
(AGENPARL) – mar 28 gennaio 2025 https://www.aduc.it/articolo/flusso+deflusso+benefico+sonno+che+depura+mente_38730.php
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Un flusso e deflusso benefico. Il sonno che depura la mente
Dormire libera la mente. Probabilmente ne era convinto Alessandro Manzoni che, né “I Promessi Sposi”, evocava l’episodio che si svolse nei pressi di una cittadina francese: “Si racconta che il principe di Condè dormì profondamente la notte avanti la giornata di Rocroi”. Il riferimento è alla battaglia che portò alla vittoria dei francesi – al comando del giovanissimo condottiero – sugli spagnoli durante la Guerra dei trenta anni.
Un sonno ristoratore, dunque e, per dirla con gli scienziati, purificatore.
La funzione di drenaggio nel nostro organismo è dovuta al sistema linfatico che svolge tale funzione nei tessuti ad eccezione del sistema nervoso, delle ossa e dell’epitelio, sicchè il cervello si è dotato di un meccanismo di pulizia autonomo.
Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “Cell” e ripreso da “Science”, descrive come il cervello si “lava” durante il sonno.
Un “risciacquo” dovuto alla contrazione dei vasi sanguigni, stimolati da un neurotrasmettitore – la noradrenalina – che consente di espellere i rifiuti biochimici depositati nel cervello durante il giorno.
Il neuoscienziato Maiken Nedergaard, dell’Università di Rochester Medical Center (Usa), aveva già individuato nel liquido cerebrospinale il mezzo con il quale – attraverso passaggi nei vasi sanguigni – il cervello eliminava le sostanze di scarto. Questo sistema di drenaggio alternativo, detto glinfatico, rimuove i metaboliti e altre sostanze indesiderate, che si depositano nel encefalo.
Questo deflusso è particolarmente attivo durante il riposo.
Per evitare che l’uso di un anestetico negli animali da laboratorio interferisse con il ciclo del sonno naturale, i ricercatori del team del professor Nedergaard, hanno optato per un sistema di controllo con elettrodi e una tecnica con fibre ottiche per monitorarne l’attività biologica. E’ stato rilevato che i livelli di noradrenalina si modificavano ritmicamente stimolando la contrazione dei vasi sanguigni e quindi l’eliminazione dei rifiuti organici. Questo processo è stato riscontrato anche negli esseri umani nei quali il sistema glinfatico è deputato a smaltire i prodotti di residuali patologici del metabolismo proteico, tra i quali l’amiloide che induce l’Alzheimer, la proteina tau per la demenza e la sinucleina nel Parkinson. La correlazione, invece, tra la produzione di noradrenalina e la contrazione dei vasi sanguigni, non era evidente durante la veglia.
Alcuni sonniferi interferiscono con il sistema glinfatico, ponendo le condizioni per lo sviluppo di malattie neurodegenerative.
“Questi risultati, combinati con ciò che sappiamo sul sistema glinfatico, dipingono l’intero quadro delle dinamiche all’interno del cervello ed erano l’anello mancante della ricerca”, ha detto Natalie Hauglund, coautrice dello studio.
“La motivazione di questa ricerca era quella di capire meglio cosa guida il flusso glinfatico durante il sonno e le intuizioni di questo studio hanno ampie implicazioni per la comprensione dei componenti del sonno ristoratore”, afferma il professor Nedergaard.
Il sonno costituisce un meccanismo fisiologico durante il quale il nostro corpo si rigenera e riorganizza. La scoperta potrebbe aiutare gli scienziati a creare nuovi ausili per il riposo che preservino la funzione di pulizia del cervello.
(Articolo pubblicato sul quotidiano LaRagione del 28 Gennaio 2025)
Primo Mastrantoni, presidente comitato tecnico scientifico di Aduc
COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC
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