(AGENPARL) - Roma, 12 Dicembre 2024 - (AGENPARL) – gio 12 dicembre 2024 [image: image.png]
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*Carceri e nuovi spazi detentivi: seminario alla LUMSA Human Academy*
*Capo DAP: Persone detenute hanno diritti costituzionali e universali che
devono essere riconosciuti. Ricostruire rapporto carcere e territorio*
*Garante Detenuti: Oggi esecuzione della pena senza umanità. Necessarie
celle singole e strutture più rispondenti alla realtà del pericolo*
Si è tenuto nella sede della LUMSA Human Academy – Fondazione Luigia
Tincani il seminario “*Nuovi approcci per la complessità detentiva –
L’Italia protagonista del sistema penitenziario europeo: la sinergia tra
normativa, formazione e professioni*”, organizzato dalla *LUMSA Human
Academy – Fondazione Luigia Tincani* nella cornice del consolidato dialogo
di collaborazione tra l’*Università LUMSA* e il *Dipartimento
dell’Amministrazione Penitenziaria*.
Durante l’evento è stato presentato il Corso di Alta Formazione sulle
“*Strutture
detentive e management gestionale complesso*”, che la Fondazione LUMSA
Human Academy – Fondazione Luigia Tincani ha messo in cantiere per il 2025,
pensandolo come laboratorio di idee utili a un miglior funzionamento del
sistema penitenziario e delle sue strutture. Uno spazio in cui le attuali e
future generazioni di professionisti – ingegneri e architetti – saranno
chiamati a progettare, con uno spirito attento alla persona, le nuove
strutture penitenziarie del Paese e a comprenderne le logiche virtuose di
management gestionale.
Dopo i saluti dei professori Francesco Bonini (rettore dell’Università
LUMSA, Stefano Zamagni (presidente della LUMSA Human Academy –
Fondazione Luigia Tincani), hanno contribuito alla discussione vari
esperti: Giovanni Russo, (Capo del Dipartimento dell’Amministrazione
Penitenziaria), Riccardo Turrini Vita (presidente del Garante Nazionale dei
diritti delle persone private della libertà personale), l’arch. Domenico
Alessandro De Rossi (presidente CESP – Centro Europeo Studi Penitenziari),
prof. Alfredo De Risio (presidente ACROSS – Associazione dei Centri per la
Ricerca e l’Osservazione dei Sistemi di Salute), l’arch. Roberta
Bocca (vice presidente Ordine Architetti Roma) e l’ing. Filippo
Cascone (presidente Fondazione Ordine degli Ingegneri della Provincia di
Roma).
Di seguito un estratto degli interventi del Capo del DAP e del Garante dei
detenuti
*Giovanni Russo, capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria*:
*”Guardiamo con estremo interesse e favore a iniziative e corsi di alta
formazione come questo che fondano su basi scientifiche la loro attività e
che soprattutto non esitano a ‘sporcarsi le mani’ con un mondo
particolarmente complesso e difficile come quello delle carceri. Un
istituto non deve essere allontanato dal centro delle città, relegato in
luoghi dove diventa difficile anche per la società interloquire, creare
occasioni di contatto e di confronto. Occorre un’idea di ricostruzione
degli istituti non solo come luogo fisico, ma anche come rapporto tra
carcere e territorio. Perché le persone recluse sono uomini che hanno
sbagliato, sono stati giudicati colpevoli, sono stati condannati a una pena
che dovranno scontare in sicurezza e dignità, ma hanno diritto a vedersi
riconosciuti tutti i diritti che spettano secondo la Carta Costituzionale e
secondo le regole universali che ci rendono uomini tra gli uomini”.*
*Riccardo Turrini Vita, presidente del Garante Nazionale dei diritti delle
persone private della libertà personale: *
*”Oggi gli stabilimenti penitenziari sono in parte tratti da istituzioni
che avevano altro fine e altri sono facilmente invecchiati, per non dire
non rispondenti a una visione umana, non voglio neanche dire
costituzionale, dell’esecuzione della pena.*
*La decenza di vita negli istituti passa dall’assegnazione di una camera
individuale ad ogni persona ristretta, unita a dei basilari servizi
igienici che tutti noi in Italia consideriamo necessari. Queste condizioni
di decenza possono avere positive ricadute, non solo nella gestione
dell’ordine, ma soprattutto della sanità psichica e fisica degli stessi
reclusi, visto che troppi accadimenti inspiegabili forse riposano sulla
commistione notturna degli stessi nostri ospiti.*
*Io credo, quindi, che quella accortezza dovrebbe essere un canone
fondamentale, come forse potrebbe essere utile calibrare la pesantezza
delle strutture detentive alla realtà del pericolo o della necessità che
esse pongono.*
*Strutture meno gravi possono servire ugualmente bene alla più larga parte
dei detenuti.”*
Alessio Di Francesco
Media Relations
Università LUMSA
www.lumsa.it
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