(AGENPARL) - Roma, 21 Novembre 2024 - (AGENPARL) – gio 21 novembre 2024 *Di seguito la ricostruzione di quanto accaduto ieri al Pronto Soccorso di
Taranto a firma del familiare del paziente*
Mi preme riportare la giusta versione dei fatti in merito all’episodio
avvenuto ieri al Pronto Soccorso del SS Annunziata di Taranto, dal momento
che sono parte in causa.
Sono un operatore sanitario della Sanitaservice e lavoro nelle strutture
del territorio jonico. Ieri non ero in servizio, quando mia sorella mi ha
allertato per un malessere importante di mio padre, avvisandomi del fatto
che aveva già chiamato per ben tre volte l’ambulanza affinché venisse
soccorso il nostro familiare, che abita a due angoli dal nosocomio.
All’arrivo al Pronto Soccorso, mio padre in un momento di particolare
dolore e agitazione, con pressione ormai altissima e difficoltà a
respirare, ha riportato in maniera concitata e a voce alta quanto stava
vivendo, e ha riferito un insopportabile bruciore al petto; l’infermiere
ha risposto urlando e inveendo contro mio padre che solo un’ora dopo è
stato operato a causa di un infarto, e che dovrà subire un’altra operazione
a cuore aperto. Non ho saputo contenere il disagio e la rabbia per la
reazione di fronte ad una persona che stava soffrendo e, sbagliando, ho
dato uno schiaffo all’infermiere.
Certamente mi scuso per quello che è accaduto, e per non aver saputo tenere
a freno il mio grande disappunto, ma ci tengo a dare la reale versione dei
fatti, dopo i quali peraltro ho chiesto scusa all’infermiere e dallo stesso
ho ricevuto altrettanto. Scambio di scuse che è avvenuto davanti ai
carabinieri. Dunque nessuna insofferenza per la fila e nessuna
prevaricazione da parte mia che lavoro nella sanità e rispetto il lavoro di
tutti, ma ritengo si debba avere estrema delicatezza nel trattare la
sofferenza di chi si rivolge ai sanitari per necessità. Ciò significa non
frasi urlate, non superficialità, né risposte come quella che ho sentito
ieri: “Qui volete essere tutti serviti per primi”. Il punto è che non siamo
al ristorante, ma in un luogo dove la cura dovrebbe partire dal modo in cui
i pazienti vengono trattati, dunque da quella che dovrebbe essere
l’accoglienza.
*Francesco *
*operatore Sanitaservice*
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