
(AGENPARL) – gio 14 novembre 2024 Ufficio Stampa / Press Office
PressRelease/ComunicatoStampa
ANTARTIDE | Al via la spedizione sulla Piattaforma di Ross per stimare il
futuro innalzamento del livello degli oceani
È in corso in queste settimane una spedizione sulla più grande piattaforma di
ghiaccio presente sul nostro Pianeta, nella regione occidentale del continente
antartico, per raccogliere campioni di sedimenti marini e studiare le possibili
evoluzioni future del livello marino
[Roma, 14 novembre 2024]
Un team internazionale di scienziati è appena partito per l’Antartide per
raccogliere sedimenti glaciomarini ai margini occidentali della Calotta Glaciale
che consentiranno di stimare l’innalzamento futuro del livello degli oceani.
La spedizione, che coinvolge tecnici e specialisti di 13 Paesi, si inserisce
nell’ambito del progetto SWAIS 2C (Sensibilità della Calotta Glaciale Antartica
Occidentale a un aumento di 2°C) e utilizza tecniche di analisi paleoclimatiche
per studiare campioni di sedimenti del fondale marino sotto la Piattaforma
di Ross, la più grande piattaforma di ghiaccio sulla Terra, estratti tramite alcune
perforazioni fino a 200 metri di profondità sotto il livello del mare.
Per l’Italia partecipano alla missione l’Istituto Nazionale di Geofisica e
Vulcanologia (INGV), l’Università di Genova, l’Università di Siena,
l’Università degli Studi di Trieste e l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di
Geofisica Sperimentale (OGS), con il supporto del PNRA (Programma Nazionale
di Ricerche in Antartide) attraverso il progetto Italy for SWAIS-2C.
“La Calotta Glaciale Antartica Occidentale contiene una quantità di ghiaccio tale
che, se dovesse fondersi completamente, farebbe innalzare il livello del mare di 4-5
metri”, spiega Paola Del Carlo, ricercatrice dell’INGV. “Ricerche recenti hanno
mostrato che, a causa dell’aumento della temperatura globale dovuto al
cambiamento climatico in atto, il collasso di alcune sue parti potrebbe essere
inevitabile; tuttavia, tale aumento della temperatura non ha ancora riguardato le
acque sottostanti la grande Piattaforma di Ross che, quindi, costituiscono ancora
un sostegno che stabilizza la massa glaciale sovrastante, anche se non sappiamo per
quanto”.
La missione in corso nel continente antartico mira a comprendere quale
temperatura potrebbe innescare lo scioglimento della Piattaforma di Ross,
con successivo collasso della Calotta Glaciale Antartica Occidentale.
“I campioni di sedimenti che il nostro team prevede di recuperare risalgono a
centinaia di migliaia, se non milioni, di anni fa, e includono informazioni sull’ultimo
periodo interglaciale avvenuto 125.000 anni fa, quando il pianeta era circa 1,5°C
più caldo delle temperature pre-industriali”, aggiunge Del Carlo. “L’auspicio è che
i risultati di questa ricerca possano contribuire a guidare i piani di previsione e
adattamento all’inevitabile innalzamento del livello del mare, nonché a sottolineare
ulteriormente l’urgenza di adottare politiche e soluzioni in grado di mitigare le
emissioni globali di gas serra”.
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La perforazione eseguita a molti chilometri dalla base più vicina – Scott Base della
Nuova Zelanda – richiede una notevole capacità logistica per movimentare a
bordo di un convoglio di veicoli cingolati personale e strumentazione in un
viaggio di oltre 1100 chilometri sulla superficie ghiacciata. La traversata sulla
Piattaforma di Ross dovrebbe durare circa 15 giorni e, una volta giunta al sito di
perforazione prescelto (denominato KIS3), prevede la realizzazione di una pista
di atterraggio sul ghiaccio per aerei equipaggiati con sci, consentendo ai
perforatori e agli altri scienziati di raggiungere quest’area a fine novembre.
Link utili:
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)
Università di Genova
Università di Siena
Università degli Studi di Trieste
Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale
Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA)
SWAIS2C
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