(AGENPARL) - Roma, 28 Novembre 2024 - (AGENPARL) – gio 28 novembre 2024 **Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano**
Comunicato del 28/11/2024, ore 11:46
Consiglio
Lavori Consiglio: Frutticoltura altoatesina 2, Requisiti per l’assegnazione di un’abitazione sociale, Esposizione delle bandiere
**Proposte di Freie Fraktion, JWA Wirth Anderlan, Süd-Tiroler Freiheit.
È ripresa questa mattina in Consiglio provinciale a Bolzano la trattazione, avviata, della La frutticoltura altoatesina: un modello di successo che ora desta preoccupazione (presentata dal cons. Leiter Reber il 10/11/2024), EMENDATA, con la quale Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha quindi presentato la, al fine di incaricare la Giunta (1) di verificare a quanto ammontano e come vengono utilizzati attualmente i vari fondi agricoli destinati all’agricoltura altoatesina, di comunicare l’ammontare delle quote dirette e indirette che vanno alla frutticoltura altoatesina e di adottare misure affinché una parte maggiore delle sovvenzioni venga trasferita direttamente alle frutticoltrici e ai frutticoltori, (2) di introdurre l’obbligo di utilizzare parte degli attuali contributi destinati ai programmi operativi delle cooperative frutticole per investimenti sui terreni dei soci, promuovendo in tal modo la produzione di varietà innovative e la realizzazione di nuove coltivazioni e strutture di supporto, nonché di sistemi di irrigazione sostenibili, (3) di verificare – in collaborazione con gli stakeholder e gli esperti locali e internazionali – quali colture e metodi di coltivazione alternativi siano più opportuni sul piano pratico ed economico per le coltivazioni frutticole dell’Alto Adige e le sue strutture di distribuzione consolidate; (4) di incentivare anche finanziariamente il passaggio alla produzione e commercializzazione di prodotti di nicchia; (5) di sostenere maggiormente la diffusione di prodotti derivati dalla lavorazione delle mele, come il sidro di mele; (6) di consentire alle aziende agricole che rientrano nei criteri previsti dalla legge sui masi chiusi, previa autorizzazione dell’amministrazione comunale competente, di installare impianti agrivoltaici sulle superfici coltivate a frutteto, prevedendo una superficie massima consentita dei pannelli solari (ad esempio 200 m²).
Josef Noggler (SVP) ha chiarito che come risulta dalle premesse, l’epoca d’oro della frutticoltura in Alto Adige appartiene al passato, e questo riguarda soprattutto le piccole aziende, tanto che oggi anche con 10 UBA un agricoltore non ha proventi sufficienti, mentre un tempo si sopravviveva con 5 capi. In quanto ai punti dispositivi, gli agricoltori sono le cooperative e quindi determinano già ciò che accade al loro interno. In merito all’agri fotovoltaico, con un tetto massimo di 100 mq si ottengono 50 kW di potenza per 1.000 ore, il che non è sufficiente.
Madeleine Rohrer (Gruppo verde) ha chiesto come mai fosse stata esclusa dalla mozione la viticoltura.
Franz Locher (SVP) ha sostenuto che gli agricoltori sono passati in secondo piano, chi guadagna è il commercio, che acquista un kg di mele a 40 centesimi rivendendole a 3,5 €. In passato, nelle cooperative i soci erano soci e fornitori, ora sono solo fornitori, e la parola va ad altri. Quanto a progetti innovativi, è attiva la Laimburg, e in merito al fotovoltaico sarebbe opportuno iniziare dai tetti, per non compromettere il paesaggio. Il rapporto tra frutticoltura e agricoltura di montagna è 10:1: questo non va dimenticato.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha parlato delle difficoltà delle microimprese, e lamentato la burocrazia eccessiva che caratterizza il settore, caratterizzato da tanti enti e corsi per ottenere alla fine solo rimborsi, non altro; mentre si finanziano corsi sul benessere nella mungitura. L’agricoltura non è solo una professione, è passione, ha concluso Wirth Anderlan sostenendo in pieno la mozione.
