(AGENPARL) - Roma, 3 Marzo 2025 - Il vertice di emergenza sulla guerra in Ucraina tenutosi domenica a Londra si è concluso con un numero di risposte sostanzialmente limitato e altrettante domande rimaste irrisolte. Mentre i leader europei hanno ribadito il loro impegno a sostenere l’Ucraina, non è emersa alcuna novità concreta in termini di impegni diretti da parte di altri paesi europei per inviare truppe sul campo, e sono continuate le richieste affinché gli Stati Uniti garantiscano la sicurezza di una futura forza di mantenimento della pace.
Il summit, ospitato dal primo ministro britannico Sir Keir Starmer a Lancaster House, ha visto una schiera di leader europei, tra cui il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro canadese Justin Trudeau, riunirsi per discutere delle prossime mosse in merito alla guerra in Ucraina. Tuttavia, nonostante l’urgenza della situazione, le risposte concrete per la sicurezza e il futuro della regione sono state scarse.
Il vertice ha avuto un annuncio di rilievo: il Regno Unito ha promesso un prestito di 2,2 miliardi di sterline all’Ucraina, provenienti dai beni russi sequestrati, e un ulteriore aiuto da 1,6 miliardi di sterline per l’acquisto di missili di difesa aerea. Tuttavia, al di là di questi contributi finanziari, il summit ha visto poche risposte tangibili alle sfide più urgenti.
Sir Keir Starmer ha ribadito che l’Ucraina dovrebbe essere coinvolta nei negoziati di pace, ma ha anche sottolineato che una forza di mantenimento della pace, qualora la guerra giungesse a una conclusione, necessiterebbe di un “forte sostegno degli Stati Uniti”. Il primo ministro britannico ha dichiarato che il Regno Unito è pronto a inviare soldati e aerei, ma ha anche affermato che l’Europa dovrà fare la parte più pesante. Tuttavia, ha ammesso che l’aiuto degli Stati Uniti sarà essenziale per garantire la riuscita di tale impegno.
Nonostante l’affermazione di Starmer che “diversi paesi” avrebbero espresso interesse a unirsi alla cosiddetta “coalizione dei volenterosi”, non è stato fatto alcun annuncio concreto su nuovi impegni da parte di altri paesi europei. In particolare, le potenze europee come Germania, Italia e Polonia hanno mostrato poca motivazione a impegnarsi sul piano militare.
Il primo ministro canadese, Justin Trudeau, ha dichiarato che “tutto è sul tavolo” per quanto riguarda il possibile schieramento di truppe, ma ha precisato che Ottawa non anticiperà decisioni su come mantenere una pace che, al momento, non è ancora realtà. L’incertezza è stata palpabile durante l’incontro, con i leader europei che sembrano non avere una strategia chiara per garantire una pace duratura nel continente.
In una riflessione sulla difficoltà di mantenere la pace in Ucraina, Starmer ha evidenziato che qualsiasi forza di mantenimento della pace necessiterebbe di un sostegno decisivo da parte degli Stati Uniti. Tuttavia, l’amministrazione Trump, pur condividendo l’urgenza di una pace duratura, ha ripetutamente dichiarato che non sarebbe stata coinvolta in un impegno che potesse essere visto come una missione della NATO. Questo punto ha sollevato ulteriori preoccupazioni sul ruolo che gli Stati Uniti giocheranno in un possibile scenario di pace.
Durante l’incontro, sono emerse anche critiche verso l’approccio europeo. Il segretario di Stato statunitense, Marco Rubio, ha messo in dubbio l’efficacia dell’Europa come mediatore nella crisi ucraina. Rubio ha accusato i leader europei di non avere un piano chiaro e ha ribadito che, per portare Vladimir Putin al tavolo delle trattative, è necessaria la leadership degli Stati Uniti.
“Abbiamo chiesto a ogni ministro degli esteri che abbiamo incontrato quale fosse la loro idea su come finirà questo conflitto. La maggior parte non ha una risposta chiara”, ha detto Rubio, aggiungendo che l’idea di continuare a combattere per un altro anno nella speranza che Putin sia disposto a negoziare non sembra una soluzione realistica.
L’assenza di risposte concrete e impegni definitivi ha lasciato i partecipanti al vertice con il compito di definire una strategia più coerente nelle prossime settimane, senza tuttavia fornire indicazioni chiare su come e quando l’Europa sarà in grado di rispondere in modo unitario alle sfide della guerra in Ucraina.
