
(AGENPARL) – Fri 29 August 2025 CONFARTIGIANATO IMPRESE SARDEGNA
COMUNICATO STAMPA 29 AGOSTO 2025
CRISI D’IMPRESA – Autocontrollo, misure preventive e 71 esperti per
salvare le piccole e medie imprese in difficoltà. In Sardegna sempre
più attività accedono alla composizione delle crisi. Meloni e Serra
(Confartigianato Sardegna): “Tanti strumenti per risanare le imprese”.
La crisi d’impresa si può prevenire e superare con gli strumenti
normativi previsti dal codice della crisi. Infatti, sempre più aziende
sarde adottano misure preventive di autocontrollo e accedono agli
strumenti di composizione della crisi, recentemente rinnovati.
Secondo le rilevazioni di UnionCamere del primo semestre 2025,
aggiornate al 1° luglio, e la rielaborazione dei dati dell’Ufficio
Studi di Confartigianato Sardegna, nell’Isola, tra i vari strumenti
disponibili, le istanze d’accesso alla Composizione negoziata
presentate sono state 46. Di queste, il 37% si sono chiuse con esito
positivo mentre le altre risultano ancora in gestione. Sul totale di
quelle chiuse positivamente, 7 si sono concluse con l’accordo
sottoscritto dal debitore, dai creditori e dall’esperto, 2 con un
contratto con i creditori con continuità aziendale e 1 con altre
procedure di regolazione della crisi.
In Sardegna sono sul campo 71 esperti in conciliazione; di questi 36
operano su Cagliari, 18 a Nuoro, 2 a Oristano e 15 a Sassari. La
stragrande maggioranza degli esperti è rappresentata dai
commercialisti (78,8%) seguita dagli avvocati (19.9%).
“Il ricorso agli strumenti per il risanamento delle imprese in
difficoltà sta crescendo anche nella nostra regione – afferma Giacomo
Meloni, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – questo è un
fatto positivo perché consentirà a tante aziende oggi in difficoltà di
restare operative una volta riequilibrata la propria posizione”. “Gli
strumenti funzionano e stanno dando risultati – ha aggiunto – ma i
dati ci dicono che sono le piccole imprese quelle che vanno supportate
maggiormente affinché approdino alla procedura senza indugio, non
appena si presentano situazioni di difficoltà”.
Sempre con riferimento allo strumento della composizione negoziata i
dati nazionali dicono anche come il tasso di successo (definito dal
rapporto tra istanze chiuse con esito favorevole e totale delle
istanze chiuse) sia stato pari al 19%, in crescita rispetto al
passato. L’incremento nel tempo degli esiti positivi delle istanze
dimostra un utilizzo di questa procedura da parte delle imprese sempre
più consapevole ed un accesso allo strumento in uno stadio della crisi
non ancora troppo avanzato, il che consente di perseguire efficaci
percorsi di risanamento aziendale. Inoltre, è molto significativo il
dato relativo al numero di addetti delle 324 imprese risanate: sono
aumentati a oltre 17.000 i posti di lavoro salvaguardati grazie alla
composizione negoziata, senza contare gli ulteriori effetti benefici
generati sull’indotto.
Tra gli altri strumenti maggiormente utilizzati dalle micro, piccole e
medie imprese sono anche la Liquidazione Giudiziale e il Concordato
Semplificato.
Nel primo caso, il 2024 fa registrare 9.203 procedure aperte con un
numero medio di addetti per impresa pari a 6 unità ed un valore medio
della produzione di 1 milione di euro. Le società di capitali
rappresentano l’80,9% del totale. La maggior parte delle imprese
ricorrenti si colloca nel settore merceologico del commercio
all’ingrosso e al dettaglio (24,7%), delle costruzioni (19,7%) e delle
attività manifatturiere (17,4%). Sia il valore medio degli addetti,
che quello della produzione, così come la forma giuridica, evidenziano
che questa procedura riguarda imprese più fragili e meno strutturate,
confermando ancora una volta la relazione diretta esistente fra
solidità e dimensione aziendale.
