(AGENPARL) - Roma, 9 Settembre 2025 - (AGENPARL) – Tue 09 September 2025 *La presidente Proietti presenta il punto unico di accesso: “la porta che
introduce ai servizi sociosanitari, presente in ogni Casa della comunità” *
*(*Aun) – Perugia 9 settembre 2025 – Si è svolto oggi, 9 settembre presso
la Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica, l’evento dal titolo “Il Punto
Unico di Accesso: porta di ingresso all’integrazione sociosanitaria”
durante il quale stato presentato il modello organizzativo regionale del
Punto Unico di Accesso (PUA) per la presa in carico della persona con i
suoi bisogni complessi e ponte per l’accesso dei cittadini ai servizi
sanitari e sociali dell’Umbria. Alla giornata, che rappresenta la seconda
tappa del percorso avviato con la presentazione del Piano Sociosanitario
territoriale, il 14 luglio scorso, sono intervenuti la Presidente della
Regione Umbria, Stefania Proietti, l’Amministratore Unico Scuola Umbra di
Amministrazione Pubblica, Joseph Flagiello, la Direttrice regionale salute
e welfare, Daniela Donetti. Hanno partecipato oltre 220 persone, tra cui: i
Direttori delle aziende sanitarie regionali, i professionisti del sistema
sanitario e sociosanitario, delle zone sociali, i rappresentanti degli
ordini professionali, del terzo settore e delle parti sociali.
“Il Punto Unico di Accesso, già attuato in alcuni territori, diventerà il
modello unico per tutta la regione, presente in tutte le Case della
Comunità previste dal nuovo Piano sociosanitario, rivoluzionando la
concezione di assistenza sociosanitaria in Umbria”, ha dichiarato la
Presidente Proietti. “Finalmente i cittadini avranno un unico punto di
riferimento, nel Distretto sanitario di residenza, per accedere a tutti i
servizi, superando la frammentazione che spesso ha reso difficile
orientarsi nel sistema. È un passo fondamentale verso un sistema salute più
accessibile, integrato e vicino alle persone. Si tratta dell’esito di un
lavoro costruito e condiviso con le zone sociali, le direzioni delle
aziende sanitarie, i distretti, in cui sono stato individuati sia gli
standard da attivare nei servizi sia lo standard per l’applicazione del DM
77 sull’assistenza territoriale”.
Il PUA punta ad eliminare l’attuale frammentazione nell’assistenza
sanitaria, sociale o sociosanitaria, creando un unico sportello dove ogni
cittadino, indipendentemente dal tipo di bisogno espresso, può trovare
accoglienza, orientamento e una risposta concreta. Il nuovo sistema
garantisce che nessuna richiesta venga respinta o rimandata ad altri
uffici. Il personale formato appositamente per questo ruolo ha il compito
di accogliere ogni istanza e di avviare immediatamente il percorso più
appropriato, anche quando la documentazione non è completa o quando il
bisogno non è ancora ben definito. Questa filosofia dell’accoglienza
incondizionata rappresenta un cambio di paradigma fondamentale: non è più
il cittadino a doversi adattare alla complessità del sistema, ma è il
sistema che si organizza per essere accessibile a tutti. Particolarmente
significativo è l’approccio verso le persone più fragili e vulnerabili. Il
PUA è stato pensato proprio per chi ha maggiori difficoltà a orientarsi nei
servizi: anziani, persone con disabilità, famiglie in difficoltà, cittadini
con problemi di salute mentale. Per questi soggetti, spesso portatori di
bisogni complessi che richiedono l’intervento coordinato di più servizi, il
PUA rappresenta finalmente un punto di riferimento stabile e qualificato.
Il funzionamento del PUA si basa su un modello organizzativo articolato su
più livelli, ciascuno con competenze specifiche ma tutti coordinati per
garantire continuità e appropriatezza degli interventi. Al primo livello,
il front office rappresenta il volto più visibile del servizio. Qui operano
professionisti amministrativi specializzati che hanno il compito di
accogliere tempestivamente ogni richiesta e di orientare correttamente la
persona all’interno della rete dei servizi. Quando la richiesta necessita
di approfondimento, entra in gioco il back office di primo livello, dove
operano professionisti sanitari e sociali con il compito di decodificare la
domanda e proporre il percorso più appropriato. Questo livello è
fondamentale perché rappresenta il momento in cui viene effettuata la prima
vera valutazione professionale del bisogno espresso. Se la situazione è
semplice e può essere risolta con l’attivazione di un servizio specifico,
il percorso si conclude qui. Se invece emerge la necessità di una presa in
carico integrata, la persona viene affidata all’équipe multiprofessionale
del secondo livello. Il back office di secondo livello costituisce il cuore
pulsante del nuovo modello assistenziale. Qui operano équipe integrate
composte da medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici
di distretto, infermieri di famiglia o comunità e assistenti sociali.
