(AGENPARL) - Roma, 2 Dicembre 2024 - (AGENPARL) – lun 02 dicembre 2024 Nella spesa sociale dei Comuni si registra un aumento pari al +11,3% fra il 2019 e il 2021, anno in cui si è raggiunto il massimo storico di 8,4 miliardi di euro, ovvero 142 euro pro-capite. Si tratta però ancora soltanto dello 0,47% del Pil. È quanto rivela il CNEL nel Rapporto “I servizi sociali territoriali 2024”, presentato oggi a Villa Lubin. L’incremento sale al +23% fra il 2019 e il 2023, con un balzo del +7% nel periodo 2022-2023, arrivando a coprire quasi il 16% della spesa corrente dei Comuni.
SERVIZI SOCIALI TERRITORIALI. CNEL: PERMANGONO SQUILIBRI TRA DIVERSE AREE DEL PAESE
Le variazioni pro-capite della spesa sociale mostrano differenze notevoli a livello provinciale. Realtà come Vibo Valentia con +129%, Benevento con +80% o Grosseto con +62% hanno registrato aumenti notevoli grazie alle risorse aggiuntive centrali post-pandemia. Tuttavia, non sempre l’incremento ha migliorato la situazione: Vibo Valentia, ad esempio, rimane ultima per livello di spesa (16 euro). In un terzo delle province, tra cui quasi tutte quelle della Sicilia, la spesa è cresciuta meno della media e rimane sotto il livello nazionale. Le province che hanno aumentato la spesa oltre la media sono soprattutto al Nord, nelle Marche e in Toscana. I dati del 2023 mostrano un certo recupero nel Sud (+48%) e nelle Isole (+29%), riducendo gli squilibri territoriali. Lo rivela il CNEL nel Rapporto “I servizi sociali territoriali”.
SERVIZI SOCIALI TERRITORIALI. CNEL: PICCOLO NON È BELLO
I Comuni densamente popolati tendono a investire maggiormente nella spesa sociale, mentre nei Comuni a bassa urbanizzazione (zone rurali e scarsamente popolate) la spesa è inferiore, riflettendo probabilmente minori esigenze o risorse. Nelle città la spesa sociale pro-capite risulta più alta nei Comuni capoluogo rispetto a quelli di cintura, accentuando il divario centro-periferia. Il 52% dei micro Comuni (meno di 500 abitanti) è sotto il fabbisogno standard. Lo rivela il CNEL nel Rapporto “I servizi sociali territoriali”.
SERVIZI SOCIALI TERRITORIALI. CNEL: SCARSO COLLEGAMENTO CON DISTRETTI SANITARI E CENTRI PER L’IMPIEGO
Le strutture di governance dei servizi sociali territoriali variano notevolmente tra le Regioni. La gestione della spesa sociale è affidata principalmente ai singoli Comuni (67%), ma al Nord e al Sud si ricorre più spesso a forme di governance alternative (come i distretti), mentre nei Comuni del Centro e delle Isole il ruolo comunale resta predominante. Gli Ambiti Territoriali Sociali (ATS), individuati dalle Regioni e sede principale per la programmazione e il coordinamento dei servizi sociali a livello locale, sono riconosciuti dall’evidenza empirica per l’efficacia e l’efficienza dei servizi erogati, ma presentano una significativa variabilità territoriale: solo un terzo coincide con i distretti sanitari e appena il 4% con i centri per l’impiego, creando potenziali disallineamenti con altre istituzioni territoriali. Lo rivela il CNEL nel Rapporto “I servizi sociali territoriali”.
SERVIZI SOCIALI TERRITORIALI. CNEL: DIFFERENZE ACCENTUATE ANCHE ALL’INTERNO DELLE SINGOLE REGIONI
Le dinamiche di spesa sociale nei Comuni mostrano notevoli differenze anche all’interno delle singole Regioni. L’analisi svolta dal CNEL nel Rapporto 2024 su “I servizi sociali territoriali” si è concentrata non solo su base provinciale, ma anche – ed è un aspetto innovativo di questa terza edizione annuale del Rapporto – scomponendo i dati rispetto ai 604 Ambiti Territoriali Sociali (ATS). La variabilità più alta si registra in Campania (oscillando tra i 170 e gli 8 euro pro capite di spesa), in Lombardia (fra 245 e 13) e in Calabria (fra 93 e 7).
