(AGENPARL) - Roma, 6 Marzo 2025 - (AGENPARL) – gio 06 marzo 2025 RAPPORTO CNEL-ISTAT
“IL LAVORO DELLE DONNE TRA OSTACOLI E OPPORTUNITÀ”
6 marzo 2025
NOTA PER LA STAMPA
DONNE. CNEL: OCCUPAZIONE FEMMINILE IN CRESCITA, MA SOPRATTUTTO OVER50
Prosegue la dinamica positiva del mercato del lavoro per la componente femminile. Dal 2008 al 2024 l’incremento del tasso di occupazione delle donne è di 6,4 punti. Una crescita dovuta soprattutto al segmento delle ultracinquantenni: mentre l’aumento per le over50 raggiunge i 20 punti, per le 25-34enni si ferma a 1,4 punti. È quanto emerge dal Rapporto CNEL-ISTAT “Il lavoro delle donne tra ostacoli e opportunità”, presentato oggi a Villa Lubin. Quanto al divario di genere, in questo caso si accentua a sfavore delle donne nelle classi di età più avanzate, attestandosi a 12,1 punti per i più giovani e a 22,9 punti nella fascia più adulta. Le differenze si accentuano ulteriormente nel Mezzogiorno, dove la distanza tra i tassi di occupazione femminile e maschile passa da 14,2 punti per classe 15-34 anni a quasi il triplo per le 50-64enni (33,1 punti in meno rispetto agli uomini).
DONNE. CNEL: TASSO OCCUPAZIONE ANCORA INFERIORE A MEDIA UE
Permane, nel complesso, l’ampio divario con l’Europa: il tasso di occupazione femminile risulta inferiore di 12,6 punti alla media Ue ed è il valore più basso tra i 27 paesi dell’Unione. Pur avendo raggiunto il suo massimo livello, il tasso di occupazione femminile – si legge nel Rapporto CNEL-ISTAT – è cresciuto in Italia meno rispetto alla media Ue: 6 punti dal 2008 al 2024 in confronto a 8,6 punti in Europa. Il gap di genere nel tasso di occupazione è quasi il doppio della media Ue: 17,4 punti contro 9,1 punti. Ad ampliare ulteriormente i divari con l’Ue si aggiungono le marcate disparità territoriali: mentre tutte le regioni del Nord e del Centro, tranne il Lazio, hanno raggiunto l’obiettivo previsto dalla Strategia di Lisbona 2010, pari al 60%, nessuna regione meridionale ha raggiunto il target europeo.
DONNE. CNEL: CONDIZIONI LAVORATIVE PIÙ VULNERABILI RISPETTO AGLI UOMINI
Mentre tra gli uomini – evidenzia il Rapporto CNEL-ISTAT – circa sette occupati su dieci possono contare su un lavoro standard (dipendente a tempo indeterminato o autonomo con dipendenti), tra le donne sono in questa situazione poco più della metà delle occupate (53,9%). Quasi un quarto delle donne che lavora presenta uno o più elementi di vulnerabilità (dipendente a tempo determinato, part time involontario, ecc.), contro il 13,8% gli uomini. Risultano più spesso vulnerabili le lavoratrici giovani (38,7%), residenti nel Sud (31,2%), con bassa istruzione (31,7% per le donne che hanno fino alla licenza media) e straniere (36,5%).
DONNE. CNEL: DIMINUISCONO FAMIGLIE MONOREDDITO
Tra il 2008 e il 2023 – spiega il Rapporto CNEL-ISTAT – è calata di oltre sei punti la quota di coppie in cui solo l’uomo lavora, provvedendo alle necessità finanziarie della famiglia (dal 33,5 al 25,2%). Nel confronto europeo l’Italia si colloca al terzo posto (dopo Grecia e Romania) per diffusione del modello monoreddito maschile e comunque lontana dalla media Ue del 16,1%. Risultano invece in aumento nel nostro paese le coppie paritarie, in cui entrambi i partner lavorano e hanno redditi da lavoro di livello simile (dal 27,8 al 29,8%).
DONNE. CNEL: IN COPPIE PARITARIE MAGGIORE BENESSERE
Vivere in una coppia in cui i partner contribuiscono in egual modo al proprio reddito – rivela lo studio CNEL-ISTAT – migliora il benessere soggettivo: il 63% dei partner di coppie paritarie si dice molto soddisfatto della vita, a fronte di percentuali di circa il 40% dei partner di coppie monoreddito maschile. La stima con un modello logistico della probabilità che la donna in coppia sia soddisfatta della vita indica che, anche a parità di altre condizioni, sono avvantaggiate le donne che vivono in una coppia paritaria, poiché vivere nelle altre tipologie di coppia si associa a una minore probabilità di essere soddisfatte della vita.
DONNE. CNEL: PER LE MADRI IN COPPIA TASSO DI OCCUPAZIONE AL 57%, PER I PADRI 86%
Il 69,3% delle donne che vivono da sole – si apprende dal Rapporto CNEL-ISTAT – ha un impiego, percentuale che scende al 62,9% tra le madri sole e al 57,2% tra le madri in coppia. Viceversa, tra gli uomini il tasso di occupazione per i single è di circa il 77% e arriva all’86,3% per i padri in coppia. Tra i 25 e i 34 anni meno della metà delle madri risulta occupata. Le disparità a livello territoriale appaiono molto importanti, legandosi anche alla diversa disponibilità di servizi per la prima infanzia: mentre nelle regioni del Nord e del Centro il tasso di occupazione delle madri supera o sfiora il 70%, nel Mezzogiorno si attesta poco sopra il 40%.
DONNE. CNEL: 600 MILA INATTIVE NON CERCANO LAVORO PERCHÉ SCORAGGIATE
Le disoccupate sono poco meno di un milione e quelle “di lunga durata”, cioè in cerca di lavoro da un anno o più, corrispondono al 54,3%. Le inattive sono oltre 7,8 milioni e per un terzo a causa di motivazioni familiari. Quasi 600 mila donne non cerca lavoro perché scoraggiata, in quanto convinta di non riuscire a trovare un impiego.
DONNE. CNEL: PIÙ ISTRUITE DEGLI UOMINI MA SVANTAGGIATE SU LAVORO
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