(AGENPARL) - Roma, 11 Novembre 2024 - (AGENPARL) – lun 11 novembre 2024 Città e rigenerazione urbana, turismo, digitale e Intelligenza Artificiale: il coraggio di cambiare per il futuro dell’Umbria
Con l’evento IMPRESE FUTURO UMBRIA di lunedì 11 novembre, all’Auditorium San Francesco al Prato di Perugia, Confcommercio ha chiamato a raccolta imprese, istituzioni e comunità regionale su temi strategici per lo sviluppo
IMPRESE FUTURO UMBRIA è l’evento annuale con cui Confcommercio intende dare il proprio contributo alla crescita della comunità regionale portando all’attenzione delle imprese, delle istituzioni e di tutti gli altri interlocutori, il contributo di relatori di altissimo livello su temi strategici per lo sviluppo della regione.
“Il titolo di quest’anno, “Digitale e Intelligenza Artificiale. Quali cambiamenti nel futuro di città, turismo e aziende” è già un programma”, spiega il presidente di Confcommercio Umbria Giorgio Mencaroni. “Noi crediamo che il persistente rischio desertificazione di città e borghi umbri con la sfida della rigenerazione urbana, il potenziale ancora inespresso del turismo umbro, le frontiere dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale siano centrali per il futuro dell’Umbria. E il futuro dell’Umbria siamo noi”.
Confcommercio Umbria, la più rappresentativa associazione delle imprese umbre del terziario di mercato, settore che in Umbria rappresenta il 40% del valore aggiunto e dell’occupazione, si è posta l’obiettivo, con l’evento di oggi, di mettere a disposizione di tutti un patrimonio di idee, dati e suggestioni utili per riflettere sul nostro futuro di imprenditori e cittadini.
“La nostra esortazione – aggiunge il presidente Confcommercio – è di affrontare questi temi con un atteggiamento di grande apertura e di coraggio.
Dobbiamo avere il coraggio, ad esempio, di non arrenderci al declino delle nostre città reputando la loro crescente desertificazione un fenomeno ineluttabile. Occorrono politiche per riportare la residenzialità nei centri storici e per valorizzare gli esercizi di prossimità.
Le nostre piccole imprese sono l’anima dei territori e delle città, l’ossatura della nostra economia. Garantiscono presidio, coesione sociale e spesso anche sicurezza per i cittadini. Sono una componente essenziale per la qualità della vita delle comunità. Non sto dicendo che piccolo è bello: piuttosto dico che piccolo è necessario. Al punto che il Comune di Milano ha dichiarato che i servizi di prossimità vanno considerati come servizi di interesse pubblico generale. Tutte le imprese sono importanti, ma le nostre piccole imprese non delocalizzano e hanno sul territorio la testa, il corpo e soprattutto il cuore!
Dobbiamo avere il coraggio di dare gambe e risorse al nuovo strumento dei Distretti del commercio. E di mettere al centro l’utilizzo dei dati su consumatori, cittadini e turisti, come prevede il nostro progetto di rigenerazione urbana Cities, che stiamo sperimentando anche in Umbria.
Dobbiamo avere il coraggio di parlare di turismo pensando più in grande. Abbiamo visto le potenzialità di questo settore e abbiamo raggiunto ottimi risultati, ma adesso dobbiamo andare oltre: intercettare le nuove tendenze globali e fidelizzare i mercati tradizionali, dare maggiore continuità all’azione di spinta al settore sostenendo gli investimenti e crescendo in competenze e tecnologie dedicate.
Dobbiamo avere il coraggio, infine, di guardare in faccia rischi e opportunità portati dall’innovazione tecnologica e dall’Intelligenza Artificiale, e le sue ricadute su società, consumi, lavoro e fare impresa. Questo è l’orizzonte dell’impegno di Confcommercio Umbria.”
Dopo l’introduzione del presidente Mencaroni e il saluto della sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi sul palco si sono succeduti gli esperti che hanno approfondito i diversi argomenti, moderati da Simone Pastorelli, CEO di Fattoria Creativa e membro di Giunta Confcommercio Umbria.
Oscar di Montigny, fondatore e managing partner di I-Deagate, presidente e fondatore di Grateful Foundation, ha posto all’attenzione della platea di imprenditori e di rappresentanti istituzionali grandi temi di fondo e molte provocazioni: “Viviamo in un mondo volatile, incerto, estremamente complesso, ambiguo, che si muove secondo alcuni driver di cambiamento: l’aspetto demografico, l’impatto ambientale, la tecnologia. In più abbiamo anche una crisi generazionale: per la prima volta nella storia, in un unico momento storico sono concentrate 5 generazioni diverse che hanno riferimenti ed esigenze completamente diversi. Sta cambiando completamente l’esperienza di vita delle prossime generazioni. Questo comporta una assunzione di consapevolezza a tutti i livelli, compresi il mondo delle imprese. Innovazione è alterare l’ordine prestabilito delle cose per fare cose nuove”.
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