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COMUNICATO STAMPA del 19 novembre 2024
I GIOVANI E LE MALATTIE MENTALI: I CONSIGLI AI GENITORI DEGLI ESPERTI DEL BAMBINO GESÙ
Domani la giornata internazionale dell’infanzia e dell’adolescenza. I campanelli di allarme a cui
prestare attenzione e i comportamenti da tenere per costruire un ambiente familiare sano
Depressione, ritiro sociale, rifiuto scolastico, autolesionismo, ansia, disturbi del comportamento
alimentare, ideazione suicidaria. Nel mondo circa 1 adolescente su 7 tra i 10 e i 19 anni soffre di un
disturbo mentale diagnosticato. In Europa i minori che soffrono di un problema di salute mentale
sono più di 11 milioni, in Italia sono circa 2 milioni. In occasione della giornata internazionale
dell’infanzia e dell’adolescenza del 20 novembre, gli esperti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù
indicano i campanelli di allarme a cui prestare attenzione e i consigli per creare un ambiente
familiare che favorisca la salute mentale dei figli. «Negli ultimi 10 anni le consulenze
neuropsichiatriche presso il pronto soccorso dell’Ospedale sono aumentate del 500%» racconta il
professor Stefano Vicari responsabile della neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza del
Bambino Gesù.
I NUMERI DEL FENOMENO: +500% LE CONSULENZE AL PRONTO SOCCORSO DEL BAMBINO GESÙ
Secondo l’UNICEF nel mondo 166 milioni di adolescenti tra i 10 e i 19 anni (1 su 7) ha un disturbo
mentale diagnosticato. Di questi, 89 milioni sono ragazzi e 77 milioni sono ragazze. A livello
mondiale, circa la metà dei problemi di salute mentale si manifesta entro i 18 anni, nonostante molti
casi rimangano non individuati e non trattati. In Europa i minori che hanno un problema di salute
mentale sono 11,2 milioni (13%). Di questi, 5,9 milioni sono maschi e 5,3 femmine. L’8% degli
adolescenti (15-19 anni) soffre di ansia, il 4% di depressione. Il suicidio è la seconda causa di morte
(circa un decesso su sei) dopo gli incidenti stradali.
I dati della Società italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dicono che in Italia
circa 1 minore su 5 soffre di un disturbo mentale. Si tratta di circa 2 milioni di minori. All’Ospedale
Pediatrico Bambino Gesù le consulenze neuropsichiatriche presso il pronto soccorso sono passate
dalle 237 del 2013 alle 1.415 del 2023 con un picco di 1.824 nel 2021. Un aumento del 500%: da 1
consulenza ogni giorno e mezzo di media a circa 4 al giorno. Gli accessi per autolesionismo sono
passati dai 25 del 2013 ai 607 del 2023. «Quelli psichiatrici sono i disturbi più frequenti in età
evolutiva. Molto di più delle malattie infettive e dei tumori – spiega il professor Stefano Vicari – Le
malattie mentali rappresentano la terza causa di accesso al pronto soccorso del Bambino Gesù dopo
la disidratazione e la febbre».
I CAMPANELLI DI ALLARME
I campanelli di allarme a cui i genitori devono prestare particolarmente attenzione sono i
cambiamenti. Soprattutto quando sono repentini e prolungati nel tempo Quando un bambino o
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un adolescente inizia a presentare segni di malessere psicologico, questi si accompagnano infatti a
dei cambiamenti emotivi e comportamentali rispetto alle normali abitudini di vita. I cambiamenti
possono riguardare il rendimento scolastico, con un repentino peggioramento, la comparsa di
difficoltà nel dormire la notte, il peggioramento delle abitudini alimentari (mangiare troppo,
mangiare poco, mangiare male), l’abbandono di un’attività sportiva che si praticava con
soddisfazione, il ritiro sociale, irritabilità e scontrosità accentuati o un’eccessiva anedonia, cioè la
difficoltà a provare piacere per e cose che prima davano piacere. «Ovviamente tutti gli adolescenti
di tanto in tanto presentano queste modalità di comportamento – chiarisce Vicari – Ma quando
questi atteggiamenti diventano quotidiani, rappresentano un cambiamento evidente rispetto al
comportamento abitudinario e durano settimane o mesi, allora è bene chiedere aiuto»
I campanelli di allarme non sono però solo quelli comportamentali. Possono essere anche fisici. È il
caso dell’autolesionismo, un fenomeno in grande crescita, soprattutto tra i giovani adolescenti (1314 anni). Anche il repentino ed eccessivo aumento o perdita di peso può essere un segnale che
nasconde un disturbo del comportamento alimentare. È quindi importante prestare attenzione al
corpo dei propri figli, osservarli. «A volte i genitori per pudore o rispetto della privacy dei propri figli
evitano di farlo – spiega Vicari – I figli hanno bisogno di essere controllati. È il ruolo dei genitori. La
relazione genitore-figlio non è una relazione tra amici, ma tra chi è adulto e chi no, tra chi deve
educare e chi deve essere educato».
