
(AGENPARL) – sab 01 marzo 2025 COMUNICATO STAMPA
GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA FAUNA SELVATICA
IL DIPARTIMENTO VETERINARIO DI ATS BERGAMO SEMPRE IN CAMPO CON
SORVEGLIANZA, MONITORAGGIO E PREVENZIONE
Bergamo, 1° marzo 2025 –
Il 3 marzo ricorre la Giornata Internazionale della Fauna Selvatica, istituita
dall’ONU nel 2013.
È un’occasione per riflettere sull’importanza della biodiversità e sulla
necessità di proteggere le specie in pericolo. In questa data si ricorda anche
la firma di uno dei più importanti strumenti legislativi di riferimento a tutela
della fauna selvatica: la ‘Convenzione sul commercio internazionale delle
specie minacciate di estinzione (CITES)’ promossa nel 1973.
A livello globale, è urgente sviluppare azioni concrete per contrastare la
perdita di habitat ed i cambiamenti climatici, ovvero due delle principali
minacce della fauna selvatica. I governi di tutto il mondo promuovono eventi,
campagne di sensibilizzazione e progetti di conservazione, per proteggere la
fauna e gli ecosistemi; anche i cittadini possono contribuire adottando
comportamenti sostenibili.
Questa giornata ci ricorda che la salvaguardia della fauna selvatica è
fondamentale per l’equilibrio del pianeta e per le future generazioni. Agire ora
è essenziale per garantire un mondo ricco di biodiversità e armonia tra uomo
e natura, anche in considerazione del fatto che le specie selvatiche danno un
contributo importante alla nostra vita e alla salute degli ecosistemi.
Oggi, la fauna selvatica rappresenta uno degli elementi fondamentali degli
ecosistemi naturali che contribuisce alla biodiversità e al mantenimento degli
equilibri ecologici.
Tuttavia, il crescente aumento demografico delle popolazioni di animali
selvatici ha determinato la nascita di nuove problematiche, anche di ordine
sanitario. Il sempre più frequente contatto, diretto ed indiretto, tra popolazioni
di animali selvatici a vita libera, animali domestici e uomo ha sollevato, negli
ultimi decenni, importanti questioni sanitarie collegate in particolare alla
diffusione di nuove emerge sanitarie, con importanti risvolti in ambito di
Sanità Pubblica.
Per questo, le attività di sorveglianza, attiva e passiva, delle popolazioni di
animali selvatici, sono azioni fondamentali per la tutela della Salute Pubblica
e la prevenzione della diffusione di malattie infettive e parassitarie.
In Lombardia è attivo, dal 2012, il Piano di monitoraggio sanitario della
fauna selvatica che prevede un’intensa attività finalizzata a verificare e
prevenire l’eventuale presenza e circolazione di agenti patogeni infettivi e
parassitari all’interno delle popolazioni selvatiche e dell’ambiente.
Il Dipartimento Veterinario di ATS Bergamo, in collaborazione con altri Enti
territoriali competenti, coordinata le attività di campionamento di materiale
biologico e monitoraggio delle patologie che possono colpire le popolazioni di
animali selvatici.
Le specie selvatiche sono importanti sentinelle di quanto sta accadendo
nell’ambiente dal punto di vista sanitario. I dati raccolti permettono di definire
un quadro della situazione epidemiologica relativa alla diffusione di malattie
infettive e parassitarie del nostro territorio. In particolare, l’attenzione è rivolta
nei confronti di malattie che si possono trasmettere all’uomo (zoonosi),
patologie che possono colpire gli allevamenti di animali domestici
interferendo negativamente sulle attività produttive ed economie, così come
per tutte quelle malattie che possono interferire sullo stato di salute delle
stesse popolazioni selvatiche.
In continuità agli scorsi anni, anche nel corso del 2024 si è svolta, in
collaborazione con la Sezione di Bergamo dell’Istituto Zooprofilattico
Sperimentale, un’intensa attività di sorveglianza sanitaria della fauna
selvatica con importanti risultati.
In relazione alla Peste Suina africana (PSA) è proseguita l’attività di
sorveglianza passiva, con prelievi di milza nei cinghiali ritrovati morti sul
territorio. Questa è un’attività fondamentale di Prevenzione, per poter
individuare precocemente eventuali focolai della malattia, che ad oggi non è
presente in provincia di Bergamo sia nel suino domestico sia in nel cinghiale.
Nel cinghiale sono stati 2.946 i campioni analizzati per la ricerca della
Trichinellosi, una malattia parassitaria a carattere zoonosico e che può
quindi colpire anche l’uomo: tutti i campioni analizzati sono risultati negativi.
Intensa anche l’attività di sorveglianza passiva sugli uccelli selvatici,
svolta in collaborazione con CRAS Valpredina e Polizia Provinciale Bergamo,
al fine di monitorare patologie come la West Nile Disease ed altri virus, alcuni
dei quali hanno una strettissima correlazione con la Sanità Pubblica. Sono
state 234 le carcasse di uccelli selvatici analizzate appartenenti a 48
specie diverse.
Si rafforza anche l’attività di monitoraggio sulle zecche. Sono state 516
le zecche conferite provenienti da ungulati selvatici sulle quali è stata
ricercata la presenza di numerose patologie tra cui il virus della Encefalite da
zecche (TBE) e la malattia di Lyme da Borrellia burdogferi.
Prosegue, infine, l’attività di sorveglianza attiva sui campioni di sangue
prelevati in collaborazione con il mondo venatorio in cervi, camosci, caprili e
mufloni, al fine di monitorare la circolazione di numerose malattie che
colpiscono gli animali, alcune delle quali possono passare all’uomo, come per
esempio l’Epatite E.
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