
(AGENPARL) – ven 03 gennaio 2025 Le problematiche del sistema di controllo sono evidenti. Uno studio
dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo, basato sull’analisi di 292
pazienti del Servizio per le Dipendenze patologiche, ha dimostrato che i
test salivari possono risultare positivi anche quando gli effetti delle
sostanze sono ormai svaniti. Ad esempio, il THC, principio attivo della
cannabis, può essere rilevato fino a 48 ore dal consumo. Cocaina e
oppiacei, addirittura, fino a 96 ore. Questo significa che una persona
potrebbe risultare positiva giorni dopo l’assunzione, pur non essendo
alterata al momento del controllo.
A complicare ulteriormente le cose, c’è il fatto che polizia e carabinieri
utilizzano appalti diversi per rifornirsi di test: la polizia utilizza il
SoToxa, che rileva il THC con una soglia più alta, di 25 nanogrammi/ml, e
anche benzodiazepine. I carabinieri, invece, utilizzano il DrugWipe 5S, che
rileva il THC con una soglia di 10 nanogrammi/ml, oltre a cocaina,
oppiacei, MDMA, anfetamine e metanfetamine.
Tuttavia, entrambi i test condividono importanti limiti: non rilevano
sostanze come metadone, buprenorfina e fentanyl. Queste differenze
rischiano di generare discrepanze e situazioni di ingiustizia, a seconda di
chi effettua il controllo e quale test viene utilizzato.
E il paradosso diventa ancora più evidente: chi ha assunto marijuana giorni
prima rischia sanzioni pesanti, mentre sostanze ben più pericolose, come
fentanyl o metadone, non vengono nemmeno individuate dai test attuali.
Questo compromette la coerenza dell’applicazione della norma e mina la
certezza del diritto, una garanzia fondamentale per tutti i cittadini, che
devono sapere quali condotte sono punibili e quali no.
C’è poi il capitolo dei pazienti che usano cannabis terapeutica. Salvini
sostiene che per loro non ci saranno conseguenze, ma nel testo del nuovo
articolo 187 non c’è alcuna specifica al riguardo. Anche prima della
riforma, queste persone potevano incorrere in sanzioni, ma solo se colte in
stato di alterazione psico-fisica. Ora, con l’eliminazione di quel
criterio, è sufficiente un test positivo, anche se le tracce derivano da un
uso terapeutico relativo a diversi giorni prima.
Anche per questo continueremo a portare avanti la nostra battaglia contro
il nuovo Codice della strada, anche in tribunale, dove cercheremo di
sollevare la questione di legittimità costituzionale.
Lo dichiara in una nota Filippo Blengino, Segretario Radicali Italiani.
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*Francesco Rosati*
Responsabile stampa Radicali Italiani
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