L’ass. Luis Walcher ha fatto riferimento alla presentazione della mozione da parte di Leiter Reber a Interpoma, aggiungendo in merito all’agrifotovoltaico sulle superfici coltivate a frutteti che è stato avviato un esperimento alla Laimburg, e alcune imprese si sono dette interessate: va verificato come si ripercuotono i pannelli sulla produzione del raccolto. I punti (4) e (5), riguardano prodotti di nicchia e produzioni derivanti dalle mele, in base ad accordi con Laimburg e San Michele è stato avviato uno studio sulle castagne e nocciole; si seguono con interesse anche prodotti come erbe aromatiche. Il sostegno e la consulenza alle cooperative, così diffusa in Alto Adige, si deve alle piccole dimensioni dei masi: questo servizio è importante per i contadini. Nell’ambito del programma operativo non ci si muove come imprenditori privati, è l’assemblea delle cooperative che decide. I mercati tradizionali come Benelux e Germania non importano più le mele, che vanno ad altre destinazioni. Come Laimburg si promuovono esperimenti nei settori di nicchia, per raccogliere le esperienze disponibili. L’assessore ha proposto di respingere la mozione. Andreas Leiter Reber ha evidenziato che era stato dimostrato come un documento dell’opposizione veniva smantellato se la maggioranza aveva numeri sufficienti per imporsi, al contrario di quanto avvenuto ieri. Ha aggiunto che molti agricoltori lo avevano ringraziato per il documento essendoci ancora il luogo comune che la frutticoltura sia molto redditizia rispetto all’agricoltura di montagna, sulla quale ci si concentra sempre – 90 volte nella scorsa legislatura. Importante era aver fatto il punto della situazione reale, raccogliendo singolarmente dati non ancora raccolti. Ha infine invitato a rendere trasparente quali fondi vengono erogati e come. Messa in votazione, la mozione è stata respinta: bocciate le premesse, il punto (1) e il punto (2) sono stati respinti con 14 sì, 17 no e 1 astensione, il (3) e il (4) con 15 sì e 17 no, il (5) con 14 sì, 17 no e 1 astensione, il (6) con 14 sì e 17 no.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha quindi presentato la Requisiti per l’assegnazione di un’abitazione sociale (presentata dal cons. Wirth Anderlan il 29/10/2024), con la quale chiedeva alla Giunta provinciale di elaborare e presentare al Consiglio provinciale un disegno di legge che modifichi come segue i requisiti per presentare domanda per un’abitazione sociale da parte di cittadini extracomunitari: 1.La persona richiedente risiede legalmente in provincia di Bolzano da almeno 10 anni. 2. La persona richiedente può dimostrare di aver lavorato in questo periodo per almeno cinque anni. 3. L’ingresso nello Stato e nella provincia è avvenuto in modo legale. 4. In passato la persona non è stata espulsa. 5. Negli ultimi 10 anni non ha subito condanne penali incompatibili con una sospensione condizionale della pena. 6. Le informazioni fornite da cittadini extracomunitari sulla situazione patrimoniale propria ovvero dei familiari residenti all’estero di cui si deve tener conto devono essere confermate da un’attestazione dell’ambasciata competente. Wirth Anderlan ha evidenziato un trattamento iniquo: la quota di alloggi assegnati ai cittadini extra UE è molto superiore a quella dei cittadini stessi; inoltre, verificare il patrimonio dei cittadini extracomunitari è impossibile, mentre per i cittadini UE le verifiche vengono eseguite.
Anche Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha evidenziato lo squilibrio tra persone locali, che devono presentare tutti i documenti sul proprio patrimonio, e quelle extracomunitarie. Ha citato il recente caso di molestia sessuale a scapito di una cittadina locale, chiedendo com’è possibile che al presunto autore, proveniente dal Marocco dove non c’è la guerra, sia stato concesso asilo. Una persona con condanna penale non deve poter risiedere in provincia. Ha annunciato voto a favore.