Quando necessario, il team si arricchisce con altre figure professionali
specialistiche. Queste équipe hanno il compito di effettuare una
valutazione multidimensionale del bisogno, considerando non solo gli
aspetti clinici ma anche quelli funzionali, sociali e ambientali della
persona. L’approccio multidimensionale non rappresenta un semplice
affiancamento di competenze diverse, ma una vera integrazione professionale
che permette di leggere la complessità della persona nella sua interezza.
L’obiettivo è elaborare un Piano Assistenziale Individualizzato che tenga
conto tanto delle limitazioni quanto delle potenzialità del soggetto e del
suo contesto di vita, per favorire il recupero della massima autonomia
possibile. Per le situazioni di maggiore complessità, che richiedono una
presa in carico sociosanitaria integrata con impegno significativo di
risorse, viene attivata l’Unità di Valutazione Multidimensionale. Questa
rappresenta il livello più specialistico del sistema e ha il compito di
definire progetti personalizzati di lungo termine, inclusi i nuovi Progetti
di Vita Individuali previsti dalla normativa nazionale per le persone con
disabilità. Ogni PUA sarà collocato presso le Case della Comunità,
strutture che rappresentano il nuovo modello di assistenza territoriale
previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Questa collocazione
non è casuale, ma risponde alla volontà di creare un sistema integrato dove
i servizi dialogano costantemente tra loro. Il PUA, infatti, non opera in
isolamento, ma si connette con la Centrale 116117, le Centrali Operative
Territoriali, le Unità di Continuità Assistenziale e tutti gli altri nodi
della rete assistenziale territoriale.
L’introduzione ai lavori dell’evento è stata curata dalla Direttrice Salute
e Welfare della Regione Umbria, Daniela Donetti mentre i relatori sono
stati: Costanza Spera, Assessora Comune di Perugia, Coordinatrice Consulta
Welfare e Politiche Sociali, ANCI Umbria – L’esito del lavoro integrato sul
PUA, Valentina Battiston, Dirigente Programmazione e sviluppo sistema
sociale integrato, Regione Umbria, Emilio Paolo Abbritti, Direttore
Distretto del Trasimeno, USL Umbria 1 – Il modello organizzativo del PUA,
Emanuele Ciotti, Direttore Generale USL Umbria 1 – L’integrazione tra PUA,
COT e Centrale 116117, Enrica Ricci, Dirigente Programmazione e controllo
strategico SSR, Regione Umbria – La formazione e l’aggiornamento costante
dei percorsi, Dina Bugiantelli, Dirigente Settore Risorse Umane, Comune di
Spoleto – Il punto di vista delle Zone Sociali, Stefano Piccardi,
Responsabile Sezione Comunicazione, Regione Umbria – PUA virtuale e
l’identità visiva Umbria in Salute
Trending
- Sicilia Outlet Village, il successo di Calici al Village culmina conil primo Fashion Day
- Papa Leone XIV, Bonelli: «Al Santo Padre la mia vicinanza e l’augurio di una pronta guarigione»
- La Cina ospita per la prima volta in Asia il Congresso mondiale della vite e del vino
- Riad apre il vertice mondiale dell’energia tra tensioni e assenze eccellenti
- Daikin partecipa ad “Architettura Veritas” e rinnova il suo impegno al fianco degli architetti per progettare il comfort del futuro
- Iran minaccia data center e cavi sottomarini nel Golfo: «Se riprenderà la guerra, saranno obiettivi»
- Camera dei deputati: Audizioni commissione David Rossi ore 10
- Rischio incendio, codice giallo anche a Cagliari domenica 11 ottobre – Comunicato stampa
- Agenzia nr. 1687 – Salute mentale, Spaccavento: “Ascoltare le persone significa costruire servizi capaci di farsi trovare quando qualcuno chiede aiuto
- Milano, Di Rubba (Lega): Pd e Avs, divieti per i cittadini e difesa dei centri sociali
