
(AGENPARL) – mer 20 novembre 2024 (ACON) Trieste, 20 nov – “A questo punto, non ci resta che
sperare che la legge regionale, deputata a individuare le aree
non idonee per la stesura di parchi fotovoltaici nelle nostre
campagne, possa essere considerata retroattiva. Altrimenti, il
nostro territorio pagher? caro questo dilungamento dei tempi per
la sua approvazione”.
Lo rimarca in una nota la consigliera regionale Rosaria Capozzi
(Movimento 5 Stelle), dopo aver assistito al deposito della
petizione contro la realizzazione di impianti fotovoltaici a
terra in prossimit? delle aree residenziali di Romans d’Isonzo.
“Noi continuiamo a sostenere – aggiunge la Capozzi – che, su
questi impianti, sono necessari i dibattiti pubblici. Anche per
dare ai proponenti la possibilit? di spiegare le loro ragioni.
Questa Regione, invece, non ha mai inteso svolgere l’inchiesta
pubblica, seppur con oneri a carico dei proponenti, nemmeno per
gli impianti che la potevano prevedere, per la valutazione degli
impatti ambientali di tali strutture. Non potendolo richiedere i
Comuni interessati, di solito troppo piccoli per una normativa
che prevede almeno 50mila soggetti interessati, sar? altres?
nostra cura far approvare al Consiglio regionale atti di
indirizzo per obbligare la Giunta ad avviare il dibattito
pubblico, laddove consentito dalla legge”.
“Una Regione che negli ultimi tre anni ha gi? approvato due norme
per l’individuazione di aree non idonee dove installare questi
impianti – precisa la pentastellata – avrebbe dovuto essere
capofila a livello nazionale. Invece, come al solito quando si
parla di transizione energetica, rischieremo di essere tra gli
ultimi. Non ci rimane altro se non auspicare che le norme
approvate siano considerate retroattive, almeno per gli impianti
non ancora installati”.
ACON/COM/rcm
201821 NOV 24