(AGENPARL) - Roma, 28 Novembre 2024 - (AGENPARL) – gio 28 novembre 2024 I*NTITOLATO IL PRONTO SOCCORSO DEL POLICLINICO DI BARI AL DOTTOR VITO
PROCACCI. *
*Emiliano :”Il modello dei nuovi pronto soccorso pugliesi fu studiato e
voluto da lui” *
*Sanguedolce: “Ha sempre messo al primo posto la dignità del paziente,
prima di tutto riconoscendone l’unicità e le singole esigenze, ha reso il
Pronto soccorso un luogo sempre più accogliente sia per i pazienti che per
i loro accompagnatori”*
“Ogni suo gesto di cura, ogni parola di conforto che ha speso in questo
luogo di dolorosa necessità, sono state un seme piantato nel cuore
dell’umanità”.
Recita così la dedica a memoria del dottor Vito Procacci, direttore
dell’unità operativa di Medicina d’Emergenza-Urgenza del Policlinico di
Bari, prematuramente venuto a mancare lo scorso agosto.
La targa è stata scoperta nel Pronto soccorso che Vito Procacci ha diretto
negli ultimi sei anni e che da stasera è intitolato a suo nome. L’unità
operativa d’emergenza-urgenza dell’ospedale universitario barese ha fatto
registrare nell’ultimo anno oltre 87.000 accessi (una media di oltre 230
accessi al giorno), di cui circa 6.000 tra codici rossi e arancioni e
eseguito oltre 123mila prestazioni e consulenze in Pronto soccorso.
La cerimonia di commemorazione si è svolta questo pomeriggio nella sala
formazione di Asclepios, alla presenza di colleghi, amici e familiari.
Sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della Regione Puglia Michele
Emiliano, il direttore generale del Policlinico Antonio Sanguedolce,
l’arcivescovo dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto Mons. Giuseppe Satriano, il
direttore ff della medicina d’urgenza del Policlinico, Francesco
Incantalupo, il sindaco di Bitonto, Francesco Paolo Ricci e la vice
presidente della Società italiana di Medicina d’Emergenza Urgenza, Paola
Caporaletti.
“L’intitolazione della sede del Pronto soccorso del Policlinico di Bari a
Vito Procacci – ha dichiarato Emiliano – è un po’ un atto dovuto, perché
molti anni fa, quando ristrutturammo questo pronto soccorso e gli altri
delle principali città pugliesi, il modello di riferimento fu proprio
questo del Policlinico di Bari che è stato in gran parte studiato e voluto
da Vito Procacci. In questo modo speriamo di riuscire a ringraziarlo in
morte per tutto quello che ha fatto per noi in vita”.
“La scomparsa prematura di Vito Procacci è stata una perdita immensa per
la comunità medica e per tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di lavorare
al suo fianco”, ha detto il direttore generale del Policlinico di Bari,
Antonio Sanguedolce, che poi ha poiricordato alcune delle idee e dei
progetti che hanno fatto “del Policlinico di Bari un grande Pronto
Soccorso, un punto di riferimento per l’intera comunità, fornendo all’area
metropolitana di Bari e a tutta la Puglia un servizio di grande valore, sia
umano che professionale”.
Tra le più significative l’infermiere di processo, preso oggi a modello per
le altre strutture in Puglia per ridurre la conflittualità tra medico
urgentista e familiari dei pazienti. Al Policlinico di Bari è collocato
all’interno delle aree di presa in carico, e si occupa di monitorare
costantemente e di dare informazioni ai pazienti che sono in attesa di
essere visitati sul e ai loro parenti che chiedono delucidazioni percorso
diagnostico. C’è poi il Nucleo Assistenziale Avanzato, che rappresenta un
esempio di integrazione medico-infermieristica per la valutazione e il
trattamento precoce dei pazienti con criticità intermedia.“Vito – ha
concluso Sanguedolce – ha sempre messo al primo posto la dignità del
paziente, prima di tutto riconoscendone l’unicità e le singole esigenze, e
poi coinvolgendoli nel processo decisionale riguardante il loro percorso di
cura. Questo ha reso la sua Unità Operativa un luogo sempre più accogliente
sia per i pazienti che per i loro accompagnatori”.
Tra il 2018 e il 2019 il pronto soccorso del Policlinico di Bari è stato
ristrutturato e concettualmente rivoluzionato proprio seguendo alcuni degli
spunti di Vito Procacci a ricordarlo è il dottor Francesco Incantalupo che
è oggi il direttore facente funzione dell’unità operativa di Emergenza
Urgenza: “La notte dell’inaugurazione del nuovo pronto soccorso resterà un
ricordo indelebile in tutti noi, perché penso di averlo visto felice come
non mai e perché abbiamo condiviso un’atmosfera di speranza e di futuro che
non si potrà mai dimenticare. Poi è arrivato il Covid e come tutti non
avevamo idea di cosa aspettarci. Il 7 marzo arriva il nostro primo
paziente. Nell’arco di 6 ore avevamo un’area interamente dedicata ai
pazienti Covid, con percorsi dedicati, accesso dedicato, e il direttore che
credo sia rimasto con noi per almeno 48 ore di seguito. E non è stata
un’eccezione, perché durante le varie ondate COVID lui era sempre lì, di
giorno e di notte, a capire cosa poter migliorare, ad aiutare, a comunicare
con i parenti”.
Il dottor Incantalupo in conclusione ha ricordato anche la dedizione per la
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