Hannes Rabensteiner (Süd-Tiroler Freiheit) ha ricordato un proprio documento sul tema, compreso il punto (6); da artigiano aveva avuto spesso a che fare con cittadini extracomunitari: erano loro stessi a dire che il sistema locale è stupido perché permette di accedere ad alloggi sociali nonostante si sia proprietari all’estero. Il sistema sociale viene quindi sfruttato, mentre i locali devono fare i calcoli di quanti figli si possono permettere: qualcosa non va, non si premiano le persone oneste. Ha sostenuto la mozione.
Madeleine Rohrer (Gruppo verde) ha ricordato a Wirth Anderlan che aveva annunciato di voler ridurre il 50% delle leggi, mentre ora ne proponeva una nuova, oltretutto incaricandone la Giunta invece che elaborare un disegno di legge in proprio. Voleva inoltre ridurre all’aula un sito per polemizzare.
L’ass. Ulli Mair ha detto di comprendere l’obiettivo della mozione, e che anche lei e la Giunta vorrebbero assegnare in modo più restrittivo gli alloggi IPES, tuttavia sarebbe stato più opportuno confrontarsi con la Giunta prima di diffondere video su Tik Tok. Il punto (1 esiste già, il (2) è vicino alla realtà, essendo previsti 3 anni. Altre regioni hanno aumentato gli anni di residenza, con misure ritenute poi discriminanti e anticostituzionali. Ora c’è un contingente massimo del 7% per cittadini extracomunitari, e 11 punti si raggiungono dopo 20 anni di residenza, il doppio di quanto richiesto da Wirth Anderlan; va detto anche che in alcuni comuni vengono offerti più alloggi di quanto richiesto. La proposta è più cosmetica che effettivamente vantaggiosa per la popolazione; chi non ha permesso di soggiorno valido non può chiedere un alloggio né aiuti sociali. Il regolare permesso di soggiorno va riconosciuto come titolo indipendentemente dalla modalità di arrivo in provincia e ci sono già motivi di esclusione per certi reati; una difficoltà che rimane è quella di controllare il patrimonio all’estero: bisognerebbe promuovere accordi con le ambasciate, ma qui dovrebbe intervenire il Governo italiano. Si cerca di coinvolgere maggiormente i Comuni affinché facciano la propria parte. Wirth Anderlan ha replicato che se avesse saputo dell’appoggio dei verdi avrebbe giá predisposto il disegno di legge, e ha ribadito l’importanza di un equo trattamento, anzi: di un migliore trattamento dei sudtirolesi che hanno costruito questa provincia. La mozione è stata respinta: le premesse con 22 no e 8 sì, il diversi punti ciascuno con 23 no e 8 sì.
Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha qiundi presentato il Ridisciplinare autonomamente l’esposizione delle bandiere sugli edifici pubblici in provincia di Bolzano (presentato dai conss. Zimmerhofer, Rabensteiner, Knoll e Atz Tammerle il 12/01/2024); (inizio trattazione il 07/11/2024 – continuazione), già illustrato nella, al fine di incaricare la Giunta provinciale di intervenire presso il Governo al fine di ottenere una modifica della legge 5 febbraio 1998, n. 22, e del decreto del Presidente della Repubblica 7 aprile 2000, n. 121, affinché la Provincia autonoma di Bolzano possa disciplinare autonomamente questa materia. Ricordando una propria mozione del 2014 sul tema, e il fatto che l’attuale mozione era già stata discussa in parte nella prima seduta di novembre ma sospesa per un confronto con la maggioranza, Zimmerhofer ha ricordato anche che in germania non esistono regole sulla esposizione delle bandiere, che così come disciplinato oggi in Italia rappresenta una violazione della cultura locale. Il consigliere Urzì, che ora ha un ruolo molto importante, era stato molto irritato, ma queste prassi nazionalistiche ora dovrebbero appartenere al passato. ZImmerhofer ha quindi citato anche alcune discutibili prassi turistiche.