COME COMPORTARSI
Il primo suggerimento è esserci. È importante sia la qualità che la quantità del tempo passato coi
propri figli. È importante trovare il tempo anche per stare in silenzio insieme a loro. Non è necessario
dirgli costantemente cosa fare e non fare. L’esempio è molto più importante. È importante
ascoltarli e vedere cosa fanno. «Per farlo è necessario trovare il tempo – spiega Vicari – È
fondamentale garantire una presenza fisica accanto ai propri figli. Altrimenti la comunicazione
rischia di diventare prevalentemente funzionale e direttiva: “Lavati, studia, metti in ordine, hai
preparato la borsa?”. Il messaggio che deve passare ai figli è semplice: “Se hai bisogno, io sono qui”».
Un altro aspetto centrale per creare un ambiente ottimale per i figli è quello di metterli in condizione
di costruire relazioni, anche dentro la famiglia. Uno studio che riguarda i minori che sono riusciti
ad affrontare meglio il distanziamento sociale e le restrizioni durante il Covid 19 ha dimostrato
l’importanza di vivere in una famiglia numerosa, in cui si parla e si gioca, di leggere e fare attività
fisica. «Il benessere mentale si costruisce insieme al benessere fisico e cognitivo, coltivando cioè
conoscenza e sapere, giocando – continua Vicari – Il segreto è stare coi propri figli e divertirsi
standoci. Non viverla come una condanna, come se stare con loro fosse tempo sottratto ai propri
interessi».
Lasciare che il bambino si annoi: la noia non è un elemento negativo. Anzi. Nella vita di tutti i giorni
avere del tempo a disposizione per non fare nulla vuol dire favorire la creatività, la fantasia.
Immaginare delle cose che nel tempo fittamente organizzato che i figli hanno si fa fatica a trovare.
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«La creatività nasce da questo, dall’avere un bastoncino in mano e immaginare che sia un’astronave
per esplorare i pianeti».
Impedire l’accesso ai farmaci tenuti in casa. Negli adolescenti il suicidio è la seconda causa di morte.
L’ingestione incongrua dei farmaci è infatti il metodo più utilizzato. È quindi fondamentale che i
farmaci presenti in casa non siano facilmente raggiungibili tenendoli chiusi a chiave.
Limitare l’accesso ai dispositivi elettronici (computer, smartphone, ecc.) e ai social è un altro
elemento che aiuta a prevenire l’insorgenza di possibili problemi psichiatrici. Le dipendenze hanno
infatti un ruolo determinante sull’aumento delle patologie psichiatriche. Tutti i tipi di dipendenze,
sia quelle da stupefacenti – «i bambini oggi iniziano ad usare i cannabinoidi già dalla scuola
secondaria di primo grado» racconta Vicari – sia quelle da gioco da azzardo – «circa 1 minore su 3
frequenta le sale scommesse ho gioca al gratta e vinci».
La dipendenza da dispositivi elettronici e da internet ha effetti negativi sul cervello, si attivano le
stesse aree che si attivano con una dipendenza da sostanze chimiche. «Nel 2013 crollano i prezzi dei
telefonini che diventano più accessibili per tutti – spiega Vicari – I bambini hanno ormai un accesso,
spesso senza controllo, a uno strumento fantastico, ma che nasconde grandi insidie. Oggi i minori
accedono a molte informazioni, di ogni tipo, tramite internet. A cui di fatto viene delegata, anche
inconsapevolmente, una parte della funzione educante che dovrebbe invece essere dei genitori e
della scuola».
Quando i genitori riscontrano alcuni dei campanelli di allarme che potrebbero indicare la presenza
di un problema neuropsichiatrico è importante chiedere aiuto. «La cosa importante da sottolineare
è che se ne esce – conclude Vicari – Per questo invitiamo i genitori a prestare attenzione ai segnali
rivelatori. Ancora oggi esiste un grande stigma, culturale e sociale, a parlare apertamente di disturbi
psichiatrici. È invece importante parlarne e chiedere aiuto perché rivolgendosi a chi se ne occupa si
può guarire».
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