(AGENPARL) - Roma, 5 Marzo 2025 - (AGENPARL) – mer 05 marzo 2025 Arno, al via cassa di espansione Restone, Giani e Monni: “Avanti con
protezione territorio”
Scritto da Lorenza Berengo, mercoledì 5 marzo 2025
“La posa della prima pietra”, come ha detto oggi il presidente Eugenio
Giani a proposito dell’avvio dei lavori della cassa di espansione Restone,
è un altro tassello importante del sistema di laminazione di Figline a
difesa dell’Arno. “Un’opera fondamentale per la mitigazione del rischio
idraulico di Firenze e della sua area circostante, capace di contenere fino
a 5,5 milioni di metri cubi di acqua”, ha specificato ancora Giani
durante il sopralluogo a Restone accompagnato dall’assessora all’ambiente
Monia Monni, dal sindaco di Figline e Incisa Valdarno Valerio Pianigiani,
dal direttore della Protezione civile in Regione Giovanni Massini. E il
territorio di Restone, dove in passato l’acqua veniva naturalmente
accumulata, grazie a questa nuova cassa di espansione, recupera questa
funzione, tornando ad essere un alleato strategico nella lotta contro le
piene del fiume.
L’intervento, che ha un valore complessivo di 35 milioni di euro, avrà
infatti una capacità di invasamento pari a 5,76 milioni di metri cubi di
acqua, con una superficie di circa 110 ettari. Situata tra il torrente
Cesto, il fiume Arno, la ferrovia e la zona di Casa Nuova, la cassa è
progettata per raccogliere le acque in eccesso in caso di eventi climatici
straordinari, evitando che queste allaghino la città di Firenze. Il
progetto prevede la realizzazione di un sistema di arginatura perimetrale
che si estende per 8,5 km, con un’altezza variabile tra i 2 e gli 8 metri,
e una pendenza delle scarpate di 2:1. La sommità dell’argine sarà a quota
130.60 metri sul livello del mare, e garantirà un franco di 1 metro
rispetto alla sommità per prevenire il rischio di tracimazione. La cassa
di espansione è dotata di un impianto di presa delle piene che consente il
deflusso delle acque in eccesso, attraverso un manufatto in cemento armato
con cinque luci di deflusso di 10 metri ciascuna, per una soglia sfiorante
complessiva di 50 metri. Il sistema di sicurezza comprende inoltre uno
sfioratore idraulico, situato sull’argine del fiume Arno, progettato per
garantire la massima resistenza al deflusso di acque e il controllo delle
piene. Questo sfioratore è costituito da un tratto dell’argine di 100
metri, ribassato a quota 129.6 metri sul livello del mare e rinforzato con
scogliera di massi ciclopici, a protezione della struttura.
“Con quella di Restone e la realizzazione di altre casse di espansione
come Pizziconi che sarà inaugurata a breve, Prulli e Leccio – ha
proseguito Giani -, stiamo costruendo una rete di protezione per il nostro
territorio. L’Arno è una delle principali sfide per la mitigazione del
rischio idraulico della nostra regione e con questo intervento facciamo un
salto di qualità nella protezione di Firenze e dei suoi abitanti.
L’infrastruttura – ha precisato il presidente – si inserisce in un piano
strategico più ampio che prevede, tra le altre cose, l’innalzamento della
diga di Levane, con l’obiettivo di garantire una gestione ottimale delle
acque lungo tutto il percorso del fiume. Grazie a questi interventi, il
rischio di alluvioni sarà sensibilmente ridotto, aumentando la sicurezza
di una vasta area”
Per l’assessora Monni: “La cassa di espansione su cui stiamo lavorando è
un’opera fondamentale per la sicurezza del territorio e delle comunità che
lo abitano. Con una capacità di oltre 5,5 milioni di metri cubi e
un’estensione di 110 ettari, questo intervento da 35 milioni di euro è
parte di un sistema integrato di quattro casse di espansione, che
proteggeranno l’area a valle fino a Firenze, incluso il patrimonio
artistico e culturale della città, come gli Uffizi. Ma il nostro impegno
va oltre la costruzione di opere idrauliche: vogliamo ripensare il modo in
cui il territorio viene gestito, perché la sicurezza non si garantisce
solo con dighe e argini, ma con una politica ambientale lungimirante e
coraggiosa. L’alluvione del novembre 2023 ci ha mostrato con drammatica
chiarezza che il cambiamento climatico non è un’ipotesi futura, ma una
realtà con cui dobbiamo fare i conti oggi. Per questo, insieme a questi
interventi strutturali, stiamo lavorando per ridurre il consumo di suolo,
restituire superfici drenanti, ripensare il sistema fognario e adottare il
concetto di ‘città spugna’, per far sì che le nostre città siano più
resilienti e vivibili. Questo è il nostro modello di governo- ha spiegato
l’assessora Monni- : non limitarsi a gestire le emergenze, ma costruire
soluzioni di lungo periodo che mettano al centro l’ambiente, la sicurezza e
la qualità della vita delle persone. Non ci accontentiamo di rispettare la
legge, vogliamo andare oltre, perché il nostro obiettivo è dare risposte
concrete ai cittadini e proteggere il loro futuro.”
“Si tratta di un’opera – ha concluso il sindaco Pianigiani- che
contribuirà, insieme alle altre casse di espansione, di mettere in
sicurezza anche il nostro territorio, oltre che la città di Firenze.
Questo impatterà positivamente non solo dal punto di vista preventivo ma
anche del vincolo idrogeologico di alcune zone del nostro comune,
permettendoci di tornare ad essere una zona attrattiva per gli
investimenti, per nuove iniziative imprenditoriali e per le aziende
agricole. Come ho già avuto modo di dire in occasione dei sopralluoghi a
Pizziconi, per noi è essenziale mantenere alta l’attenzione affinché i
lavori possano concludersi rispettando le scadenze previste e restituire,
quindi, la piena operatività e nuove opportunità di sviluppo al nostro
territorio”.
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