Harald Stauder (SVP) ha confermato che ci si era confrontati per cercare di presentare un documento che non fosse adeguato a un solo gruppo linguistico, ma ci sono ancora dubbi legali e giuridici, per esempio in merito all’esposizione delle bandiere sulle scuole. Per questo non si può portare avanti un voto insieme. Esporre la bandiera italiana, in ogni caso, non è una prassi imperialistica. In quanto alle pass turistiche, effettivamente a volte sono discutibili rievocazioni storiche, ma non si può intervenire. Il tema va discusso, ma il voto non si può approvare.
Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha ritenuto che i simboli sono importanti, e apprezzato la disponibilitá a riflettere di Stauder. Ha annunciato che sta elaborando un disegno di legge, anche per trovare una soluzione rispetto alla bandiera provinciale. I voti spesso sono inefficaci. egli ha chiesto informazioni sulle sanzioni previste in caso di mancata esposizione delle bandiere.
Dai banchi dei consiglieri, l’ass. Christian Bianchi (Uniti per l’Alto Adige – Lega Alto Adige Südtirol) ha evidenziato la grande maturità dei consiglieri di lingua italiana a non rispondere alle provocazione costantemente inserite in certi documenti, e chiesto: se i consiglieri di lingua italiana presentassero analoghi documenti, cosa farebbe la STF? Denuncerebbe quotidianamente in conferenza stampa. Queste provocazioni devono cadere nel vuoto. Da anni la provincia fa un percorso di convivenza: per questo bisogna lavorare. La Consulta ha inoltre detto che l’esposizione della bandiera italiana sul territorio italiano è obbligatoria.
Dai banchi dei consiglieri, l’ass. Marco Galateo (Fratelli d’italia) ha evidenziato un po’ di confusione: dalle bandiere, nell’intervento si è passati a parlare di toponomastica, ma nessuno si oppone all’uso dei toponimi Laimburg o Obereggen, che tra l’altro è un nome commerciale. Anch’egli ha parlato di tentativo reiterato di provocazione tra gruppi linguistici: porterà voti e likes su Tik Tok, ma bisogna chiedersi se si trasmette ai giovani un messaggio corretto. Sarebbe più opportuno dare in aula un buon esempio di convivenza.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), co-firmatario, ha contestato a Galateo il riferimento a Obereggen, che è un toponimo storico: evidentemente non si conosce la storia della provincia. Non è il gruppo tedesco che obbliga a esporre la bandiera austriaca, ma quello italiano che impone di esporre quella italiana. In quanto alla domanda di Leiter Reber, non esistono sanzioni. L’obbligo di esporre la bandiera, come quello di indossare la fascia tricolore, o l’esposizione della bandiera agli atleti sudtirolesi che vanno a medaglia, è nazionalismo puro. (Galateo ha replicato che nessuno vieta nulla a nessuno: si chiede solo di rispettare le regole).
Secondo Sandro Repetto (Partito Democratico), l’argomento è anacronistico. È necessario rispettare quanto previsto dalla legge, la mozione tuttavia appare un’operazione di carattere politico per portare acqua al proprio mulino, allontanandosi da chi, pur di lingua tedesca, cerca di promuovere un percorso comune, per trovare quella comunità che va identificata in 100 anni di convivenza. Si tratta di una logica demagogica e populista.
Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia) ha espresso il proprio dispiacere: ha simpatia per Sven Knoll, di cui spesso condivide il pensiero, ma non quando è antistorico. La provincia è il risultato di un percorso storico che è assurdo negare, e la convivenza di due popoli è un dato di fatto. Giusto è mantenere le proprie tradizioni, lingua e cultura, e l’Italia rispetta l’Autonomia della Provincia: perché inserire fastidiosi cunei all’interno di una pacifica consiliatura?
