
L’analista politico Željko Avramović ha lanciato gravi accuse contro Elmedin Konaković, ministro degli Affari esteri del Consiglio dei ministri della Bosnia ed Erzegovina, sostenendo che il suo comportamento in questi giorni denoti una crisi profonda. Secondo Avramović, le dichiarazioni di Konaković, che includono appelli a colpi di arma da fuoco, omicidi e arresti, sono estremamente preoccupanti e rivelano che Konaković è in difficoltà.
Nel suo intervento per banjaluka.net, Avramović afferma che questi messaggi non sono diretti solo al presidente della Republika Srpska, Milorad Dodik, ma a tutti i serbi e croati, indicando che le minacce e le dichiarazioni bellicose non sono altro che segnali di una politica irresponsabile.
Avramović poi analizza la figura di Konaković, descrivendolo come un “convertito politico” che ha cambiato alleanze più volte, tradendo e distruggendo la Bosnia ed Erzegovina con le sue menzogne. Il suo percorso politico è stato segnato da promesse non mantenute, alleanze rotte e tradimenti, culminando in un comportamento sempre più erratico.
Il commento sull’atteggiamento di Konaković nei confronti di Dodik evidenzia la sua incoerenza e la mancanza di successo nei suoi sforzi politici. Avramović lo definisce “Ministro di Dodik”, in quanto ogni sua azione sembra essere indirizzata verso l’obiettivo di ostacolare e minacciare il presidente della Republika Srpska, ma senza ottenere risultati concreti.
L’analista conclude sottolineando che le dichiarazioni di Konaković, che invocano la violenza, non sono un messaggio per Dodik, ma per l’intera comunità serba e croata, alimentando ulteriormente le divisioni nella regione e compromettendo la possibilità di una convivenza pacifica.