
(AGENPARL) – ven 06 dicembre 2024 *COMUNICATO STAMPA DEL 6 DICEMBRE 2024*
*Il caso Prato alla sessione tecnica del G7 Ambiente sul tessile e la moda
sostenibili*
A seguito degli incontri politici del G7 Ambiente, avvenuti in Italia la
scorsa primavera, sono state definite ulteriori sessioni tecniche tematiche
che si sono svolte nel corso dell’anno.
Una di queste, G7 ACT-Agenda on Circular Textiles and fashion, è in
svolgimento online in questi giorni e ha visto la testimonianza di Roberta
Pecci, componente il Consiglio generale di Confindustria Toscana Nord, sul
caso Prato.
Confindustria Moda, coinvolta in via diretta nell’evento, ha infatti
stabilito di portare all’attenzione degli interlocutori del G7 le realtà di
Prato e Biella, invitate quindi a presentarsi ai partecipanti degli altri
paesi Francia, Germania, Canada, USA, Giappone e Regno Unito.
Scopo di G7 ACT è la definizione di azioni concrete da realizzare su base
volontaria, in un orizzonte di breve o medio termine, per sostenere e
sviluppare un’industria della moda più circolare e sostenibile: un
obiettivo che, per conseguire risultati efficaci, richiede strategie
condivise su scala internazionale. Fra i temi toccati quelli fondamentali
del design sostenibile, della promozione del riuso e del riciclo, della
responsabilità estesa del produttore e della tracciabilità
“E’ stata per Prato un’occasione non solo di visibilità ma soprattutto di
condivisione di tematiche a cui teniamo particolarmente – spiega *Roberta
Pecci* -. Inevitabili i riferimenti ai dossier europei attualmente aperti,
dall’EPR all’end of waste, e a regolamenti come il Reach che investono
tutto il manifatturiero ma che hanno nel tessile un settore sensibile.
Tuttavia, data la prevalenza nel G7 di paesi fuori dall’Unione Europea,
abbiamo insistito in particolare su questioni trasversali come le
certificazioni internazionali. Questo per Prato è un capitolo determinante:
le nostre imprese non hanno generalmente problemi a corrispondere nella
sostanza a quanto richiedono le certificazioni ambientali, ma incontrano
difficoltà a poter comprovare questa loro rispondenza a causa della
frammentazione della filiera e alla forte presenza di aziende piccole, poco
strutturate e quindi poco attrezzate a gestire le procedure richieste dai
certificatori. Stiamo lavorando per rendere più agevoli questi percorsi e
il G7 ACT è stata un’occasione per cercare alleanze in questa direzione o
quantomeno per rendere consapevole il mondo della moda di queste criticità
procedurali e formali.”
*Allegata foto*
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