(AGENPARL) - Roma, 9 Agosto 2025 - (AGENPARL) – Sat 09 August 2025 **Carni ungulati abbattuti in beneficenza, prosegue collaborazione con
Banco Alimentare**
La Regione ha stanziato 80 mila euro per due stagioni venatorie come
rimborso per i centri che lavoreranno le carcasse
/Scritto da Walter Fortini, sabato 9 agosto 2025 alle 10:25/
La Regione rimborsa con 80 mila euro (metà per la stagione venatoria
2025/206 e l’altra metà per quella 2026/2027) li centri di lavorazione
della selvaggina coinvolti nel trattamento della carcasse di ungulati
abbattuti nell’ambito dei piani di controllo e destinati alla beneficenza.
Per lo più si tratta di cinghiali. L’iniziativa si ripete da anni e vede
la distribuzione di queste carni, attraverso la collaborazione del Banco
alimentare della Toscana, a fasce di popolazione in difficoltà e
socialmente più vulnerabili.
Tutti i capi naturalmente, prima della distribuzione e prima che arrivino a
casa, saranno ispezionati dai veterinari delle Asl, chiamati a condurre
un’azione diretta di prevenzione e rilevamento precoce di eventuali
malattie che possono colpire la fauna selvatica, a partire dalla pesta
suina africana presente in alcuni focolai in Italia. I controlli sono a
tutela della salute delle persone, ma consentono anche un monitoraggio
della diffusione del virus nelle colonie di animali.
“Si tratta – spiega l’assessore al diritto alla salute, Simone Bezzini –
di un vero e proprio monitoraggio della salute della selvaggina e una
garanzia per la sicurezza alimentare. Rispondiamo così a obiettivi sociali
e a finalità di carattere igienico sanitario grazie ad un grande lavoro di
squadra tra i professionisti delle Asl, gli ambiti territoriali di caccia e
il Banco Alimentare”.
“Sono contenta che prosegua un progetto che ha preso avvio quando, nella
precedente legislatura, mi occupavo di sanità e welfare” commenta la
vice presidente ed assessora alla caccia, Stefania Saccardi “E’ tanta –
ricorda – la carne proveniente da ungulati selvatici abbattuti nell’ambito
di piani di controllo della Regione, così abbiamo ritenuto necessario
incentivare la beneficenza : un modo per rispondere ai bisogni delle fasce
di popolazione più vulnerabili e in condizione di svantaggio o
marginalità”.
Di fatto la Toscana, attraverso più misure e politiche, ha trasformato il
problema degli ungulati da criticità in risorsa: i capi abbattuti in
prelievo venatorio e in controllo faunistico sono infatti diventati
un’opportunità per la creazione della filiera maggiormente sviluppata in
italia. Nel 2024 oltre 15 mila capi sono entrati a farvi parte: una parte
di essa con finalità di beneficenza alimentare.
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