SERVIZI SOCIALI TERRITORIALI. CNEL: ARRETRA IMPEGNO SUGLI ANZIANI
L’infanzia e i minori rappresentano tra il 2019 e il 2023 il primo target della spesa sociale territoriale, mentre si registra un arretramento nella spesa rivolta agli anziani. Forti le oscillazioni tra i Comuni. Si va da un massimo di 1.419 euro per persona anziana residente di Bolzano, a un minimo di 5 euro a Vibo Valentia. Il secondo target per spesa è quello delle disabilità, dove si allocano dai 6.485 euro per persona disabile a Oristano a meno di un decimo, ossia 498 euro a Reggio Calabria. Lo rivela il CNEL nel Rapporto “I servizi sociali territoriali”.
SERVIZI SOCIALI TERRITORIALI. CNEL: IN CRESCITA INTERVENTI, ASSISTENTI E UTENTI
Il 38% della spesa sociale territoriale riguarda interventi e servizi, con un aumento fra il 2019 e il 2021 del +8,8%. Risultano in aumento anche gli assistenti sociali, con un +41%, così come gli utenti dei servizi, cresciuti del 14%, con picchi del 40% in Regioni come Umbria, Sicilia, Puglia e Campania. Al contrario, Regioni come Piemonte, Liguria e Marche hanno registrato una tendenza negativa. Lo rivela il CNEL nel Rapporto “I servizi sociali territoriali”.
SERVIZI SOCIALI TERRITORIALI. CNEL: VARIABILITÀ NEL CONTRASTO ALLA POVERTÀ
I contributi economici erogati direttamente dagli Enti Locali per il contrasto alla povertà sono pari a 11 euro pro-capite (per residente), con massimi a Bolzano (77 euro) e minimi a Vibo Valentia (1 euro). Nel Nord-Est si registra un fenomeno di allocazione di risorse superiore agli altri territori d’Italia in relazione ai bisogni: nonostante l’incidenza della povertà assoluta familiare sia al 7,1%, leggermente inferiore alla media nazionale del 7,7%, la spesa pro-capite in quest’area risulta la più elevata dell’intera penisola. Lo rivela il CNEL nel Rapporto “I servizi sociali territoriali”.
SERVIZI SOCIALI TERRITORIALI. CNEL: AVANTI IN ORDINE SPARSO
Il gruppo di Regioni con alta diffusione di servizi sociali e buoni livelli di spesa da parte dei Comuni include Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Sardegna. La Calabria, all’opposto, si distingue per bassa spesa e scarsa incidenza degli interventi. Risaltano Basilicata, Campania, Sicilia e Molise per avere migliorato i servizi dal 2019, nonostante risorse investite ancora limitate. Lo rivela il CNEL nel Rapporto “I servizi sociali territoriali”.
SERVIZI SOCIALI TERRITORIALI. APPROVATO DOCUMENTO CNEL DI OSSERVAZIONI E PROPOSTE
L’Assemblea del CNEL ha approvato, nella seduta dello scorso 28 novembre, un documento di “Osservazioni e Proposte in materia di programmazione delle politiche sociali e rete integrata dei servizi”. Tra i punti più rilevanti, l’indicazione di un rafforzamento delle strutture di governance locali. Secondo il CNEL il sistema degli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) deve poter contare su una propria natura giuridica e rispettare standard minimi e dimensioni territoriali ottimali, anche per favorire i processi di partecipazione delle forze sociali e del terzo settore. Il documento segnala anche la mancata applicazione in molte Regioni di quanto auspicato dal D.lgs. 147/17, riguardo alla coincidenza tra ATS, distretto sanitario e centri per l’impiego, laddove sarebbe invece necessaria una logica di rete integrata. Si evidenzia, inoltre, come la positiva definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS) richieda ora un loro completamento nelle aree scoperte, con un investimento maggiore di risorse, un intervento di razionalizzazione e semplificazione delle linee di finanziamento e un sistema di monitoraggio più efficace. È necessario anche definire con le Regioni e gli Enti Locali meccanismi che consentano di intervenire sulle diseguaglianze territoriali, rivolgendo una specifica attenzione alle aree interne e ai piccoli comuni e favorendo “alleanze” tra i corpi intermedi per contrastare le condizioni di degrado e rafforzare il capitale sociale del territorio.
N.B. in allegato la nota di sintesi integrale e il comunicato stampa con il relativo materiale grafico.
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