(AGENPARL) - Roma, 10 Marzo 2025 - (AGENPARL) – lun 10 marzo 2025 9 marzo 2005 – 9 marzo 2025
20 anni dal primo intervento di reintroduzione del Cervo nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini
Vent’anni fa, il 9 marzo 2005, il cervo tornava a popolare i Monti Sibillini dopo quasi due secoli dalla sua
scomparsa; risaliva infatti al 1825 l’ultimo avvistamento documentato con la probabile uccisione nella zona
di Cascia degli ultimi due esemplari. Il ritorno di uno dei più grandi ungulati europei ha segnato un
momento storico per la Natura del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e l’inizio di un ambizioso progetto di
riqualificazione faunistica.
Il primo rilascio avvenne nel paesaggio innevato di Castelsantangelo sul Nera, con la liberazione di quindici
esemplari provenienti dalla Foresta Demaniale di Tarvisio. Dieci di loro furono dotati di radiocollare per
consentire un monitoraggio costante da parte di esperti e agenti del Corpo Forestale. Gli animali, un po’
spaesati dopo il lungo viaggio, furono accolti con emozione da un piccolo gruppo di tecnici, osservatori e
rappresentanti del Comune di Castelsantangelo sul Nera e del Corpo Forestale dello Stato.
“Il ripristino degli equilibri ecologici non è solo una delle priorità del Parco, ma anche un’opportunità per
valorizzare il territorio nella sua interezza, dal punto di vista ambientale, storico e culturale. – sottolinea
Andrea Spaterna, Presidente del Parco – La reintroduzione del cervo nei Monti Sibillini rappresenta un
successo straordinario, che arricchisce la biodiversità dell’area e consente ai visitatori di vivere l’emozione
di ascoltare e talvolta persino osservare questi magnifici animali nel loro habitat naturale, contribuendo a
una maggiore sensibilizzazione sulla tutela della fauna selvatica e sull’importanza di un ecosistema in
equilibrio”
il progetto, avviato nel 1998 con uno studio di fattibilità, prevedeva il ripristino degli ecosistemi originari e
l’arricchimento delle risorse naturali. Complessivamente, fino al 2012, sono stati rilasciati 79 cervi,
provenienti anche dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, dalla Riserva del Monte Peglia e dalla
Riserva dell’Acquerino. L’obiettivo era quello di ricostituire gli ecosistemi originari, fornendo anche maggiori
risorse naturali per carnivori come il lupo e l’orso bruno marsicano, ma anche di valorizzazione socio-
economica territorio, per il richiamo turistico legato alla presenza di questo splendido animale. Ora la
popolazione del nobile Signore dei boschi si è consolidata e in autunno i “bramiti”, i potenti e suggestivi
vocalizzi dei maschi in amore, riecheggiano nelle vallate selvagge dei Sibillini, rievocando l’ancestrale
richiamo della Natura.
Per ulteriori approfondimenti:
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