Nel secondo caso, nel corso del 2024 sono state presentate 85 istanze
di concordato semplificato; il numero di addetti medi per impresa è
pari a 15 ed il valore della produzione è pari a 4 milioni di euro. E’
evidente, quindi, che resta molto limitato il ricorso al Concordato
semplificato liquidatorio e che richiedono l’accesso a tale strumento
le aziende più sottodimensionate – sia come addetti che come valore
della produzione – rispetto a quelle che generalmente ricorrono alla
Composizione negoziata. Per quanto riguarda il settore merceologico di
appartenenza, il 23,8% delle imprese esercita attività manifatturiere,
il 19% commercio all’ingrosso e al dettaglio e il 16,7% rientra nel
settore delle costruzioni.
“I momenti di difficoltà e di crisi che possono manifestarsi durante
la vita dell’impresa e che è innanzitutto bene conoscere e riconoscere
per tempo in modo da acquisire la consapevolezza degli strumenti
normativi e gestionali utili per affrontarla – riprende il Presidente
– ma ancor di più vogliamo oggi porre l’accento e l’attenzione sulle
buone pratiche gestionali che vedono nella pianificazione e
prevenzione quotidiane preziosi strumenti per limitare il più
possibile il rischio di crisi”. “E in questo noi di Confartigianato
crediamo di avere il dovere non solo morale ma anche istituzionale e
professionale di orientare, motivare e non lasciar sole le imprese –
conclude Meloni – anche e soprattutto nelle fasi più difficili
consapevoli che con l’adeguata conoscenza dei temi e delle procedure
anche le sfide più difficili possono essere superate”.
L’Avvocata del Foro di Tempio Pausania ed esperta della Crisi di
Impresa, Sara Pala, si sofferma sugli strumenti offerti dal codice
della crisi con particolare riguardo alle innovazioni introdotte dal
quale è stata rafforzata la distinzione tra imprenditori sopra e sotto
soglia, sia in termini di strumenti disponibili sia di modalità
procedurali.
“Per i sopra soglia, restano centrali la liquidazione giudiziale, i
piani e le domande con riserva – afferma l’Avvocata – per i
sottosoglia, la disciplina speciale delle procedure di
sovraindebitamento esclude la domanda con riserva e introduce
rateizzazioni fiscali più ampie in caso di gravi difficoltà. La
riforma mira così a offrire strumenti più adatti alle effettive
dimensioni e capacità degli imprenditori, garantendo però un quadro
unitario e moderno di gestione della crisi e dell’insolvenza”.
Il Commercialista Giovanni Nicola Paba, interviene sugli adeguati
assetti organizzativi, amministrativi e contabili, previsti
dall’articolo 2086 del Codice Civile e dall’articolo 3 del Codice
della Crisi d’Impresa, ha delineato il concetto di “adeguatezza”,
inteso come capacità dell’impresa di dotarsi di procedure e sistemi
proporzionati alle sue dimensioni, alla sua complessità gestionale e
alla natura dell’attività svolta. “Non si tratta di imporre strutture
standardizzate – sottolinea il Commercialista – ma di utilizzare
soluzioni su misura che riflettano la realtà, le risorse e le
specifiche esigenze e peculiarità di ciascuna impresa”.
Il ragionamento della Commercialista e Responsabile del servizio
consulenza alle imprese di Confartigianato Gallura, Antonella
Mazzarella, ruota attorno al concetto di salute dell’impresa, intesa
come capacità di prevenire, pianificare e preservare nel tempo la
stabilità aziendale con un approfondimento sulle tre “P” fondamentali,
Previsione, Pianificazione e Preservazione, offrendo quindi strumenti
pratici e un approccio consapevole alla gestione. “Il controllo di
gestione – rimarca la Commercialista – è un vero e proprio sistema di
governo dell’impresa, pensato per imprenditori che vogliono affrontare
l’incertezza con metodo. Alle imprese dobbiamo dire che il vero
vantaggio competitivo di oggi è quello di essere preparati”.
“Tutto questo – aggiunge Daniele Serra, Segretario di Confartigianato
Sardegna – ci fa capire come vi sia l’importanza, da parte delle
piccole e medie imprese, nella gestione quotidiana della propria
attività, di porre in atto comportamenti e attività di controllo
periodico che possano consentire di ridurre il rischio di crisi o,
quanto meno, evitare conseguenze che possono risultare fatali per
l’azienda”. “Il ruolo che ha Confartigianato Sardegna – chiude – è
quello di orientare le attività produttive, soprattutto quelle più
piccole e fragili, e sostenerle anche nelle fasi più complicate del
loro ciclo aziendale”.
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