(AGENPARL) - Roma, 11 Novembre 2024 - (AGENPARL) – lun 11 novembre 2024 *COMUNICATO STAMPA*
*Acqua: Cia, urgente nuova strategia comune contro siccità e alluvioni*
*L’evento con Anbi. Subito politiche infrastrutturali integrate e
innovative per gestire meglio le risorse idriche tutelando agricoltura e
territori *
Bologna, 11 nov – Visione, programmazione e cabina di regia unica per
invertire la marcia sulle risorse idriche e dare il via a nuove politiche
infrastrutturali, partendo prioritariamente dalla messa in sicurezza delle
aree più esposte al rischio di alluvione o di siccità. Questo il messaggio
lanciato dal convegno “Acqua: le nuove sfide da affrontare in agricoltura”
organizzato da Cia-Agricoltori Italiani, in collaborazione con Anbi,
all’Hotel Savoia Regency di Bologna.
Una giornata di studio, con le istituzioni e il mondo accademico e della
ricerca, per mettere nero su bianco i dati sulla crisi climatica e
ripensare proposte e soluzioni più moderne ed efficienti.
Negli ultimi 5 anni, in Italia, piogge intense e grandinate sono cresciute
fino al 400%, investendo soprattutto il Centro-Nord, mentre in regioni come
la Sicilia le precipitazioni attualmente sono al di sotto del 50% rispetto
alla media degli ultimi 20 anni. Senza contare che proprio l’Italia, con
oltre 90 miliardi di euro di danni subiti in 40 anni, risulta uno dei Paesi
più martoriati da eventi metereologici estremi.
“Lo squilibrio climatico, troppa acqua o troppo poca, ha generato zone
fragili che oggi sono a rischio abbandono -ha detto il presidente nazionale
di Cia, Cristiano Fini-. Per questo dobbiamo mettere in campo una strategia
comune e integrata per tutelare un bene prezioso come l’acqua,
salvaguardando al contempo agricoltura e territorio”. In questo senso,
secondo Cia, ci sono almeno cinque azioni da adottare con urgenza: dare
priorità negli interventi di messa in sicurezza alle zone a più alto
rischio naturale; definire e avviare subito un nuovo Piano nazionale per la
crescita dei grandi invasi da considerarsi integrati, e non alternativi, ai
piccoli invasi; accelerare sul riutilizzo delle acque reflue, favorendo gli
investimenti e le infrastrutture necessarie al riuso agricolo; approvare
finalmente una legge contro il consumo di suolo agricolo, visto che si
continua a cementificare 2,4 metri quadrati di suolo al secondo;
incentivare le funzioni di custodia e manutenzione del territorio svolte
dagli agricoltori attraverso un quadro normativo chiaro e definito. “Tenere
i produttori nelle aree rurali e interne -ha ribadito Fini- significa
difendere l’agricoltura Made in Italy, evitare lo spopolamento e,
soprattutto, prevenire il dissesto idrogeologico”.
E un ruolo essenziale nella gestione delle risorse idriche è sicuramente
quello dei Consorzi di Bonifica, come ha spiegato il presidente nazionale
dell’Anbi, Francesco Vincenzi: “L’acqua non è più solo un problema
dell’agricoltura, oggi la sua gestione riguarda tutti, perché è legata alla
sicurezza dei territori. Questo significa fare un passaggio culturale
importante e smettere di lavorare solo sull’emergenza, ma cominciare a
pianificare”. Per Anbi, insomma, di fronte ai cambiamenti climatici bisogna
agire subito con opere di adattamento e manutenzione ordinaria e
straordinaria, quindi programmare nuovi impianti idrovori per sostituire in
alcune zone strutture obsolete non più adeguate al presente, anche
utilizzando pienamente le risorse europee. “Siamo fermi all’11% di acqua
trattenuta, contro il 35% della Spagna e di altri Paesi Ue -ha aggiunto
Vincenzi-. L’acqua deve diventare un elemento di competitività per il
nostro agroalimentare, riducendo le tempistiche e usando meglio
digitalizzazione e innovazione sui cantieri. Certamente il Piano nazionale
di interventi infrastrutturali e per la sicurezza del settore idrico
(PNIISSI), che prevede investimenti di 10 miliardi di euro nei prossimi
dieci anni, potrebbe portare avanti l’Italia con una visione di medio e
lungo termine progredita ed efficace. Ma dobbiamo essere uniti e lavorare
insieme”.
Una sfida già raccolta da Cia: “Se dobbiamo pensare al futuro dell’Italia,
dobbiamo attrezzarci per aumentare la sicurezza idrogeologica e le riserve
idriche -ha chiosato Fini- e vogliamo farlo con l’Anbi, che è il primo
patrimonio comune di noi agricoltori”.
_________________
*Settore Comunicazione e Immagine *| Cia-Agricoltori Italiani
sito web www.cia.it
_________________
_________________
Le informazioni, i dati e le notizie contenute nella presente comunicazione e
i relativi allegati sono di natura privata e come tali possono essere
riservate e sono, comunque, destinate esclusivamente ai destinatari
indicati in epigrafe. La diffusione, distribuzione e/o la copiatura del
documento trasmesso da parte di qualsiasi soggetto diverso dal destinatario
è proibita, sia ai sensi dell’art. 616 c.p., sia ai sensi del D.Lgs. n.
