(AGENPARL) - Roma, 16 Giugno 2025 - (AGENPARL) – Mon 16 June 2025 **Giani: “Al via iter per riconoscimento Stato di Palestina. Dalla
Toscana chiediamo pace”**
/Scritto da Cristiano Lucchi, lunedì 16 giugno 2025 alle 17:08/
“L’Italia riconosce lo Stato di Palestina con capitale Gerusalemme Est
come Stato sovrano e indipendente entro i confini del 1967, conformemente
alle risoluzioni delle Nazioni Unite e al diritto internazionale”. È
questo il testo della Proposta di legge, intitolata “Riconoscimento dello
Stato di Palestina”, che la Giunta toscana ha approvato oggi. Dopo il
passaggio in Consiglio la proposta di legge approderà in Parlamento ai
sensi dell’articolo 121 Costituzione. Con questo atto la Regione Toscana
chiede ufficialmente allo Stato italiano il riconoscimento dello Stato
palestinese.
“Al momento sono ben 146 sui 193 membri delle Nazioni Unite che
riconoscono lo Stato di Palestina, circa il 70%, ma l’Italia non è fra
questi. Ultimi in ordine di tempo ad averlo riconosciuto sono stati Spagna,
Norvegia, Irlanda e Slovenia – ha ricordato Eugenio Giani presentando la
legge. Andrò avanti con molta determinazione perché il riconoscimento
formale consente non solo l’avvio dei rapporti diplomatici al massimo
livello, ma anche l’instaurazione di relazioni economiche e commerciali
mediante la stipula di trattati con piena efficacia giuridica. Questo vuol
dire che si costituiranno le precondizioni che permetteranno al nuovo Stato
anche di partecipare in condizioni di parità alle organizzazioni
internazionali e quindi di essere libero e sicuro nei propri confini in
coesistenza pacifica con lo stato di Israele. La nostra proposta intende
risarcire la sofferenza dei palestinesi causata dalla presenza israeliana
nei territori occupati. Conosciamo molto bene gli effetti di questa
situazione – ha concluso Giani. Negli ultimi mesi abbiamo infatti accolto
molte bambine e bambini gravemente feriti al Meyer, e per questo voglio
ringraziare ancora i nostri sanitari, una vera e propria eccellenza a
livello internazionale. Con il riconoscimento dello Stato di Palestina, e
allo stesso tempo il consolidamento dello Stato di Israele, dalla Toscana
chiediamo con forza pace, pace, pace!”.
Secondo uno degli ultimi rapporti dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il
Coordinamento degli Affari Umanitari, i palestinesi uccisi da Israele
dall’ottobre 2023 sono infatti oltre 60 mila, mentre altri 115 mila sono
rimasti feriti e più di 2 milioni sono stati sfollati. L’Onu, nel
condannare gli attacchi contro i civili a Gaza ricorda che è
“inaccettabile l’uccisione e il ferimento di persone affamate in cerca di
cibo” e che “il blocco del carburante, imposto dalle autorità
israeliane da oltre 100 giorni, impedisce il mantenimento dei servizi
essenziali e salvavita a Gaza, tra cui gli ospedali, le unità di terapia
intensiva e i servizi sanitari, idrici e igienico-sanitari. Da giorni
inoltre l’interruzione delle telecomunicazioni, a partire da internet,
compromette gravemente le operazioni umanitarie”.
Il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte della Toscana avviene
nel rispetto del diritto e della legalità internazionale, in applicazione
di moltissime prese di posizione formali dell’Organizzazione delle Nazioni
Unite, tra le quali si ricordano le risoluzioni 181/1947, 237/1967,
242/1967, 860/2009, fino ad arrivare alla risoluzione dell’Assemblea
generale del 13 maggio 2024 “Ammissione di nuovi membri alle Nazioni
Unite” con cui si stabilisce che lo Stato di Palestina è qualificato per
l’adesione alle Nazioni Unite ed in conformità con l’articolo 4 della
Carta delle Nazioni Unite e dovrebbe, pertanto, essere ammesso a far parte
dell’Organizzazione. Anche il Parlamento europeo il 17 dicembre 2014 ha
approvato una risoluzione sul riconoscimento dello Stato di Palestina e il
nostro Parlamento nazionale il 21 maggio scorso ha approvato una mozione
che impegna il Governo a “rilanciare un processo politico verso una pace
giusta e duratura in Medio Oriente, basata sulla soluzione dei due Stati,
con Israele e uno Stato di Palestina che vivano fianco a fianco in pace e
sicurezza, all’interno di confini mutualmente riconosciuti”.
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