
(AGENPARL) – Mon 31 March 2025 (ACON) Trieste, 31 mar – “? necessario intervenire
immediatamente per conoscere le cause e porre i dovuti rimedi,
affinch? nelle acque lagunari non si riscontrino pi? valori alti
di escherichia coli ed enterococchi intestinali, come avvenuto
nel mese di marzo di fronte al lungolaguna di Lignano Sabbiadoro.
Da ormai svariati anni, infatti, stiamo sollecitando le
istituzioni a riporre la massima attenzione su questo problema,
ma si ? sempre voluto minimizzare tali eventi che, se si
verificano nel corso dei mesi estivi, creano notevoli problemi
alla nostra localit? balneare”.
Lo evidenziano, attraverso una nota stampa condivisa, la
consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle Rosaria Capozzi
e il co-portavoce regionale di Europa Verde, Claudio Vicentini,
chiedendo pubblicamente “urgenti iniziative, sia per indagare su
quanto avvenuto, sia per comprendere i possibili rimedi”.
“Questa situazione – aggiunge l’esponente pentastellata – ? la
stessa riscontrata lo scorso agosto dalla Goletta Verde e da
Legambiente ma, a quanto pare, siamo ancora qui ad attendere che
qualcuno ci aiuti a comprenderne i motivi. A chiedere maggiori
spiegazioni non siamo solo noi, ma ? la stessa Azienda sanitaria
universitaria Friuli Centrale a invitare l’Agenzia regionale per
la Protezione ambientale a indagare a fondo sulle possibili cause
e, al tempo stesso, anche a individuare soluzioni per evitare che
si ripetano episodi del genere”.
“Come gruppo consiliare comunale a Carlino – sottolinea ancora
Vicentini – abbiamo chiesto spiegazioni alla Giunta Bazzo in
merito alla presenza della salmonella in laguna per capire se il
problema possa essere legato al mancato allacciamento alla rete
fognaria di alcune abitazioni o attivit? del luogo. Sembrerebbe
tutto a posto, ma non possiamo avere contezza di quanto succede
negli altri Comuni perilagunari. Rimane, perci?, il quesito:
perch? i valori rilevati per alcune sostanze vengono
ripetutamente superati? Vogliamo finalmente trovare cause e
soluzioni?”.
“Le conseguenze immediate di questi ritrovamenti, superiori
persino di mille volte rispetto ai normali limiti consentiti
nelle acque interne, si concretizzano – conclude Capozzi –
nell’immediata chiusura in via precauzionale delle zone di
raccolta di molluschi bivalvi in laguna. Provvedimento poi
confermato attraverso l’odierna ordinanza a seguito dei riscontri
di batteri in eccesso anche nei molluschi bivalvi campionati
nelle acque lagunari”.
ACON/COM/fa
311347 MAR 25