
(AGENPARL) – Sun 31 August 2025 *Matteo Ricci e Silvia Salis: “Acquaroli su liste d’attesa non può dare la
colpa ai marchigiani. La sanità è un diritto”*
“Parlando di sanità, nel confronto di qualche giorno fa, il Presidente
uscente, Acquaroli, sulle liste d’attesa ha dato la colpa ai cittadini. È
riuscito a dire una cosa che, quando l’ho sentita, pensavo di aver capito
male e invece, purtroppo, avevo capito bene. Secondo lui le liste d’attesa
non sono aumentate a causa di un sistema sanitario regionale disorganizzato
e a causa del fatto che la sanità pubblica sia sotto finanziata, come
invece sosteniamo noi. Per lui le liste d’attesa sono aumentate perché i
marchigiani chiedono di curarsi troppo. Penso che questa dichiarazione sia
veramente irrispettosa nei confronti dei cittadini, come puoi dopo 5 anni
di Governo della regione Marche non assumerti nessuna colpa su un sistema
sanitario marchigiano sempre più in difficoltà e scaricare le
responsabilità sui cittadini?”, così Matteo Ricci, europarlamentare PD e
candidato alla presidenza della Regione Marche, ad Ancona, oggi pomeriggio,
assieme a Silvia Salis, sindaca di Genova, sul tema della sanità.
“È bene ricordare che questo Paese, attualmente governato dalla destra, è
un Paese che esprime moltissimi amministratori locali di centrosinistra,
frutto di preparazione, radicamento e crescita nei territori. Le
grandissime città d’Italia sono guidate dal centrosinistra, perché la guida
progressista è una guida che garantisce non solo i diritti ma anche una
tutela dei presidi fondamentali per i cittadini per sentirsi ascoltati. –
dichiara Salis – La differenza tra conservatori, reazionari e progressisti
sta nell’approccio ai problemi delle persone. Per i progressisti la sanità
è al primo posto. – aggiunge – Inoltre non è vero che se una guida
regionale è in linea con il Governo allora è una garanzia, anzi spesso è il
contrario. Chi sbatte i pugni in un Governo come questo dove non vola una
mosca? Chi difende i diritti come quello alla sanità?. – conclude – È un
errore pensare che la sanità non sia un diritto. Non è accettabile questa
privatizzazione della sanità così come se per una visita prima ci volevano
tre mesi e adesso bisogna attendere un anno, non è possibile che la colpa
non sia di nessuno. Il bilancio di uno Stato, di una Regione o di una città
è il bilancio più politico che esista”.