(AGENPARL) - Roma, 21 Febbraio 2025 - (AGENPARL) – ven 21 febbraio 2025 *Rette RSA: la Regione diffida le strutture da richieste indebite*
In relazione a una serie di prese di posizione e segnalazioni inerenti le
rette delle RSA, l’Assessorato alla Salute della Regione Puglia ha
rilasciato la seguente nota pregando gli organi di informazione di darne la
massima evidenza e diffusione al fine di scoraggiare imprecisioni e
equivoci che possano danneggiare gli ospiti delle strutture e le loro
famiglie.
“L’aumento della quota di compartecipazione delle famiglie per le rette
dovute alle Residenze Sanitarie Assistenziali è la conseguenza di quanto
stabilito da normative nazionali che, attraverso il DPCM 12 gennaio 2017
che ha definito e aggiornato i Livelli Essenziali di Assistenza, ha reso
uniforme in tutta Italia il principio per cui la metà delle rette deve
essere a carico del sistema sanitario e metà a carico delle famiglie.
In sostanza le rette restano sostanzialmente uguali: si calcolavano su una
tariffa giornaliera di 100,80 euro, attualmente la tariffa giornaliera è
scesa 100,33 euro. Ciò che è cambiato è la ripartizione di tale tariffa tra
sistema sanitario e famiglie degli ospiti delle RSA: era per il 70 per
cento a carico del sistema sanitario nazionale e per il 30% a carico delle
famiglie; dal 1° luglio 2023 è metà e metà.
Il Consiglio di Stato ha ribadito che la regione puglia non può in alcun
modo superare questa ripartizione del 50% a carico dello Stato e 50% a
carico delle famiglie: le Regioni che dovessero rimborsare una quota
superiore produrrebbero atti nulli.
Per gli ospiti delle RSA malati di Alzheimer la tariffa giornaliera era più
alta, pari a 130 euro al giorno, sulla base, tuttavia, di alcuni criteri
specifici che la struttura doveva possedere.
Fino al 30 giugno 2023, il sistema sanitario rimborsava 91 euro mentre alle
famiglie spettava compartecipare con 39 euro al giorno. Dal 1° luglio 2023,
applicandosi il principio “metà e metà”, il sistema sanitario è passato a
un’unica tariffa pari a 100,33 euro.
Fermo restando che la compartecipazione delle famiglie alle rette è sempre
esistita, tutti gli aspetti conseguenti alle novità introdotte a livello
nazionale sono vigilati con molta attenzione dagli uffici dell’Assessorato
alla Sanità della Regione Puglia perché le conseguenze di tale normativa
nazionale comportano oneri maggiori per le famiglie di ospiti di RSA,
sebbene sia una condizione già ampiamente sperimentata dalle famiglie dei
molto più numerosi ospiti delle Residenze Socio Sanitaria Assistenziali per
anziani, le RSSA.
Sempre per stare vicino in questa fase alle famiglie, la Regione Puglia ha
indirizzato diffide alle RSA dal richiedere arretrati alle famiglie, ogni
qualvolta giungano segnalazioni specifiche all’Assessorato”.
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