
(AGENPARL) – Thu 03 April 2025 COMUNICATO STAMPA
3 aprile 2025
DAZI: RISCHIO RINCARI PREZZI ANCHE IN ITALIA
PROIEZIONI CODACONS: POSSIBILI AUMENTI FINO A 4,2 MILIARDI DI EURO SU SPESA
ITALIANI. SETTORE ALIMENTARE PIU A RISCHIO, MA ANCHE MUTUI IN PERICOLO
I dazi varati dagli Stati Uniti verso i prodotti Ue potrebbero determinare,
a regime, un incremento dei prezzi al dettaglio in Italia, con una stangata
fino a 4,2 miliardi di euro sulla spesa delle famiglie. I calcoli arrivano
dal Codacons, che ha elaborato oggi delle proiezioni sui possibili effetti
delle misure introdotte da Trump.
Le minori esportazioni delle impese italiane ed europee verso lAmerica, se
non bilanciate da un incremento dellexport verso Paesi terzi,
determinerebbero una riduzione dei profitti per miliardi di euro, che
costringerebbe i produttori ad aumentare i prezzi sui propri mercati di
attività per compensare le perdite spiega il Codacons Se alcuni
comparti, come quello del lusso, risentiranno meno dei dazi in virtù della
scarsa elasticità della domanda rispetto ai prezzi, altri settori,
dallautomotive allalimentare, subiranno un colpo durissimo.
Ipotizzando a regime un effetto sul tasso generale di inflazione italiano
del +0,3% come conseguenza non solo delle misure protezionistiche varate
dagli Usa, ma anche dei controdazi dellUe verso i prodotti importati dagli
Stati Uniti, la spesa delle famiglie italiane, a parità di consumi,
aumenterebbe di 2,55 miliardi di euro allanno. Ma se leffetto
sullinflazione fosse più alto, ad esempio del +0,5%, la stangata
arriverebbe a complessivi 4,23 miliardi di euro.
Uno dei settori più colpiti dallo tsunami dazi sarà quello alimentare,
considerato il peso delle esportazioni agroalimentari italiane verso gli
Usa: un eventuale rialzo dei prezzi al dettaglio di cibi e bevande venduti
in Italia del +1%, determinerebbe un aggravio di spesa da +1,62 miliardi di
euro annui a carico dei consumatori calcola il Codacons.
A tutto ciò, inoltre, si aggiungerebbero effetti negativi su mutui e
finanziamenti: un eventuale rialzo dellinflazione nelleurozona porterebbe
la Bce a invertire la rotta e optare per un aumento dei tassi di interesse,
con evidenti danni per chi ha acceso un mutuo a tasso variabile conclude
lassociazione.