(AGENPARL) - Roma, 30 Novembre 2024 - (AGENPARL) – sab 30 novembre 2024 Ritardi per Rinnovabili: Marisol Cestari, le attese sono rivolte allo
schema di decreto legislativo in materia di regimi amministrativi per la
produzione di energia da fonti rinnovabili.
Il nostro Paese – e con esso le regioni del Sud, tra le quali la Basilicata
– è ancora indietro nella produzione di energia rinnovabile per raggiungere
l’*obiettivo al 2030*. La Basilicata ha raggiunto solo il 20% degli
obiettivi di potenza da installare. Ciò nonostante i recenti interventi
approvati dal Consiglio dei Ministri:
• Un impianto eolico da 46,2 MW nel comune di Forenza, con infrastrutture
connesse nei comuni limitrofi.
• Un parco eolico da 44,8 MW nei comuni di Corleto Perticara e Laurenzana.
• Il progetto “Vento del Carpine” da 37,2 MW tra Cancellara e Vaglio
Basilicata .
• L’impianto “Corbo” da 49,5 MW a Genzano di Lucania, con proroga del
precedente provvedimento VIA regionale.
• Un impianto fotovoltaico denominato “Sant’Eustachio” da 19,98 MW a Matera.
• Il progetto agrovoltaico “Piano Coperchio” da 19,98 MW a Genzano di
Lucania.
• Un impianto agrovoltaico di 59,768 MW a Matera, località Jesce.
Le attese per superare questa situazione – commenta Marisol Cestari, legale
rappresentante dell’Associazione Energetica Moliterno Energia Dal Sole – sono
rivolte allo schema di decreto legislativo in materia di regimi
amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Tra gli
articoli più importanti del Testo unico sulle rinnovabili approvato il 25
novembre in Consiglio dei ministri c’è quello sulle “zone di accelerazione”
per gli impianti. È l’articolo 11-bis della bozza entrata in Cdm,
intitolato Zone di accelerazione e disciplina dei relativi regimi
amministrativi. Lo schema individua i regimi amministrativi per la
costruzione e l’esercizio di impianti di produzione di energia da fonti
rinnovabili, dei sistemi di accumulo, delle opere connesse e delle
infrastrutture indispensabili alla realizzazione degli impianti stessi. A
seconda di tipologia, dimensione e localizzazione, sono previste tre strade
amministrative: l’attività libera, la Procedura Abilitativa Semplificata o
l’Autorizzazione unica. L’atto risponde agli obiettivi di semplificazione
del PNRR, consentendo di raccogliere, unificare e consolidare le norme che
disciplinano la realizzazione di impianti a fonti rinnovabili. La
burocrazia – aggiunge Marisol Cestari – è da sempre il primo ostacolo per
le rinnovabili e in generale per tutte le imprese, ripercuotendosi
direttamente sui cittadini. Noi del Gruppo Cestari continuiamo a lavorare per
rafforzare le Cer esistenti e puntare alla costituzione di nuove
soprattutto nelle aree interne e più svantaggiate e nei piccoli comuni. E’
quello che come Gruppo stiamo già facendo e che intendiamo promuovere,
puntando sui casi di “best practice” come questo di Moliterno. L’obiettivo
principale di una CER è fornire benefici ambientali, economici e sociali ai
membri e alle aree in cui opera, promuovendo al contempo l’indipendenza
energetica del Paese e la riduzione delle emissioni di gas serra.
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