Hannes Rabensteiner (Süd-Tiroler Freiheit), cofirmatario, ha respinto l’affermazione che la bandiera italiana non sia imperialistica, ricordando una festa degli Schützen nel 2008 a Villandro, con esposizione del tricolore su tutti gli edifici pubblici: questo era sentito come provocazione da molti, pertanto il tricolore era stato tolto, “e io in quanto comandante degli Schützen sono stato minacciato di 5 anni di carcere, un’ingente sanzione e la privazione della cittadinanza”.
(continua)
**MC**
[Vai all’articolo online ›](https://www.consiglio-bz.org/it/comunicati-stampa/lavori-consiglio-frutticoltura-altoatesina-2-requisiti-per-l-assegnazione-di-un-abitazione-sociale-esposizione-delle-bandiere-241128)
Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano
Sito web:[ www.consiglio-bz.org](https://www.consiglio-bz.org)
Hai ricevuto questa e-mail perché ti sei registrato all Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano.
[Apri nel browser](https://egjaabf.r.bh.d.sendibt3.com/tr/mr/vih9WDo4q78XX7MF1RWkxtnjRWITCUARtm7RkaJg9_Q31sAWpMcoHhFJdp3vwhlO4mRv8_b2AHcXbRnxn8OLRXmfquvsK1CfSVC-RSOxcwfBNg5zOUauHGLZwQGlJojz6ePOWPAGizkVw3CswZmxn_qxRgt_em-JR94NTSeuFSST_T5gtYyTeXxmhgw09EuwhpjbZSGFRmc6HiU_UAVhnyQNBpfwt1mf-48qmxieKm8SPFM) | [Annullare l’iscrizione](https://egjaabf.r.bh.d.sendibt3.com/tr/un/SXIiI_lS9Iehnee1YE_LN9W40ReWS2v2HvG_Tn33mCyGgrXBk6OLe5X5AOg9PU1Y8mZKRmIzaco96TWNC-4BCTj44FWcwoXw9zge7ULo0Js4DY-7J4Z6yNvC6ZC0HP4ezJe_et8cfe0oPLAdTXvHDiw4Xqz66h5UImNa6A5AcY3HCL2GdhWduF4JzlJRa1TQzSyQGP_WuLO9KbcYfRJ0Q0Gnzaw8udRUTyBx18No8vsRe30iIInOBgmBwEASTFOpcOoaqvCRE7Jq-Mg)
Hai domande o commenti? Si prega di non utilizzare la funzione di risposta a questa e-mail, ma utilizzare il [modulo di contatto](https://www.consiglio-bz.org/it/contatti) per inviarci un messaggio.
Trending
- Via Einaudi riaperta con un giorno di anticipo: scavi più in profondità per una strada più resistente
- Bonelli e Fratoianni (AVS): «Centinaia di migliaia in piazza, l’Italia non accetta più le bugie del governo. Va ascoltata, non criminalizzata»
- Cortei: Scotto-Orfini (Pd), nuova generazione esce da invisibilità
- Ambiente, completati adempimenti per misure di conservazione dei siti Rete Natura 2000. Savarino: «Verso la chiusura della procedura di infrazione europea»
- Sicilia, Calderone (FnV): “Fratelli d’Italia riveda le alleanze, quello che accade in Sicilia evoca la politica dei due forni della Prima Repubblica”
- Albania nel caos, molotov contro il Palazzo del Governo a Tirana: la polizia risponde con lacrimogeni e cannoni ad acqua
- Palazzo d’Orléans, promozione per Fabrizio Tantillo: è segretario particolare del presidente Schifani
- Allerta truffa online: falsa e-mail sui voucher di conciliazione vita-lavoro
- CANADA ED EUROPA, NASCE UN NUOVO ASSE GEOPOLITICO?
- MANOVRA, CARETTA (FDI): LDB 2027 TUTELA AGRICOLTURA