(AGENPARL) - Roma, 21 Novembre 2024 - (AGENPARL) – gio 21 novembre 2024 CLIMA, GREENPEACE ITALIA E RECOMMON: «FISSATA L’UDIENZA CON CUI LA
CASSAZIONE DECIDERÀ SE IN ITALIA È POSSIBILE AVERE GIUSTIZIA CLIMATICA»
suoi lavori, Greenpeace Italia e ReCommon rendono noto che il prossimo 18
febbraio la Cassazione si riunirà a Sezioni Unite per stabilire se anche in
Italia, come già succede all’estero, sia possibile o meno intentare una
causa climatica che accerti le responsabilità delle aziende inquinanti per
gli eventi climatici estremi, come alluvioni e siccità, dovuti al
riscaldamento globale, che stanno colpendo sempre più spesso e sempre più
duramente anche il nostro Paese.
Nel maggio 2023 dodici cittadine e cittadini italiani, Greenpeace Italia e
ReCommon avevano presentato una causa civile nei confronti di ENI,
del
Ministero dell’Economia e delle Finanze e di Cassa Depositi e Prestiti
S.p.A. (queste ultime due realtà in qualità di azionisti che esercitano
un’influenza dominante sulla società) per i danni subiti e futuri, in sede
patrimoniale e non, derivanti dai cambiamenti climatici a cui il colosso
italiano del gas e del petrolio ha significativamente contribuito con la
sua condotta negli ultimi decenni, pur essendone pienamente consapevole.
ENI, CDP e MEF avevano infatti eccepito “il difetto assoluto di
giurisdizione del giudice ordinario adito”, di fatto contestando la
possibilità di procedere con una causa climatica davanti a un tribunale
italiano. Un motivo di improcedibilità contestato da Greenpeace Italia,
ReCommon e le cittadine e cittadini aderenti a La Giusta Causa, che hanno
dunque fatto ricorso per regolamento di giurisdizione alla Suprema Corte
per chiedere di pronunciarsi in merito in via definitiva, come accadrà il
prossimo 18 febbraio. Questa decisione avrà un impatto su ogni futura causa
climatica intentata in Italia e, quindi, sulla tutela o meno in Italia dei
diritti umani connessi al clima e già riconosciuti dalla Corte Europea dei
Diritti Umani.
CONTATTI: