
Inaugurazione dell’esposizione fotografica “World Unseen” in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità
Sala del RefettoriÈ per me un onore essere qui con voi alla presentazione di questa mostra, un progetto innovativo che celebra l’arte della fotografia da una prospettiva nuova. La data scelta per l’inaugurazione di questa esposizione è significativa. Oggi ricorre infatti la Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità, istituita dall’Organizzazione delle Nazioni Unite nel 1992. Si tratta di un importante momento per sensibilizzare Istituzioni e cittadini sulla necessità di rimuovere pregiudizi e trasmettere un’immagine della disabilità priva di qualsiasi connotazione negativa.
In questa occasione viene richiamata l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema dell’ipovisione e sulla necessità di garantire a tutti di essere partecipi della vita sociale, politica ed economica. Come stabilito nell’articolo 30 della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, tutti hanno il diritto di prendere parte alla vita culturale in condizioni di uguaglianza con gli altri. Esso impone agli Stati di adottare tutte le misure necessarie a garantire che anche le persone con disabilità abbiano la possibilità di accedere ai prodotti culturali in formati accessibili. L’esposizione che oggi viene inaugurata si inquadra in questo contesto.
Ricordo in proposito che l’anno scorso, in occasione della Cerimonia per il 75° anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione tenutasi a Montecitorio, la Camera dei deputati promosse, in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi, la realizzazione di una versione della bandiera italiana accessibile anche a coloro che non possono ammirare i suoi colori. Attraverso il “Tricolore tattile”, custodito ora proprio qui a Palazzo del Seminario, abbiamo infatti pensato di trasmettere, in particolare a coloro che immaginano i colori senza poterli vedere, il significato profondo che racchiudono il verde, il bianco e il rosso della nostra bandiera.
Dunque, abbattendo le tradizionali barriere sensoriali e, in special modo, quelle che limitano l’accesso all’arte figurativa, le opere qui esposte sono fruibili anche dalle persone non vedenti o ipovedenti. Sfruttando al meglio le nuove possibilità offerte dalla tecnologia, è stato progettato un percorso esperienziale che coinvolge il tatto e l’udito. Stampe in rilievo, descrizioni audio e testi in braille offrono a tutti i visitatori la possibilità di apprezzare questa pregevole selezione di immagini realizzate da fotografi di fama internazionale, senza utilizzare la vista. È questo un virtuoso esempio di progresso al servizio dell’essere umano, in grado di assicurare un’esperienza dove ogni individuo può godere della bellezza dell’opera d’arte a prescindere dalle proprie capacità visive.
In un mondo che troppo spesso tende a escludere chi vive la disabilità, abbiamo il dovere morale e civico di costruire una società che non lasci nessuno indietro. Penso in particolare ai bambini e alla possibilità di crescere in un ambiente che valorizzi le loro potenzialità e i loro sogni, senza ostacoli né barriere. La piena inclusione non è solo un diritto, ma il fondamento di una comunità davvero civile. Sono dunque lieto che questa esposizione si svolga in questa cornice istituzionale, perché testimonia il grande impegno e la particolare attenzione che la Camera dei deputati rivolge ai temi dell’integrazione culturale e sociale delle persone con disabilità. Il mio auspicio è che iniziative come questa si moltiplichino e che l’arte diventi sempre più accessibile a tutti.
A coloro che hanno contribuito con il proprio lavoro alla cura e all’allestimento della mostra desidero esprimere i miei sentimenti di considerazione e di profonda gratitudine.
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