
Un rapporto recentemente pubblicato e attribuito al Ministero della Difesa ucraino rivela che l’Ucraina possiede le risorse e le competenze necessarie per produrre rapidamente armi nucleari in caso di emergenza, sfruttando le sue riserve di combustibile nucleare esaurito. Questo rapporto, ritenuto una sorta di “piano di riserva” per la difesa del Paese in mancanza di sostegno internazionale, è stato diffuso dal The Times e segnala che l’Ucraina potrebbe sviluppare un arsenale nucleare rudimentale nel giro di pochi mesi, qualora il sostegno militare statunitense venisse a mancare, specialmente sotto un’ipotetica presidenza Trump.
Contesto e motivazioni
Il documento, elaborato dal Center for Army, Conversion and Disarmament Studies ucraino, riflette una strategia di difesa di ultima istanza contro la Russia, in caso di isolamento politico e militare. Secondo quanto riportato, il documento avrebbe suggerito che l’Ucraina potrebbe giustificare un abbandono unilaterale del Trattato di Non Proliferazione (TNP), citando le ripetute violazioni del Memorandum di Budapest da parte della Russia. Questo memorandum, firmato nel 1994, garantiva la sovranità e la sicurezza dell’Ucraina in cambio della sua rinuncia al terzo arsenale nucleare più grande del mondo, ereditato dall’Unione Sovietica.
Capacità tecniche dell’Ucraina
Secondo il briefing, l’Ucraina dispone di una quantità significativa di barre di combustibile esaurito, accumulate dalle sue centrali nucleari, che potrebbero teoricamente essere usate per costruire centinaia di armi nucleari a bassa resa. Il rapporto descrive un processo che, sebbene non porterebbe alla creazione di armi nucleari moderne, sarebbe sufficiente per produrre dispositivi simili alla bomba atomica di Nagasaki.
In termini di vettori di lancio, Valentyn Badrak, direttore dell’Istituto Nazionale per gli Studi Strategici, ha dichiarato che entro sei mesi l’Ucraina potrebbe dimostrare la capacità di lanciare missili balistici a lungo raggio, con una gitata di circa 1.000 chilometri, sufficiente per colpire obiettivi strategici, inclusa Mosca.
Reazioni internazionali e rischi di escalation
La pubblicazione di questi dettagli ha suscitato preoccupazioni immediate nei capitali occidentali, dove l’espansione della proliferazione nucleare è una questione altamente sensibile. Inoltre, il ritorno di un programma nucleare indipendente da parte di Kiev potrebbe complicare le relazioni con i suoi alleati e rafforzare le tensioni con la Russia. Mosca ha minacciato in passato di impiegare la sua forza nucleare contro l’Occidente per il sostegno fornito all’Ucraina, aumentando il rischio di una pericolosa escalation.
Dichiarazioni ufficiali e speculazioni
Un portavoce del governo ucraino ha rapidamente smentito qualsiasi intenzione di sviluppare armi nucleari, riaffermando l’impegno di Kiev al TNP e la stretta collaborazione con l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA). Tuttavia, l’assenza di una confutazione dei punti specifici del rapporto ha lasciato aperte speculazioni sull’effettiva intenzione del briefing.
Secondo le dichiarazioni riportate nel documento, alcuni analisti militari ucraini avranno la possibilità di sviluppare un deterrente nucleare per compensare l’indecisione percepita dell’Occidente riguardo alla dell’Ucraina. L’autore del briefing, Oleksii Yizhak, ha criticato il “rispetto eccessivo” mostrato dagli Stati Uniti verso la minaccia nucleare russa, sostenendo che una “risposta nucleare” ucraina potrebbe riequilibrare i rapporti di forza nella regione.
Conclusioni
L’emergere di uno scenario simile solleva questioni etiche e strategiche per l’Europa e gli Stati Uniti, che si trovano a dover considerare l’eventualità di un nuovo stato nucleare in Europa orientale. La decisione dell’Ucraina di mantenere aperte opzioni estreme come questa evidenzia la frustrazione crescente per la mancanza di garanzie di sicurezza concrete contro l’aggressione russa, e potrebbe rappresentare un tentativo di pressione per ottenere maggiori concessioni diplomatiche o un ingresso accelerato nella NATO.
Il futuro di questa delicata questione dipenderà sia dall’evoluzione del sostegno occidentale all’Ucraina sia dalle mosse diplomatiche di Kiev, che potrebbe valutare se continuare a perseguire una strada nucleare o concentrarsi su alternative difensive più convenzionali e multilaterali.