisce il futuro, e ha ricordato le difficoltà affrontate quando seguiva queste problematiche. la carenza di personale pedagogico, le liste d’attesa, l’ingresso alla scuola dell’infanzia solo ai 3 anni, la carenza di una regia complessiva per i servizi estivi e la rigidità degli orari prolungati sono patri del problema, che influisce poi anche sull’accesso al lavoro. La proposta relativa al numero di educatrici è forse eccessiva, al Comune di Bolzano un tempo il rapporto era di 1:8, poi dopo vivace discussione si è scesi da 1:6, scendere ulteriormente sarebbe un problema perché è difficile trovare personale. Ha chiesto quindi di votare a parte il punto (3), sul resto era d’accordo.
Waltraud Deeg (SVP) ha fatto riferimento a una pubblicazione ASTAT in merito, da cui risultano progressi che testimoniano l’interesse della Giunta per il tema. molto è ancora da fare. Quello che stupisce è da dove arrivano certe informazioni: nelle microstrutture il rapporto educatrici/bambini per i bambini di più di 1 anno è di 1:5, al di sotto di 1:3.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha rilevato che nessuno si chiedeva di cosa hanno bisogno i bambini e i genitori che vogliono avere un’alternativa, e seguire da soli i propri figli fino ai 3 anni, mantenendo i contributi previdenziali. va garantita questa possibilità di scelta. Ha chiesto poi chiarimenti sul punto 6, ritenendo necessario distinguere tra genitori entrambi disoccupati, che avrebbero quindi il tempo, o giovani genitori entrambi studenti. Ha infine rilevato il problema degli stipendi, a cui fanno concorrenza quelli delle regioni vicine.
Zeno Oberkofler (Gruppo verde), cofirmatario. rilevando la grande differenza tra le pensioni degli uomini e quelle delle donne, ha chiarito che investire in buone strutture per la micro infanzia si investe per le donne, che possono lavorare e a fare carriera, senza stress. Come detto da Rieder, si tratta anche di una questione economica. Ogni bambino ha il diritto di essere accudito in una buona struttura e in ottime condizioni, cosí come ottime condizioni devono essere garantite a chi vi lavora. Ogni investimento in queste strutture è un investimento per le donne, i bambini e le pari opportunità.
Madeleine Rohrer (Gruppo verde), cofirmataria, ha rilevato che uno dei problemi di chi vuole rientrare dall’estero è la mancanza di posti di assistenza efficienti per i bambini. IN merito al punto (6), ha spiegato a Knoll che è il Comune stesso che può stabilire dei criteri di ammissione, e quando ci sono due genitori disoccupati in cerca di lavoro, se poi lo trovano non possono accettarlo: pertanto anche questa condizione dovrebbe essere considerata nelle misure che la provincia deve adottare.
Myriam Atz (Süd-Tiroler Freiheit) ha detto che da quanto ascoltato pareva che i bambini con i genitori non potessero imparare nulla. I Verdi spesso fanno i maestrini su ciò che dicono gli altri, ma è vero che ci sono genitori che desiderano restare a casa, e questo va finanziariamente sostenuto; i verdi però quando qualcuno la pensa diversamente vogliono aizzare gli animi. Anche dare la possibilità di stare a casa è un modo per spiegare le donne da un doppio carico.
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